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Real Madrid, Mourinho-show: "Sei conferenze a settimana solo qui, sono stanco di voi e voi di me"

  • Postato il 14 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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Real Madrid, Mourinho-show: "Sei conferenze a settimana solo qui, sono stanco di voi e voi di me"

“Nessuna domanda sui rigori? Strano, vero?”. Con queste parole Josè Mourinho – alla vigilia della gara con l’Elche – ha concluso una conferenza stampa in cui ha scherzato sul fitto calendario di partite e sulle sue apparizioni obbligatorie davanti ai media. Il suo Real Madrid sta iniziando ad assomigliare a quello che lo Special One ha in testa ma tra i tanti impegni di Liga, Champions e coppe l’appuntamento con i giornalisti sta diventando un peso.

La battuta di Mourinho

Il tecnico portoghese regala uno show prima di salutare: “Come si affronta la sfida di giocare due partite in una sola settimana? Sei conferenze stampa in una settimana. In altri paesi mi avrebbero lasciato saltare una, mi avrebbero lasciato non essere qui oggi o domani dopo la partita. Sono stanco di tutti voi, voi siete stanchi di me, ma eccoci qui, perché è il nostro lavoro. Se la prossima settimana mi dite che possiamo saltarne una delle sei, porterò degli snack”

Cosa chiede lo Special One

Mourinho – che alterna sempre battute a cose serie – aveva detto che chiedeva tre mesi affinché si potesse vedere il Real Madrid dei desideri. Arriva la puntualizzazione: “Se io chiedo tre mesi, altri chiedono dieci anni… Forse non mi sono spiegato bene o ho comunicato male. Quello che intendo è che spero di essere migliore di oggi in tre mesi, ma non ho una formula magica per dire che tra tre mesi raggiungeremo un livello incredibile. Non ho questa capacità. Quello che ho è che in ogni partita e in ogni allenamento, l’obiettivo è migliorare”.

Come vuol vedere il suo Real lo spiega così: “Non mi piace il blocco basso, ma ci sono tipi di giocatori e squadre più adatti a questo, e quello che non voglio sono contraddizioni tra ciò che preferisco e le qualità dei miei giocatori. Cerco di trovare qualcosa che ci definisca come squadra, e per me è la capacità di pressare alto, la capacità di recuperare palla in zona offensiva e la capacità di finalizzare le azioni in tre o quattro secondi di transizione, cosa che abbiamo già fatto in diverse partite. Non voglio nemmeno soffrire troppo, nel senso che quando giochiamo bassi, l’avversario tira due o tre volte che costringono il portiere a fare parate spettacolari, o che subiamo quattro o cinque calci d’angolo… Non voglio questo. Dobbiamo trovare questo equilibrio”.

Il miglior Vinicius non si è visto ancora

Vinicius non è ancora al top per Mourinho: “La sua versione migliore è quella che segna gol. Ovviamente, fare assist è importante, lavorare per la squadra è fondamentale, ma c’è un altro Vinicius. C’è il Vinicius arrivato a Lisbona la scorsa stagione, che nelle partite punto a punto, soprattutto nei due turni a eliminazione diretta, ha una sola occasione, segna un gol e basta. Ultimamente gli manca quella prestazione di alto livello, ma sono contento di lui. Diomade? Se invece di essere al Real Madrid con questa rosa, fosse in una squadra con meno giocatori di alto potenziale, giocherebbe sicuramente tutti i 90 minuti di ogni partita…Essere un titolare inamovibile, come piace a voi definirlo, è molto difficile”.

Autore
Virgilio.it

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