Rinascita Scott, Appello bis per 15 imputati: chiesti fino a 20 anni di carcere
- Postato il 14 ottobre 2026
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Rinascita Scott, Appello bis per 15 imputati: chiesti fino a 20 anni di carcere
Il troncone in abbreviato del maxiprocesso “Rinascita Scott” nell’Appello bis dopo l’annullamento da parte della Cassazione per la rideterminazione delle pene nei confronti dei 15 imputati alcuni dei quali rischiano fino a 20 anni di carcere
CATANZARO – Pene fino a vent’anni nel giudizio di rinvio del processo “Rinascita Scott” che vede coinvolti in questo Appello bis 15 imputati giudicati con rito abbreviato a seguito del rinvio della Cassazione. Davanti ai giudici di secondo grado di Catanzaro, la pubblica accusa ha formulato le proprie richieste dopo l’annullamento disposto dalla Cassazione, chiamando i giudici a rideterminare le pene. A pronunciare la requisitoria, il pm della Dda Annamaria Frustaci, applicata alla Procura generale mentre la discussione delle difese è fissata per il 12 gennaio 2027, che precederà, chiaramente, le decisioni della Corte.
PER GREGORIO NIGLIA CHIESTI 20 ANNI
La richiesta più elevata riguarda Gregorio Niglia, detto “Lollo”, di Briatico, per il quale sono stati chiesti 20 anni di reclusione. Sedici anni sono richiesti invece per Gregorio Gasparro, di San Gregorio d’Ippona, e 12 per Vincenzo Mantella, di Vibo Valentia. Niglia è difeso dagli avvocati Giuseppe Bagnato e Valerio Vianello Accorretti; Gasparro dagli avvocati Dario Vannetiello e Diego Brancia; Mantella dagli avvocati Francesco Sabatino e Diego Brancia.
DODICI ANNI PER ALTRI 4 IMPUTATI
La pubblica accusa ha chiesto 12 anni di reclusione anche per Antonio Patania, di Sant’Onofrio, difeso dagli avvocati Tiziana Barillaro e Vincenzo Gennaro; Andrea Prestanicola, di Ionadi, assistito dall’avvocato Valerio Vianello Accorretti; Giovanni Rizzo, di Nicotera, difeso dagli avvocati Guido Contestabile e Pietro Antonio Corsaro; e Giuseppe Scriva, di Vibo Valentia, rappresentato dagli avvocati Sergio Rotundo e Francesco Lojacono.
PER MAZZEO CHIESTI DUE ANNI E SEI MESI
Per Nicolino Pantaleone Mazzeo, di Mesiano di Filandari, la richiesta è di due anni e sei mesi. Nel precedente giudizio la condanna era stata di 14 anni, ma la Cassazione ha annullato la decisione limitatamente al capo relativo all’associazione mafiosa. La nuova richiesta dell’accusa si inserisce quindi nel quadro ridisegnato dalla pronuncia della Suprema Corte. Mazzeo è difeso dagli avvocati Francesco Lojacono e Daniela Garisto.
LE RESTANTI RICHIESTE DI PENA AVANZATE DALLA PROCURA GENERALE
Per Fabio De Gaetano, di Rombiolo, la richiesta è stata di 6 anni; per Nicola De Gaetano, anch’egli di Rombiolo, di 2 anni e 4 mesi. Entrambi sono difesi rispettivamente dagli avvocati Antonio Barillari e Guido Contestabile, e dall’avvocato Francesco Calabrese.
La pm Frustaci ha sollecitato 1 anno e 6 mesi per Giuseppe De Certo, di Nicotera, assistito dagli avvocati Francesco Capria e Dario Vannetiello, e 4 anni per Francesco Iannello, di San Gregorio d’Ippona, difeso dagli avvocati Salvatore Staiano e Valerio Vianello Accorretti.
Per Maria Carmelina Lo Bianco, di Vibo Valentia, la richiesta è di un 1 e 4 mesi; 6 gli anni chiesti per Lulezim Shkurtaj, nato in Albania, mentre per Luigi Vitrò, di Vibo Valentia, la pubblica accusa ha sollecitato 3 anni. Gli imputati sono assistiti, rispettivamente, dagli avvocati Diego Brancia; Maria Cristina Masetti e Domenico Leto; Giovanni Vecchio e Sergio Rotundo.
LE PARTI CIVILI AL PROCESSO “RINASCITA SCOTT”
Nel procedimento sono costituiti parte civile diversi Comuni del Vibonese, rappresentati dagli avvocati Domenico Paglianiti, Domenico Sorace, Massimiliano De Benetti, Domenico Talotta, Maria Antonietta La Monica, Antonella Fava Smiriglia e Paolo Del Giudice. Il Comune di Vibo Valentia è assistito dall’avvocata Maristella Paolì, la Provincia dall’avvocata Maria Rosa Pisani e la Regione Calabria dall’avvocato Michele Rausei.
Presente anche l’Associazione antiracket della provincia di Vibo, rappresentata dall’avvocata Maria Antonietta La Monica. Tra le parti civili figurano inoltre la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Ministero dell’Interno e il commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, rappresentati dall’Avvocatura generale dello Stato.
Ora la parola passerà alle difese, chiamate a confrontarsi con le richieste della pubblica accusa nell’udienza del 12 gennaio 2027 dopo di che sarà la Corte d’Appello di Catanzaro a pronunciarsi sulle singole posizioni, rideterminando le pene nell’ambito del giudizio di rinvio.
Il Quotidiano del Sud.
Rinascita Scott, Appello bis per 15 imputati: chiesti fino a 20 anni di carcere