Reijnders e il trionfo del dio denaro: perché la confessione dell’ex Milan sulla Saudi Pro League è una terribile boccata d’aria fresca
- Postato il 23 settembre 2026
- Di Virgilio.it
- 0 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Evviva la sincerità, qualità rarissima nel mondo del calcio. A squarciare il velo dell’ipocrisia sul mondo del pallone ci ha pensato l’ex centrocampista del Milan Tijani Reijnders, uno che, a 28 anni e dunque all’apice della carriera, ha lasciato il Manchester City dopo una sola stagione per volare in Arabia Saudita. All’Al Qadsiah, che è poi la stessa squadra di Retegui. L’olandese ha avuto (quasi) 100 milioni di buoni motivi per salutare l’Europa. E lo ha ammesso con una sincerità disarmante: “L’ho fatto per soldi”. Il paradosso è che quando quella verità, costantemente richiesta a calciatori, allenatori, dirigenti e presidenti, viene poi sbattuta in faccia nuda e cruda, si scatena una bufera. Apriti cielo, parte il processo. Allora sì, la confessione del buon Tijani rappresenta una terribile boccata d’aria fresca.
- Reijnders, l’Arabia Saudita e la scelta economica: “Non posso negarlo”
- Reijnders sull’addio al Manchester City: c’entra Maresca
- Da Cristiano Ronaldo a Benzema: il copione della Saudi Pro League
- Reijnders e quella terribile boccata d’aria fresca
Reijnders, l’Arabia Saudita e la scelta economica: “Non posso negarlo”
Reijnders non cerca scuse e soprattutto non prova a mascherare quanto l’offerta da mille e una notte ricevuta – un quadriennale da circa 20 milioni a stagione – abbia influito sulla sua decisione di lasciare il calcio europeo. “Non posso negare che la mia sia stata una scelta fatta per soldi”, ha ammesso alla NOS parlando del trasferimento all’Al Qadsiah. E ha risposto anche a chi lo accusa di aver scelto l’Arabia Saudita soltanto per il contratto: “C’è chi fa il moralista ma penso che tutti direbbero di sì a una proposta del genere”. Poi la frase più schietta: “Quando avrò smesso di giocare non voglio più lavorare”. Il centrocampista olandese ha spiegato di voler utilizzare questa opportunità per costruire un futuro solido anche per la sua famiglia. “Se grazie a questa scelta anche i miei nipoti possono vivere bene, perché non dovrei farlo?”.
Reijnders sull’addio al Manchester City: c’entra Maresca
Dietro la scelta di lasciare il Manchester City, però, non c’è solo l’offerta mostruosa dell’Al Qadsiah. “Volevo guardarmi intorno”, ha spiegato l’ex Milan, dopo aver capito che anche con Enzo Maresca avrebbe rischiato di giocare poco. In Europa, però, nessun club era nelle condizioni di soddisfare le richieste del City. Da qui l’offerta del club arabo, che ha investito circa 60 milioni di euro per il cartellino.
Da Cristiano Ronaldo a Benzema: il copione della Saudi Pro League
Al bando l’ipocrisia, il politically correct, le risposte edulcorate e banali. Reijnders ha raccontato la sua verità, punto. Ricordate lo sbarco di Cristiano Ronaldo all’Al-Nassr dopo il divorzio dal Manchester United? Il portoghese motivò la scelta quasi fosse una sorta di missione: “In Europa il mio lavoro è finito, ho vinto tutto”.
Disse di voler contribuire allo sviluppo del calcio saudita e ispirare le nuove generazioni. Mica accettò l’Al-Nassr per i 200 milioni di ingaggio all’anno? Guai a pensarlo. Lo stesso discorso vale per Benzema, che quando firmò per l’Al-Ittihad indicò soprattutto la fede e il desiderio di vivere in un Paese musulmano tra le ragioni della scelta: “Sono musulmano e l’Arabia è un Paese musulmano. Ho sempre voluto vivere qui”.
Reijnders e quella terribile boccata d’aria fresca
La sincerità dell’ex centrocampista del Milan è da apprezzare perché non si è trincerato dietro parole abusate come progetto o nuova sfida, che nel calcio sono come foglie al vento. Nello stesso tempo, però, la sua scelta fa riflettere. A 28 anni, nel pieno della maturità calcistica e dopo essere arrivato al Manchester City, Reijnders ha preferito il rifugio dorato dell’Arabia Saudita, pur non avendone realmente bisogno, vista la condizione economica già raggiunta in Italia e soprattutto in Premier League. Sempre evviva la sincerità. Ma il rovescio della medaglia è rappresentato dalla mancanza di stimoli e ambizioni. Ed è terribile. Una terribile boccata d’aria fresca.