Resa forzata del prete al bando per la spiaggia a Spotorno, ancora polemiche sul nuovo PUD
- Postato il 5 ottobre 2026
- Politica
- Di Il Vostro Giornale
- 0 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Spotorno. “Ci sono decisioni amministrative che si misurano in metri quadrati e altre che si misurano sul valore della vita delle persone. La resa forzata dei Bagni Sant’Antonio e la rinuncia dei padri Barnabiti della Fondazione Santi Donato e Carpoforo — guidati da Don Borghi — non sono una semplice pratica burocratica che si chiude: rappresentano la testimonianza di un atteggiamento arido, spietato e privo di cuore, assunto da un’amministrazione che ha deliberatamente scelto di voltare le spalle alla solidarietà e ai più deboli”.
A denunciare senza mezzi termini la gravità dell’operato della giunta, unendo Liguria e Lombardia, sono Camilla Ciccarelli, consigliere comunale di Spotorno, e Luigi Dittonghi, sindaco di Veduggio con Colzano, comune in provincia di Monza e Brianza, dal quale ogni estate arrivano generazioni di famiglie e visitatori.
Nel mirino la rinuncia del prete di partecipare ai nuovi bandi per la gestione del spiagge, secondo le disposizioni del nuovo PUD: “I dati e le parole di Don Borghi restituiscono l’esatta dimensione di quanto è stato spazzato via con un colpo di penna: soltanto nel corso di quest’ultima estate, la struttura ha garantito accessibilità, sollievo e dignità a ben 500 tra persone fragili e disabili insieme ai loro accompagnatori. Numeri e volti che testimoniano un valore sociale incalcolabile, cancellato da una scelta politica cinica che non ha voluto tutelare una realtà unica per il territorio” aggiungono.
E la consigliera comunale rincara: “Il sindaco e la sua giunta hanno dimostrato un atteggiamento del tutto privo di sensibilità e di cuore verso chi per decenni ha garantito un servizio insostituibile. Spazzare via una realtà che solo quest’anno ha accolto e aiutato oltre 500 tra persone fragili e disabili è un atto d’insensibilità inaccettabile. Con quale criterio e con quale logica l’amministrazione ha deciso di penalizzare proprio chi faceva dell’inclusione sociale la propria missione? Togliergli questi spazi significa aver scientificamente e con aridità ignorato i bisogni dei più fragili. La tutela della persona e del lavoro umanitario di Don Borghi (ma ancor prima di don Ezio Castoldi, parroco emerito di Renate – ideatore e fondatore della Fondazione – e don Antonio Bertolaso) doveva essere un punto fermo e intoccabile, non un elemento sacrificabile sull’altare di scelte burocratiche prive di umanità”.
Un giudizio duro e condiviso pienamente anche dal primo cittadino brianzolo: “Da sindaco di una comunità che da decenni sceglie Spotorno, esprimo la mia profonda amarezza per l’insensibilità e la freddezza dimostrate dall’amministrazione comunale – spiega Luigi Dittonghi -. Dietro quelle 500 persone fragili e disabili accolte nell’ultima stagione ci sono storie, volti e famiglie che trovavano nella Fondazione e nei Bagni Sant’Antonio un punto di riferimento fondamentale, fatto di accessibilità, calore ed empatia. La scelta dell’amministrazione, talmente lontana dal buon senso da apparire una cinica e sprezzante scelta ideologica, è estremamente dolorosa: si è scelto a cuor leggero di spezzare un filo storico di solidarietà ed accoglienza che rendeva orgogliosa l’intera comunità e amata questa cittadina”.
Forte è la condanna per la mancanza di visione e di calore umano dimostrata da chi guida la città: “A chi oggi amministra Spotorno va interamente la responsabilità di questo atteggiamento cinico, anaffettivo e distaccato – concludono Camilla Ciccarelli e il primo cittadino brianzolo -. Non si può rimanere indifferenti di fronte allo smantellamento di una rete d’accoglienza che ha garantito dignità a centinaia di persone bisognose. Dietro la rinuncia dei Bagni Sant’Antonio resta l’amaro in bocca per una scelta priva di cuore e di buon senso, compiuta da un’amministrazione che, decidendo di calpestare il valore sociale del lavoro di don Castoldi, don Bertolaso, don Borghi e la speranza di centinaia di ragazzi e famiglie, ha dimostrato di aver smarrito ogni senso d’umanità, a cui dovrebbe essere ispirata ogni scelta amministrativa lungimirante e di buon senso”.