Reggio, al via il progetto “Porte aperte dal carcere al cielo”
- Postato il 6 ottobre 2026
- Notizie
- Di Quotidiano del Sud
- 0 Visualizzazioni
- 4 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Il Quotidiano del Sud
Reggio, al via il progetto “Porte aperte dal carcere al cielo”
Al carcere Panzera di Reggio prende il via il progetto Porte aperte dal carcere al cielo”, presentata l’opera “Origami di spazio-tempo” ideata dall’astrofisica Vaudo Scarpetta per la sezione femminile del penitenziario
REGGIO CALABRIA – La sala Monsignor Ferro di Palazzo Corrado Alvaro ha ospitato la conferenza stampa per la presentazione della Porta ideata da Ersilia Vaudo Scarpetta per la sezione femminile della Casa Circondariale “Giuseppe Panzera” di Reggio Calabria. Si tratta di un progetto ideato dall’astrofisica Ersilia Vaudo Scarpetta principalmente per la sezione femminile della casa circondariale “Giuseppe Panzera” di Reggio Calabria. «Reggio Calabria si appresta a divenire una tra le otto città italiane a inaugurare la Porta della speranza. Il tema della speranza, della giustizia e della dignità della persona è giunto a coinvolgere anche il mondo del diritto» ha affermato il consigliere comunale Paolo Bilardi.
«Abbiamo messo su questo progetto, che vuole essere ulteriore motivo di soddisfazione. Questo percorso culturale è nazionale ma anche proiettato verso l’Europa. Vogliamo che Reggio Calabria diventi una città più accogliente, anche con i più deboli. Si parla di inserimento e inclusione per quelle persone che sbagliano, ma che potrebbero avere una seconda possibilità» ha affermato il sindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro. La Calabria mira a divenire modello nazionale in questo settore, contribuendo all’instaurazione e inaugurazione della nuova opera. Già Lunedì 12 Ottobre verrà inaugurato un piccolo, nuovo ponte.
Il sindaco Francesco Cannizzaro si è mostrato contento per l’iniziativa, ma ha richiamato alla responsabilità l’amministrazione cittadina, anche in virtù delle recenti vicende giudiziarie che hanno visto coinvolte alcune frange della città.
Ha, successivamente, preso la parola il professore Davide Rampello: «Questo è un progetto culturale. La parola cultura viene dal verbo colere, che vuol dire coltivare. Siamo abituati a definire cultura solo l’esercizio delle arti, ma questa definizione è solo parziale, in quanto non include la coltivazione alla vita. Il progetto nasce all’inizio del giubileo, quando Papa Francesco scelse la parola speranza, aprendo le porte del carcere di Regina Coeli. Le porte della speranza sono dei monumenti dedicati al più importante sentimento dell’uomo»
Il professore ha proseguito rievocando il mito del vaso di Pandora, dal quale uscirono i mali del mondo, tranne la speranza. Il carcere è tradizionalmente noto per essere un luogo di disperazione, ma quest’ultima può esistere anche al di fuori di esso. Infine, il professore Rampello ha annunciato la realizzazione di un film, incentrato sulle vicende carcerarie. Infine, è intervenuta la dottoressa Ersilia Vaudo Scarpetta: «L’incontro avvenuto in carcere mi ha permesso di scoprire una nuova realtà a Reggio Calabria. Mi è stato proposto di realizzare una porta scegliendo tra i tre elementi della croce. Il rame, che è polvere di stelle, giunge da lontano, dunque conserva la memoria del tempo. L’essere umano desidera raggiungere qualcosa di più grande di lui. La caratteristica della mia speranza, all’interno di queste porte, è stata quella di constatare la presenza dell’amore e l’idea dell’altro nel mondo carcerario femminile».
Architettura, arte, design, cinema, cultura del cibo e ricerca scientifica entrano così, attraverso linguaggi differenti, in relazione con la realtà degli istituti penitenziari. Ogni Porta assume una forma autonoma, legata al luogo, alle persone che lo abitano e alla visione dell’autore, all’interno di un percorso comune che attraversa il Paese.
Promosso dalla Fondazione Gravissimum Educationis, con il patrocinio del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede, in collaborazione con il Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, e realizzato dal Comitato Giubileo Cultura Educazione e da Rampello & Partners, con il contributo di Fondazione Cariplo, Porte della Speranza pone al centro le persone detenute e il loro rapporto con la società, con particolare attenzione ai temi della dignità, del lavoro e del reinserimento.
Il Quotidiano del Sud.
Reggio, al via il progetto “Porte aperte dal carcere al cielo”