Rider 32enne trovato morto sulla collina di Torino, indagini in corso: dolore e interrogativi
- Postato il 21 aprile 2026
- Cronaca
- Di Quotidiano Piemontese
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TORINO – “Non sappiamo nulla, siamo disperati: speriamo che ci dicano presto cosa è successo ad Adnan”. È il racconto di Alì, fratello di Salah El Sayed, il 32enne trovato senza vita nella tarda serata di domenica dopo una consegna sulla collina di Torino.
La famiglia è riunita nell’abitazione di via Tunisi, dove il giovane viveva, in attesa di risposte che ancora non ci sono. La morte resta avvolta nel mistero: tra le ipotesi al vaglio degli investigatori della polizia locale, coordinati dalla pm Alessandra Provazza, ci sono la perdita di controllo della bicicletta o il possibile coinvolgimento di un veicolo, forse senza che il conducente si sia fermato a prestare soccorso.
Il ritrovamento è avvenuto intorno alle 23 in strada della Creusa, nella zona sopra Cavoretto. Una residente aveva notato già verso le 20 una bicicletta elettrica finita nella siepe, ma si è accorta del corpo solo al ritorno a casa, qualche ora dopo. “La scorsa notte non ho dormito, ho pensato che avrei potuto salvarlo se avessi dato subito l’allarme”, ha raccontato.
Secondo una prima ricostruzione, il decesso risalirebbe proprio a poco dopo le 20, al termine di una consegna. Gli accertamenti sono in corso per stabilire con precisione la dinamica e l’orario.
Il giovane, fotografo apprezzato e rider da circa un mese per Deliveroo, lascia la moglie Nourhan Aly, sposata lo scorso dicembre. “Il mio amato marito, la luce dei miei occhi, se n’è andato”, ha scritto la donna sui social, dove il 32enne condivideva immagini della città ed era seguito da migliaia di persone. “Mio marito è nelle mani di Dio. Il mio cuore si è spezzato dopo di te”.
Anche l’azienda per cui lavorava ha espresso cordoglio: “Desidero esprimere, a nome di tutta l’azienda, le nostre più sentite condoglianze e il nostro sentimento di vicinanza verso i familiari”, ha dichiarato Andrea Zocchi, Managing Director di Deliveroo Italy, aggiungendo che la società collaborerà con le autorità fornendo i dati sugli ultimi spostamenti del rider.
Intanto proseguono le verifiche nella zona, con la ricerca di eventuali telecamere che possano aver ripreso gli ultimi momenti prima della tragedia.
La vicenda ha suscitato anche reazioni sul piano politico e sindacale. Il deputato Marco Grimaldi ha parlato della “scena di un film dell’orrore”, sottolineando come “El Sayed è morto senza che del suo incidente si accorgesse nessuno”. Dai sindacati arriva la richiesta di maggiore tutela: “I rider vivono nell’invisibilità”, affermano Danilo Bonucci e Federico Bellono della CGIL, chiedendo condizioni di lavoro più sicure. Anche la CISL, attraverso il segretario regionale Calogero Palma, esprime “cordoglio e sdegno”, sottolineando che “non è accettabile perdere la vita svolgendo il proprio lavoro”.
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