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“Questa città non è sicura”: si filma mentre lecca una cannuccia e la rimette nel distributore, 18enne rischia due anni di carcere

  • Postato il 28 aprile 2026
  • World News
  • Di Il Fatto Quotidiano
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  • 3 min di lettura
In sintesi

Uno studente francese di 18 anni affrontò conseguenze legali drastiche a Singapore per un video virale su Instagram. Il giovane, filmandosi mentre lecava una cannuccia e la reinseriva in un distributore, ha infranto le rigorose normative locali su igiene e ordine pubblico. Il caso evidenzia come comportamenti online apparentemente innocui possono generare risvolti legali gravi in giurisdizioni con codici penali severi, trasformando un gesto di pochi secondi in un problema giudiziario internazionale con rischi penali significativi.

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“Questa città non è sicura”: si filma mentre lecca una cannuccia e la rimette nel distributore, 18enne rischia due anni di carcere

Un gesto di pochi secondi, pensato per strappare qualche visualizzazione in più su Instagram, si è trasformato in un caso giudiziario internazionale dalle conseguenze pesantissime. A Singapore, nazione nota per la rigidità delle sue leggi sul decoro e l’igiene pubblica, uno studente francese di 18 anni rischia ora oltre due anni di carcere per aver leccato una cannuccia destinata all’uso pubblico e averla reinserita nell’erogatore di un distributore automatico.

La provocazione e il video virale

Il protagonista della vicenda è Didier Gaspard Owen Maximilien, cittadino francese residente a Singapore con un visto accademico per frequentare la sede locale della prestigiosa ESSEC Business School. Secondo le ricostruzioni, il 12 marzo scorso il giovane si trovava presso il centro commerciale Goldhill Centre. Lì, si è ripreso con lo smartphone mentre estraeva una cannuccia dal dispenser di un distributore di succo d’arancia fresco del marchio iJooz, la leccava e la infilava nuovamente al suo posto. Il filmato è stato poi caricato come Storia sul suo profilo Instagram, accompagnato da una didascalia dal tono deliberatamente provocatorio: “City is not safe” (La città non è sicura). Il video è diventato virale in poche ore, finendo per essere ripubblicato da diverse pagine di comunità locali e testate giornalistiche, scatenando un’ondata di disgusto e indignazione tra i residenti.

Le accuse formali e il rischio carcere

Le autorità di Singapore non hanno lasciato cadere la questione, considerandola ben oltre la semplice “bravata social”. Arrestato all’inizio di aprile, venerdì 24 il diciottenne è stato formalmente incriminato. I documenti del tribunale — diffusi da testate come The Straits Times e CNA — sottolineano come il giovane fosse perfettamente consapevole che il suo gesto avrebbe causato “disagio pubblico”. I capi di imputazione a suo carico sono due, ed entrambi prevedono pene severe. Il primo è il reato di danneggiamento (mischief), che nello Stato asiatico può comportare fino a due anni di reclusione, una multa, o entrambe le sanzioni. Il secondo è il disturbo della quiete pubblica (public nuisance), punibile con un massimo di tre mesi di carcere e una multa fino a 2.000 dollari di Singapore (circa 1.380 euro).

Il danno economico e le indagini scolastiche

L’impatto economico e d’immagine per la società proprietaria del distributore è stato immediato. Interpellata dai media, iJooz ha confermato di aver sporto denuncia alla polizia e di aver attivato un rigido protocollo sanitario straordinario. L’azienda ha dovuto svuotare l’erogatore, gettando e sostituendo in blocco tutte le 500 cannucce presenti, per tutelare i consumatori. Ha inoltre annunciato di essere già al lavoro per aggiornare la sicurezza dei propri distributori in tutto il Paese, introducendo cannucce confezionate singolarmente. Parallelamente all’iter penale, il giovane deve affrontare anche le conseguenze accademiche. Un portavoce della ESSEC Business School ha dichiarato che l’istituto “prende molto sul serio le questioni di condotta e responsabilità comunitaria”, confermando l’apertura di un’indagine interna. Rappresentato dagli avvocati Kanthan Raghavendra e Kalidass Murugaiyan (della Kalidass Law Corporation), lo studente attende ora il giudizio. I suoi legali hanno riferito che i genitori del ragazzo sono volati a Singapore la sera stessa dell’incriminazione per assisterlo, mentre un rappresentante della sua università si è offerto di fargli da garante per il rilascio su cauzione. Il caso tornerà in aula per l’udienza del prossimo 22 maggio.

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Il Fatto Quotidiano

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