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Regione, 700mila euro ai Comuni per il recupero dei beni confiscati alle mafie

  • Postato il 27 luglio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Regione, 700mila euro ai Comuni per il recupero dei beni confiscati alle mafie

Liguria. “Con lo stanziamento di 700mila euro in sede di assestamento di bilancio per il 2026 abbiamo mantenuto l’impegno che ci eravamo assunti sul tema del riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata, proseguendo nel percorso portato avanti con continuità negli ultimi anni e rafforzato dall’approvazione della Legge Regionale n.2 del 2024”.

Così l’assessore alla Sicurezza della Regione Liguria Paolo Ripamonti a margine del Consiglio regionale.

“È fondamentale sostenere i Comuni in questo percorso, che rappresenta un segnale concreto di legalità, restituzione alla collettività e valorizzazione del patrimonio pubblico -prosegue Ripamonti -. In quest’ottica, allo stanziamento delle risorse seguirà la pubblicazione di un nuovo bando. La struttura tecnica ha già predisposto gli atti necessari per procedere con l’attivazione della misura”.

L’obiettivo di Regione Liguria è continuare a supportare gli enti locali nella restituzione di questi beni alle comunità, favorendone il recupero e il riutilizzo per finalità sociali, culturali e di interesse pubblico.

L’ulteriore stanziamento è stato richiesto da un emendamento al disegno di legge n. 115 “Assestamento al bilancio di previsione della Regione Liguria per gli anni finanziari 2026-2028 e variazione”, presentato dal Pd e sottoscritto da tutti i gruppi di minoranza.

L’emendamento aumenta di ulteriori 100mila euro il fondo regionale per il recupero dei beni confiscati alle mafie da destinare agli enti locali liguri assegnatari dei beni o che hanno in corso pratiche di destinazione presso l’Agenzia nazionale (ANBSC) per contribuire a ristrutturare e riqualificare gli immobili confiscati o trasformare spazi per destinarli a finalità sociali, di interesse pubblico o istituzionale.

La legge regionale 7/2012 sulla prevenzione del crimine organizzato e mafioso prevede infatti che la Regione contribuisca, attraverso contributi agli enti locali, ad assicurare il riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Nel 2025 la Regione non aveva previsto contributi, mentre per il 2026 il fondo è stato rispristinato.

Andrea Orlando, presidente della VI Commissione Antimafia del Consiglio regionale, ha detto in aula: “Si tratta di un’esigenza manifestata da tempo per consentire ai Comuni di far fronte alla gestione, al recupero e alla valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata. L’accoglimento di questo emendamento rappresenta un risultato importante, sia dal punto di vista amministrativo sia da quello simbolico: un atto concreto per sostenere i Comuni e rafforzare i presìdi di legalità sui territori, trasformando i beni sottratti alle mafie in un patrimonio restituito alla collettività”.

“Il contrasto alle mafie – ha aggiunto Veronica Russo, vice presidente della VI Commissione – passa anche dalla capacità delle istituzioni di restituire alle comunità i beni confiscati alla criminalità organizzata. Per questo considero positivo ogni intervento che rafforzi gli strumenti a disposizione degli enti locali per il recupero e il riutilizzo sociale di questi immobili”.

“Come vicepresidente della Commissione Antimafia ho sempre sostenuto la necessità di garantire continuità ai finanziamenti previsti dalla legge regionale, tanto da presentare nei mesi scorsi un ordine del giorno che andava proprio in questa direzione. Su questi temi – conclude Russo – non dovrebbero esistere divisioni politiche: trasformare un bene sottratto alle mafie in uno spazio al servizio dei cittadini significa affermare concretamente la presenza dello Stato e la cultura della legalità”.

Autore
Il Vostro Giornale

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