Rifiuti, comitati all’attacco: “Genova in ritardo sulla differenziata. Serve un modello efficace per il riciclo”

  • Postato il 27 febbraio 2026
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Genova. Mentre in città si infiamma il dibattito sulle infrastrutture viarie, tiene banco ancora il rebus dei rifiuti, con la prospettiva del bando regionale per il project financing legato alla costruzione di un impianto termovalorizzatore per la chiusura del ciclo dei rifiuti.

A mettere tenere in qualche modo insieme i due dossier, la rete dei comitati, che torna a sferzare la politica – e in particolare la nuova giunta Salis – sulla attuazione degli obiettivi legati alla raccolta differenziata: “In questi giorni si è assistito alla diffusione di dichiarazioni pubbliche da parte della sindaca Silvia Salis in merito agli obiettivi di raccolta differenziata per la città di Genova – scrivono in una nota stampa i comitati della rete ligure – L’obiettivo indicato, pari al 60%, risulta tuttavia inferiore alla soglia del 65% prevista dalla normativa europea requisito necessario per evitare l’apertura di procedure sanzionatorie. Successivamente l’assessora all’Ambiente del Comune di Genova, Silvia Pericu, ha dichiarato sulla stampa l’intenzione dell’amministrazione di affrontare il tema del fine ciclo dei rifiuti, prospettando l’affidamento a un’azienda dell’incarico di individuare il tipo di impianto eventualmente necessario. Una misura che viene presentata anche come funzionale a una possibile riduzione della TARI”.

“Si ricorda che la TARI è destinata alla copertura integrale dei costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani, svolto in regime di privativa pubblica – sottolineano – In assenza di una pianificazione strutturata, conforme agli obblighi europei, eventuali sanzioni derivanti dal mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata rischierebbero di tradursi in ulteriori aggravi economici per i cittadini”.

E poi le domande, rivolte alla giunta: “Come si intende ridurre la TARI senza un piano rifiuti coerente con la normativa europea e con il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata? L’amministrazione è consapevole che il mancato rispetto degli obblighi comunitari potrebbe comportare sanzioni con ricadute dirette sui contribuenti? Per quale ragione Genova risulta ancora in ritardo rispetto ad altre realtà liguri nell’adozione di un modello efficace e strutturato di raccolta differenziata finalizzata al riciclo?”.

“Preoccupa inoltre la scelta di concentrare l’attenzione su progetti straordinari, come le nuove funivie, in aree caratterizzate da fragilità idrogeologica, mentre restano irrisolte criticità ordinarie e strutturali come la gestione del ciclo dei rifiuti – concludono – La città ha bisogno di una strategia chiara, trasparente e conforme alle normative europee, capace di coniugare sostenibilità ambientale, equilibrio economico e tutela dei cittadini”.

Autore
Genova24

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