Riarmo, la Grecia investe 25 miliardi nella Difesa: “Avremo uno dei sistemi più avanzati d’Europa”

  • Postato il 2 aprile 2025
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“Il prezzo della libertà è la vigilanza costante, diceva Thomas Jefferson”. Sulla base di questo principio la Grecia intende investire 25 miliardi di euro per avviare la “più drastica trasformazione delle Forze Armate nella storia moderna”. Uno sforzo necessario, ha spiegato dinanzi al Parlamento Kyriakos Mitsotakis, “in un mondo che cambia a ritmi imprevedibili” e “in un contesto internazionale incerto”. “Il nostro obiettivo è che la Grecia disponga in pochi anni di uno dei sistemi di difesa più avanzati d’Europa“, ha chiarito il premier conservatore in un lungo discorso farcito di retorica e citazioni, nel quale non ha però fornito dettagli sulle tempistiche degli investimenti, che secondo il quotidiano Kathimerini saranno utilizzati entro i prossimi dodici anni.

“La filosofia del nuovo programma riguarda innanzitutto l’integrazione di nuove tecnologie di difesa“, ha spiegato Mitsotakis. “Il progetto più emblematico”, ha proseguito il premier, sarà un sistema di difesa aerea, denominato Scudo di Achille: “Una cupola che sarà in grado di proteggerci su cinque livelli” che sarà “il più significativo investimento dei prossimi anni”. L’apparato si compone di tecnologie anti-drone, anti-aeree e anti-missile balistico. Il progetto, il cui costo è stimato in 2,8 miliardi, prevede l’acquisto di sistemi missilistici terra-aria ad alto, medio e corto raggio insieme a un’avanzata rete radar per rilevare le minacce aeree. Il sistema sarà probabilmente prodotto da aziende israeliane: non è un caso che l’annuncio segua l’incontro di domenica a Gerusalemme tra Mitsotakis e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, nel quale si è discusso di progetti di produzione congiunta di armamenti in una collaborazione che coinvolgerebbe aziende israeliane del settore tra cui IAI, Rafael ed Elbit Systems.

Atene investe miliardi nella Difesa, dunque, dopo il fallimento sfiorato nel 2015, all’epoca del governo di Alexis Tsipras, al quale è seguita una cura lacrime e sangue imposta dall’Ue in cambio di prestiti che ha causato la perdita di migliaia di posti di lavoro e la svendita di asset strategici come banche, industrie e strutture portuali. La paura e il dolore vissuti riecheggia nel discorso di Mitsotakis, ma dieci anni dopo la Grecia e il contesto internazionali sono mutati: “Sarebbe impossibile garantire le risorse del ministero. Difesa se il quadro fiscale del Paese non fosse stato completamente ripristinato”. Ora “la cosa più importante è l’attivazione della clausola di salvaguardia che dà spazio fiscale agli investimenti nella Difesa”, ha sottolineato il premier, assicurando che il nuovo piano non porterà il paese a eccessi di spesa “non solo perché i mercati ci stanno monitorando e valutando da vicino, ma anche perché la performance complessiva dell’economia è un fattore vitale per la sicurezza e la stabilità”, ha chiarito. “La responsabilità fiscale è il fondamento di tutte le nostre scelte”, è la promessa e “la solidità fiscale diventa una leva per un’efficace difesa nazionale, e se non c’è protezione dalle minacce esterne non ci sono sviluppo sostenibile, investimenti, turismo, innovazione”.

L’orizzonte di intervento sarà anche quello del personale militare: “Nel 2019 abbiamo ereditato una situazione estremamente problematica nelle Forze Armate – ha ricordato il leader di Nuova Democrazia -. Oggi la situazione è cambiata. Per la prima volta in 14 anni, gli ufficiali hanno visto aumentare i loro stipendi e i loro benefit”. E notevolmente migliorata è anche la situazione degli arsenali: “Ventiquattro nuovi caccia Rafale, 3 nuove fregate classe Belara, le prime ad essere ricevute dalla Marina nel 2025, veicoli aerei senza pilota Heron, elicotteri antisommergibile Romeo all’avanguardia, nuovi siluri”. E “ora abbiamo un’alleanza strategica con Israele per quanto riguarda l’addestramento dei soldati”.

Sul piano industriale si registrano già i primi movimenti. Nei giorni scorsi Naval Group, costruttore francese di fregate FDI, ha presentato al governo greco una proposta per la creazione di una linea di produzione locale, forse nei cantieri navali di Skaramangas, per navi di superficie, sottomarini e sistemi USV (Unmanned Surface Vehicle, ovvero imbarcazione di superficie senza equipaggio umano, le cosiddette “navi drone“). La proposta prevede la costruzione nei cantieri greci di tre fregate di classe Kimon (FDI HN), oltre alle quattro sulle quali esiste già un accordo.

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