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Reggio Calabria, fari puntati sul Pronto Soccorso del Gom

  • Postato il 29 giugno 2026
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Reggio Calabria, fari puntati sul Pronto Soccorso del Gom

Il Quotidiano del Sud
Reggio Calabria, fari puntati sul Pronto Soccorso del Gom

Reggio Calabria, fari puntati sul Pronto Soccorso: Nursind e Cisl FP denunciano la sofferenza della prima accoglienza del Gom. Personale carente e stremato dai turni, mancano barelle e  moderni sistemi di gestione del triage.


REGGIO CALABRIA- Un duro e accorato atto d’accusa sulle condizioni in cui versa il Pronto Soccorso del Gom di Reggio Calabria. A lanciarlo sono le organizzazioni sindacali Nursind e Cisl Fp, che attraverso una nota  hanno deciso di porre all’attenzione dell’opinione pubblica la «situazione di estrema sofferenza organizzativa e strutturale» di quello che dovrebbe rappresentare il pilastro fondamentale della rete di emergenza-urgenza territoriale. Il dito è puntato innanzitutto contro la cronica mancanza di medici, infermieri e OSS. L’assenza di un piano straordinario di potenziamento sta determinando una pressione insostenibile sugli operatori, con il rischio di compromettere la tempestività delle cure.

Un deficit che non è imputabile ai lavoratori, i quali operano in regime di perenne abnegazione, ma a «un modello gestionale che non riesce a compensare il deficit di risorse umane». Secondo i sindacati, infatti, «la carenza strutturale di organico penalizza quotidianamente la qualità dell’assistenza e aggrava intollerabilmente i carichi di lavoro del personale in servizio».

OSPEDALE GOM DI REGGIO, LE CRITICITÀ LOGISTICHE, CARENZA DI BARELLE E VIOLAZIONE DELLA PRIVACY AL TRIAGE DEL PRONTO SOCCORSO

Le criticità si estendono anche al profilo logistico e alla tutela della privacy. L’attuale configurazione della zona di prima accoglienza e del Triage risulta del tutto inadeguata, priva di isolamento acustico e di sistemi di chiamata digitalizzati. Una situazione che costringe utenza e operatori a «comunicazioni verbali ad alto volume che ledono il diritto fondamentale alla riservatezza dei dati sensibili sanitari». A questo si aggiunge la mortificante carenza di presidi di base per la mobilizzazione dei malati, come barelle e carrozzine, che incide pesantemente sui tempi di attesa e sul comfort dei pazienti, in netto contrasto con i grandi investimenti in alta tecnologia spesso annunciati e con i ritardi nell’attivazione del Pronto Soccorso al presidio “Morelli”.

RISCHIO AGGRESSIONI, REPRESSIONE INTERNA E RICHIESTA DI UN TAVOLO URGENTE

«Le disfunzioni organizzative – si legge nel comunicato – generano un clima di esasperazione sociale che si ripercuote sul personale sanitario, esposto a crescenti rischi di aggressioni fisiche e verbali». Infine, Nursind e Cisl F.p. denunciano un clima interno preoccupante sul fronte delle relazioni sindacali. Molte delle segnalazioni inviate ai vertici aziendali sarebbero rimaste lettera morta. Le organizzazioni stigmatizzano ogni tentativo di limitare la libera scelta sindacale dei dipendenti, rivelando un episodio di inaudita gravità verificatosi nei corridoi del potere aziendale, dove qualche preposto si sarebbe rivolto ai lavoratori intimando: «Hai sbagliato sindacato».

Per tentare di arginare le anomalie gestionali, lo scorso 15 giugno le sigle hanno formalmente richiesto l’attivazione della procedura di confronto sui criteri per la mobilità interna volontaria, chiedendo che questi «vengano codificati in modo chiaro, oggettivo, trasparente e preventivamente condiviso, scongiurando qualsiasi forma di discrezionalità che possa ledere i principi di equità e meritocrazia». La nota si conclude con una richiesta perentoria: la convocazione urgente di un tavolo di confronto con i vertici aziendali e commissariali per restituire dignità al GOM, risorse stabili e il pieno rispetto dei diritti dei malati e dei lavoratori.

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