Roma, parco della Mistica pronto a diventare il secondo polmone verde
- Postato il 17 maggio 2026
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- Di SiViaggia.it
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Roma guarda a est per costruire uno dei più grandi progetti di rigenerazione urbana e ambientale degli ultimi anni: nel territorio del Municipio V prende forma il percorso che dovrà portare alla nascita del futuro parco della Mistica, un’area verde di circa 75 ettari destinata a diventare il secondo parco pubblico più esteso della Capitale dopo Villa Doria Pamphilj.
Il progetto interessa una vasta area compresa tra Alessandrino e Centocelle, in un quadrante densamente abitato che da anni convive con la mancanza di grandi spazi pubblici. Il nuovo parco dovrebbe collegarsi anche al parco di Centocelle tramite un asse ciclopedonale attrezzato sviluppato lungo il tracciato dell’Acquedotto Alessandrino.
L’obiettivo dichiarato dal Comune di Roma e dal Municipio V è trasformare una porzione di territorio oggi frammentata e in parte inaccessibile in un grande polmone verde urbano, aperto ai cittadini e integrato nel tessuto della città. Per questo motivo le istituzioni hanno scelto di avviare un percorso partecipativo rivolto alla cittadinanza, chiamata a contribuire alla definizione delle linee guida e delle funzioni future dell’area.
Un paesaggio storico ancora poco conosciuto
L’area della Mistica viene considerata uno dei paesaggi storici più significativi ancora presenti nella periferia di Roma: a renderla preziosa è soprattutto la presenza del tratto meglio conservato dell’antico Acquedotto Alessandrino, infrastruttura realizzata in epoca romana che attraversa la tenuta e ne caratterizza il profilo paesaggistico.
Secondo il documento introduttivo elaborato nell’ambito del percorso partecipativo, il territorio conserva un impianto agro-pastorale di grande valore, con pascoli, filari alberati, casali storici e visuali aperte sempre più rare a poca distanza dal centro città. L’area offre inoltre un affaccio privilegiato verso il Monte Cavo, l’antico mons Albanus legato al santuario federale dei popoli latini.
Nonostante tali caratteristiche, la Mistica non è mai riuscita a diventare un vero parco urbano riconoscibile e accessibile: nel corso degli anni si sono, infatti, sovrapposti usi differenti, concessioni temporanee, attività agricole, produttive e sociali, oltre a recinzioni e assetti provvisori che hanno progressivamente frammentato lo spazio. La porzione considerata di maggiore pregio naturalistico e paesaggistico, proprio quella in cui l’Acquedotto Alessandrino incontra il fosso naturale dell’area, risulta ancora oggi inaccessibile al pubblico.
Attualmente la tenuta presenta un unico accesso dal lato nord, verso la zona industriale compresa tra la Prenestina e Viale Enzo Ferrari, mentre manca una connessione diretta ed efficace con i quartieri popolari circostanti e con il vicino parco di Tor Tre Teste.

Il percorso partecipativo
Per superare la frammentazione, Roma Capitale e Municipio V hanno deciso di avviare un percorso condiviso di pianificazione e progettazione, nell’ambito della deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 36 del 2024, provvedimento che ha rilanciato ufficialmente l’obiettivo della realizzazione del parco della Mistica e definito anche il modello di governance che dovrà accompagnarne lo sviluppo.
Il sistema organizzativo previsto ruota attorno a tre organismi distinti: una cabina di regia, un comitato tecnico interdipartimentale e un forum territoriale destinato al confronto con cittadini, associazioni e realtà locali. A supportare scientificamente il percorso è il LabSU, il Laboratorio di Studi Urbani “Territori dell’abitare” della Sapienza Università di Roma, che ha predisposto il documento introduttivo alla partecipazione pubblica.
L’intenzione delle istituzioni è quella di costruire un progetto che riesca a tenere insieme diversi obiettivi: tutela ambientale, valorizzazione dell’Acquedotto Alessandrino, accessibilità degli spazi, armonizzazione delle attività già presenti nell’area e sviluppo di funzioni sociali e agricole compatibili con il contesto naturale.
I cittadini saranno chiamati a discutere pubblicamente i documenti già elaborati, avanzare osservazioni e contribuire alla definizione del futuro assetto del parco. Tutti i risultati confluiranno poi nella cabina di regia incaricata di coordinare l’attuazione concreta del piano insieme agli assessorati competenti di Roma Capitale.
Il lavoro preparatorio e il progetto dell’asse Alessandrino-Mistica
Una parte importante del lavoro preliminare è già stata sviluppata con il Laboratorio Centocelle-Mistica, realizzato tra il 2023 e il 2024 con l’obiettivo di preparare la fase partecipativa successiva. Da questa attività sono emersi un quadro conoscitivo dettagliato dell’area, uno scenario strategico legato all’asse Alessandrino e uno schema preliminare di assetto del futuro parco.
L’asse ciclopedonale lungo l’Acquedotto Alessandrino è uno dei cardini dell’intervento: l’idea è quella di creare un collegamento verde continuo capace di unire il parco della Mistica ai quartieri limitrofi e alle altre aree verdi del quadrante est. Secondo quanto spiegato dall’assessore municipale all’Ambiente Edoardo Annucci, il nodo centrale sarà proprio comprendere come integrare la tenuta con il vicino parco Alessandrino, così da dare vita a quello che diventerebbe il secondo grande parco pubblico della città per estensione.
I prossimi passaggi verso il nuovo grande parco urbano
Il primo risultato atteso dal processo partecipativo sarà la realizzazione del “Manifesto per la Mistica”, documento destinato a raccogliere indirizzi, principi e linee guida utili alla pianificazione futura del parco e dell’asse Alessandrino-Mistica.
Dopo l’estate il percorso entrerà in una fase più operativa con laboratori di pianificazione e co-progettazione che dovranno definire il piano di assetto definitivo del parco, il masterplan dell’asse ciclopedonale e i progetti relativi alle attività e ai servizi da insediare nell’area.
Particolare attenzione sarà dedicata anche al recupero degli edifici inutilizzati presenti nella tenuta, con l’obiettivo di favorire la nascita di attività capaci di generare economie locali sostenibili e nuove funzioni pubbliche compatibili con il contesto ambientale.