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Riforma dell’artigianato, Cna Calabria: «Cambiare dimensione senza perdere l’identità»

  • Postato il 4 ottobre 2026
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Riforma dell’artigianato, Cna Calabria: «Cambiare dimensione senza perdere l’identità»

Il Quotidiano del Sud
Riforma dell’artigianato, Cna Calabria: «Cambiare dimensione senza perdere l’identità»

Sulla riforma della legge quadro dell’Artigianato, il presidente regionale della Cna Calabria, Giovanni Cugliari, interviene nel dibattito e replica alle critiche di Cgil e Unindustria: «L’artigiano non è sinonimo di piccolo. Le imprese devono poter crescere, assumere, investire ed esportare senza perdere identità e competenze»


CATANZARO – Il presidente della Cna Calabria, Giovanni Cugliari, interviene nel dibattito sul riordino della normativa di settore e replica alle recenti osservazioni arrivate dalla Cgil nazionale e dalla Piccola Industria di Unindustria Calabria: «La riforma della legge quadro sull’artigianato non serve semplicemente a cambiare una norma, ma a riconoscere che è cambiato il mondo», afferma aggiungendo che la legge che disciplina ancora oggi l’artigianato risale al 1985 e, da allora, sono profondamente cambiati mercati, tecnologie, modelli produttivi, organizzazione del lavoro e formazione, oltre alla dimensione internazionale della competizione.

«Oggi un’impresa artigiana può progettare in Italia, utilizzare macchinari digitali e robotizzati, collaborare con progettisti internazionali ed esportare in Europa, negli Stati Uniti, in Medio Oriente e in Asia, continuando a valorizzare il sapere dell’uomo. Questa non è la fine dell’artigianato. È l’artigianato contemporaneo», afferma il presidente della Cna Calabria.

LA CNA CONCORDA CON LA POSIZIONE DELLA PREMIER MELONI

La confederazione guarda con favore anche alla posizione espressa dalla premier Giorgia Meloni in occasione delle celebrazioni per gli 80 anni dalla nascita della Cna. Per Cugliari, consentire alle imprese artigiane di crescere senza perdere automaticamente la propria identità significa affrontare una questione che il sistema produttivo non può più rinviare: «Artigiano non è sinonimo di piccolo – sostiene -. L’artigianalità è un modo di produrre, una cultura dell’impresa, un patrimonio di competenze, conoscenza dei materiali, capacità di personalizzazione e qualità del lavoro. La tecnologia non cancella tutto questo, ma può renderlo più competitivo».

Per il presidente della Cna, anche la crescita occupazionale non dovrebbe essere considerata un elemento in contrasto con la natura artigiana dell’impresa. «Se un’impresa passa da dieci a venti, trenta o più collaboratori perché conquista nuovi mercati, investe e crea occupazione, abbiamo raggiunto un risultato che il Paese dovrebbe favorire, non temere».

«LA CALABRIA HA BISOGNO DI IMPRESE CHE CRESCONO»

Il ragionamento, secondo Cugliari, assume un rilievo particolare in Calabria. «Non possiamo chiedere alle imprese calabresi di crescere e costruire un sistema che consideri quella crescita come una perdita della loro identità. Dobbiamo creare le condizioni perché una piccola impresa possa diventare più strutturata, assumere, investire ed esportare».

La sfida dei prossimi anni, aggiunge, non sarebbe quindi quella di difendere la piccola dimensione, ma di tutelare il patrimonio di conoscenze e competenze dell’artigianato consentendogli di raggiungere una dimensione diversa.

«Non dobbiamo trasformare gli artigiani in industria, ma permettere alle migliori imprese artigiane italiane di diventare più forti senza cancellarne la storia, le competenze e l’identità. La nuova legge dovrebbe partire proprio da qui: custodire l’identità e liberare la crescita».

LA REPLICA DELLA CNA ALLA CGIL

La Cna Calabria interviene anche sulle critiche della Cgil nazionale, che ha chiesto un confronto sulla riforma. «Sorprende la richiesta di aprire un confronto, come se quel confronto non fosse già iniziato», afferma Cugliari che ricorda l’incontro del 6 maggio tra le organizzazioni dell’artigianato – Cna, Confartigianato, Casartigiani e Claai – e Cgil, Cisl e Uil, nel quale, spiega, furono affrontati anche i temi della riforma della legge quadro, del dumping contrattuale, della rappresentanza e della bilateralità: «Il confronto è necessario, fermare la riforma è un’altra cosa – sostiene Cugliari -. Significherebbe continuare a governare l’artigianato del futuro con una legge nata oltre quarant’anni fa. Su questo Cna è pronta al confronto con tutti».

CUGLIARI: «NESSUNA GUERRA TRA INDUSTRIA E ARTIGIANATO»

La confederazione replica infine alla Piccola Industria di Unindustria Calabria, che ha espresso preoccupazioni sul possibile innalzamento del numero massimo di addetti: «Quando viene indicata la soglia dei 49 addetti come se rappresentasse indistintamente il nuovo limite generalizzato dell’impresa artigiana, sarebbe utile chiarire a quale testo definitivo della riforma ci si riferisca», osserva Cugliari.

Il confronto tra le rappresentanze d’impresa, aggiunge, «è utile quando aiuta a costruire regole migliori», mentre lo sarebbe meno se il dibattito si concentrasse «su una rappresentazione della riforma, invece che sul suo contenuto effettivo. Industria e artigianato non sono nemici. In Calabria, soprattutto, non possiamo permetterci una guerra tra dimensioni d’impresa», conclude il presidente della Cna Calabria il cui obiettivo è quindi quello di costruire «un sistema produttivo più forte», nel quale microimprese, artigiani, piccole industrie e imprese strutturate possano crescere e collaborare.

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Riforma dell’artigianato, Cna Calabria: «Cambiare dimensione senza perdere l’identità»

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