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“Retroguardia”, l’album del ritorno di Gabriele Serpe. On line il nuovo singolo “Genova Esotica”

  • Postato il 24 settembre 2026
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  • Di Genova24
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“Retroguardia”, l’album del ritorno di Gabriele Serpe. On line il nuovo singolo “Genova Esotica”

Genova. A undici anni di distanza dal suo ultimo album solista Uno, il cantautore e giornalista genovese Gabriele Serpe torna sulla scena musicale con un doppio appuntamento discografico: l’uscita del suo nuovo singolo di lancio, “Genova Esotica” che fa da apripista al nuovo album di inediti intitolato “Retroguardia”, in arrivo il prossimo 20 novembre per Costello’s Agency e Artist First.

Un ritorno che porta con sé il peso di una scelta di vita radicale: negli ultimi anni, infatti, l’artista ha scelto di allontanarsi dai ritmi della società contemporanea per dedicarsi all’autosostentamento agricolo fuori dai confini del nostro paese, lontano dalla sua Genova. Un distacco necessario, ma che riporta il segno di una riflessione artistica accresciuta da questa esperienza, e che oggi torna per decodificare una realtà trasformata da tecnologia, stratificazione sociale e smarrimento.

Il singolo che anticipa l’uscita dell’albun, “Genova esotica” (ascoltabile su YouTube a questo indirizzo) affronta la ricerca dell’esotico non come un viaggio geografico verso mete lontane, ma come una metamorfosi dello sguardo. Attraverso un cambio di prospettiva, Serpe trasforma la propria città natale e le abitudini quotidiane in un territorio da riscoprire, interrogandosi su come attribuire un significato più profondo alla vita di tutti i giorni senza necessariamente dover fuggire. Il testo racconta la condizione di “indigeni stranieri” e la crisi di mezza età, descrivendo un’umanità smarrita tra mode passeggere, rimedi improvvisati e un’iper-esposizione digitale che finisce per amplificare il vuoto anziché colmarlo.

gabriele serpe
Gabriele Serpe

La genesi di questo lavoro è incastonata nella riflessione di una Genova trasformata dal di dentro: “Quando la patria natia si trasforma in un luogo esotico, gli indigeni diventano “stranieri” perché non si identificano più con le regole e i valori dominanti della società in cui sono nati e cresciuti. Adulti fuori tempo e fuori luogo, uomini e donne che si aggirano spaesati per le strade delle nostre città”.

L’ingresso negli “anta” e la collaterale crisi di mezza età per Gabriele Serpe sono la goccia che fa traboccare il vaso. “Ormoni sfioriti, schegge impazzite, sperimentiamo l’urgenza di tornare a mordere la vita – spiega Serpe – C’è chi trova il coraggio di mollare la presa e voltare le spalle, chi improvvisa tagli, strappi e cambi repentini, ma anche chi si accontenta di improbabili rimedi per guarire dall’insoddisfazione con effetto il più immediato possibile. Dall’impulso sessuale a quello spirituale, il cuore non riceve l’alimentazione di cui avrebbe bisogno e non sa come reagire. Perché a un certo punto arriva il momento di ammetterlo, non si può più evitare: non è andata come ci aspettavamo e come avremmo voluto. I modelli proposti dalla società non sono più così attrattivi come apparivano un tempo e ora… che si aprano le gabbie e si salvi chi può”.

Dal punto di vista musicale, il brano — scritto e prodotta a quattro mani con Giulio Gaietto presso lo Studio 77 di Genova — fonde un impianto elettronico che richiama i primi Bluvertigo con venature psichedeliche vicine alla produzione di Cosmo.

Il disco Retroguardia

Le tematiche racchiuse nel singolo anticipano i temi del concept album Retroguardia, composto da otto tracce inedite (Genova esotica, L’inchino, Canzoni per adulti, Orizzonte, La tua casa nel futuro, Migrare, Amore in Euskera, Di sera) e in uscita il prossimo 20 novembre.

L’album esplora la distanza fisica ed emotiva dalla società, dando voce a chi si sente “fuori tempo e fuori luogo” e sceglie di desertificare le prime linee per diventare un “disertore consapevole”. Coerentemente con questa filosofia di sottrazione, Gabriele Serpe ha rinunciato all’uso di Instagram, scegliendo di raccontare la genesi del progetto e la sua nuova vita rurale attraverso una newsletter su Substack e il proprio canale YouTube

“Il tema centrale del disco è la lontananza dalla società – racconta Serpe –  Lontananza fisica così come emotiva. La posizione defilata da cui osservare le cose, il sentimento di chi non riesce a sentirsi parte del contesto sociale. I protagonisti sono adulti fuori tempo e fuori luogo. Alcuni di loro trovano il coraggio di mettersi in cammino, di mollare la presa e voltare le spalle. Una retroguardia che si sfalda e lascia le prime linee all’assalto di non si sa più bene cosa. Scelte di vita radicali che portano non solo all’allontanamento dalla società, ma anche al doloroso e salvifico confronto con sé stessi. Nell’album è predominante la presa di coscienza di vivere un’epoca già passata che si trascina nelle sue ultime righe prima di voltare pagina. I protagonisti delle canzoni condividono la sensazione, da una parte sicuramente triste e dall’altra quasi liberatoria, di avere poco o nulla da raccogliere e poco o nulla da dare a questa società che percepiscono come morente. Tutto questo mentre i comandanti sembrano non rendersi conto che dietro di loro sono sempre di più le persone che abbandonano la causa. Sono disertori consapevoli e forse sapranno coltivare le terre bruciate a battaglia finita”.

Autore
Genova24

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