Rifiuti e pedonalizzazioni, Russo: “Fatti errori, ma Savona ha scontato un notevole ritardo”
- Postato il 11 giugno 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. “Noi ogni giorno analizziamo cosa abbiamo fatto il giorno prima, se abbiamo compiuto un errore, se servono correttivi, questo confronto lo abbiamo anche con i cittadini. Errori ne sono stati fatti, ma ricordiamo che chi amministra ragiona con il senno di prima e non di poi. Si compiono determinate scelte alle condizioni date, quando passa il tempo poi puoi dire ‘si forse avrei fatto diversamente’. Il riesame delle scelte è una costante del nostro lavoro, affrontiamo cambiamenti che sono processi e richiedono correttivi. Due esempi sono la seconda modifica alla viabilità in via dei Mille e i bidoni condominiali dove il piano prevedeva i mastelli”.
Lo dice il sindaco di Savona Marco Russo, dopo aver affrontato nell’intervista condotta dal giornalista di IVG Nicola Seppone e dal direttore Andrea Chiovelli nel podcast La Telefonata due tra i temi più caldi del suo mandato: il passaggio alla raccolta porta a porta e le pedonalizzazioni.
A proposito di questi due temi, Russo ricorda da dove partiva la città: “Savona ha scontato un notevole ritardo, aveva bisogno di rimettersi in moto e di affrontare le sfide che altre città hanno affrontato più gradualmente. Chi amministra ha il dovere di compiere scelte che guardano al futuro. Certi cambiamenti hanno bisogno di gradualità e tempo, non avvengono schiacciando un interruttore della luce, bisogna viverli come transizione in vista dell’obiettivo”.
Per il sindaco la chiusura al traffico di alcune vie è una necessità: “Le pedonalizzazioni sono un tema che le città affrontano da decenni, dobbiamo promuovere la mobilità lenta sia per una questione sia ambientale che di vivibilità, pedonalizzare una via non può essere scisso da questa esigenza di modificare l’organizzazione della vita di una città, ci sono città che hanno affrontano pedonalizzazioni molto più impattanti, hanno affrontano periodi complicati e poi li hanno superati”.
Russo ripercorre l’iter seguito: “Siamo partiti dalle misurazioni del traffico da parte di Unige, la chiusura, abbiamo preso atto del problema che si è generato in piazza Mameli, abbiamo fatto ulteriori approfondimenti, abbiamo attuato un correttivo, avviato la riqualificazione attivando risorse dedicate attraendo investimenti. Quando vedo lo spazio vissuto, le persone ai bar, che chiacchierano in mezzo alla strada che giocano a palla dico abbiamo riconquistato uno spazio di vita della città, così è decisamente più vivibile. Nei processi si affrontano i problemi e si risolvono”.
ASCOLTA “LA TELEFONATA” CON IL SINDACO DI SAVONA MARCO RUSSO
Per la questione rifiuti il sindaco ricorda che la giunta attuale si è insediata a iter avviato: “Siamo arrivati quando il piano industriale era già stato approvato ma soprattutto non dobbiamo dimenticare che Sea-s è una società mista pubblica-privata e questo comporta un’ulteriore complessità nella gestione. Ricordo che quando siamo arrivati la gara era già stata avviata e il vincitore non l’ho deciso di certo io. C’è stato anche un ricorso che ha allungato i tempi del passaggio alla nuova società”.
“Abbiamo affrontato una transizione, non possiamo pensare che ancora nel 2026 Savona usi ancora i cassonetti stradali con una differenziata al 42%, non è vivibile. Passare a una differenziata spinta era un requisito fondamentale. Un passaggio complicato che abbiamo sofferto, modificare il sistema di raccolta dei rifiuti è la cosa più rivoluzionaria perché tocca tutti i cittadini e impone un cambio nella gestione del rifiuto: ora lo accumuli in casa e lo esponi solo quando gli operatori passano a raccoglierlo. Tutte le città che hanno fatto questo passaggio hanno avuto bisogno di tempo e hanno vissuto disagi elevatissimi, sicuramente sono stati fatti errori ma siamo stati gli unici a fare un lavoro capillare condominio per condominio per decidere dove collocare i bidoni”.
Per la giunta sono stati fatti passi avanti rispetto all’inizio ma ancora non basta: “Abbiamo richiesto un ulteriore innalzamento della qualità del servizio, ma devono diminuire anche gli abbandoni. Pensiamo che 1000 utenze fino a due mesi fa non avevano ancora ritirato il kit. Siamo partiti che la città era molto sporca, oggi lo è ancora ma nell’ambito di un sistema trasformato”.
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