Riapre la Galleria di Apollo al Louvre dopo il furto…ma senza gioielli
- Postato il 23 luglio 2026
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- Di SiViaggia.it
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Sono passati 9 mesi dal clamoroso furto che ha fatto il giro del mondo con i gioielli trafugati dalla Galleria d’Apollo al Louvre con tanto di fuga simile a quella di un film.
Con qualche accortezza in più la splendida sala museale riapre: si possono tornare ad ammirare stucchi decorati, affreschi e il celebre soffitto dedicato al dio del sole…. ma delle parure imperiali nessuna traccia.
La galleria di Apollo al Louvre riapre, ma senza gioielli
Finalmente si può tornare a passeggiare nella splendida galleria di Apollo all’interno del museo del Louvre: il nuovo presidente Leribault ha spiegato come lo spazio riapre per ritrovare la sua vocazione più autentica attraverso un percorso monumentale. Ma dove sono i gioielli? Al momento sono al sicuro in attesa che il progetto della sala blindata con misure di sicurezza ai massimi livelli venga avviato.
Cosa vedere nella galleria d’Apollo
Chi entra oggi nella Galleria di Apollo al Louvre farà bene ad alzare lo sguardo. Il soffitto a volta, decorato nel Seicento sotto la supervisione di Charles Le Brun, pittore di corte di Luigi XIV, racconta il viaggio del dio del Sole attraverso il cielo. Due secoli più tardi Eugène Delacroix aggiunse il dipinto centrale, un Apollo che uccide il serpente Pitone, largo dodici metri. Alle pareti, 28 arazzi con ritratti di sovrani e artisti completano un ambiente che Leribault paragona senza mezzi termini alla Galleria degli Specchi di Versailles: non a caso, gli stessi artisti lavorarono poi a entrambi i cantieri.
La ministra della Cultura, Catherine Pégard, presente alla riapertura, ha fatto notare un paradosso: quando c’erano i gioielli, pochi visitatori si fermavano davvero a guardare l’architettura. Ora, forse, toccherà proprio all’assenza restituire valore a ciò che il furto non è riuscito a portare via.
L’assenza dei gioielli modifica inevitabilmente l’atmosfera. Alcune teche vuote ricordano ciò che è accaduto, ma permettono anche di osservare dettagli decorativi che in passato rischiavano di passare inosservati.
L’idea della sala arriva da Luigi XIV, il “re Sole” che ha affidato il programma decorativo al pittore Charles Le Brun; l’artista progettò il soffitto come un racconto cosmico attraverso il cielo sul suo carro mentre attorno a lui l’universo segue un ordine preciso. Tra le opere da osservare con maggiore attenzione spicca il grande dipinto centrale realizzato da Eugène Delacroix nel XIX secolo che introduce nella sala la forza cromatica e il movimento tipici del pittore romantico. Apollo domina la composizione, sospeso in un cielo agitato e luminoso, mentre sconfigge il mostro simbolo del caos.
La storia della galleria
La Galleria di Apollo nel museo del Louvre a Parigi ne ha viste di peripezie: nel 1661 ha subito un incendio e da quel momento Luigi XIV ha deciso di ricostruirla per rafforzare l’immagine della monarchia. Con l’aiuto dell’architetto Le Vau gli spazi sono stati progettati mentre Le Brun ha gestito le decorazioni per dar vita a uno dei più grandi esempi di classicismo francese.
La sala, che oggi viene considerata l’antenata della Galleria degli Specchi di Versailles, è stata un progetto in divenire con decorazioni che sono state completate nel corso di tre secoli.