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Quattro ipotesi per la nuova Ss106: La più ambiziosa richiede 27 anni

  • Postato il 13 settembre 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Quattro ipotesi per la nuova Ss106: La più ambiziosa richiede 27 anni

Il Quotidiano del Sud
Quattro ipotesi per la nuova Ss106: La più ambiziosa richiede 27 anni

Quattro ipotesi per la nuova ss106: La più ambiziosa richiede 27 anni. Da martedì iniziano i confronti con territorio e Comuni. Dall’interno al costiero, dall’ipotesi tutta  doppia corsia alle  miste. Come variano costi, soluzioni e tempi nell’analisi di Anas.


Mica facile costruire una strada in Calabria. In parte per gli errori del passato – di progettazione e realizzazione delle infrastrutture esistenti – e per scelte urbanistiche spesso discutibili, se non scellerate. E in parte per lo straordinario patrimonio che natura e storia le hanno donato e che va tutelato. È la prima impressione che si ricava dopo aver letto le 96 pagine del dossier preparato da Anas per illustrare le quattro ipotesi di tracciato della nuova statale 106 nel tratto sud, da Catanzaro a Reggio Calabria. Una infrastruttura che attraversa un territorio in cui sono stati censiti 500 punti di interesse archeologico, insistono aree protette da direttive comunitarie e paesaggi unici, dai calanchi bianchi di Palizzi al promontorio di Copanello.

L’INERZIA DEL PASSATO E LE QUATTRO IPOTESI DI ANAS PER LA NUOVA SS106

Si badi, però, questa non è un’attenuante per i trascorsi decenni di inerzia  che oggi ci restituiscono infrastrutture inadeguate e pericolose. Come, appunto, la Statale 106. Il tratto sud (circa 180 km e 52 comuni interessati), che ora entra nella fase di progettazione, scorre – ad eccezione di pochissimi tratti ammodernati – a una sola corsia per senso di marcia, spesso di larghezza non adeguata, e attraversa in molti casi centri urbani. Percorrerlo significa impiegare 3 ore, viaggiando a una media di soli 63 km/h. Nel periodo 2019-2023 gli incidenti sono aumentati, quasi il 60% sono scontri fronto-laterali o tamponamenti, circa la metà dei primi sono mortali.

E se alcuni anni fa l’ipotesi era quella di limitarsi ad adeguare alcune parti del percorso, oggi Anas scarta questa possibilità. «Non è risolutiva e nella maggior parte dei casi non è una soluzione percorribile – si legge nel dossier – perché le case sono troppo prossime alla strada». Sarà quindi realizzato un nuovo tracciato. Si estenderà per circa 140-144 km, dallo svincolo di Valanidi all’innesto alla variante di Catanzaro Lido nello svincolo di Squillace, diviso in tre tronchi: Reggio Calabria-Bova Marina (1), Palizzi-Locri (2), Roccella Jonica-Squillace (3).  Due sono gli itinerari individuati, quattro le ipotesi realizzative. Dal percorso interno a quello costiero, da soluzioni tutte con doppia corsia per senso di marcia ad altre miste, in cui resiste la singola corsia.

TRACCIATO PEDEMONTANO

Si sviluppa nell’entroterra collinare. Sfiora l’area della rocca di Pentedattilo, supera la Fiumara dell’Amendolea con un lungo viadotto interno, passa a monte di Brancaleone, Ferruzzano, Africo e Bianco, attraversa la dorsale di Locri con la galleria profonda Epizephyri. Da Roccella attraversa con viadotti e gallerie interne i territori di Caulonia, Stignano, Placanica, Stilo e Monasterace. Incrocia la Trasversale delle Serre, taglia infine il promontorio di Copanello in galleria per innestarsi a Squillace. È un tracciato che riprende i vecchi progetti del 2000 e che viene progettato tutto a doppia corsia per senso di marcia. Prevede 27 svincoli, 126 viadotti, 90 gallerie: nel complesso il 41% del tracciato è in galleria e il 25% su viadotto. È la soluzione più efficiente, che garantisce una riduzione dei tempi di viaggio di 56 minuti, ed è anche più breve con i suoi 140,8 km. È però anche la più impattante sul paesaggio e onerosa, viste le opere richieste: il costo stimato è di 12,63 miliardi e i tempi necessari per completarla arrivano a 27 anni. La valutazione sulla sostenibilità economica è negativa.

IL TRACCIATO COSTIERO (TUTTO A DOPPIA CORSIA) DELLA NUOVA SS106

 L’itinerario alternativo corre lungo la costa, in variante alla ferrovia e alla statale storica. Intercetta le frazioni costiere di Pellaro, Lume, Campoli e Lazzaro, prosegue vicino alla fascia litoranea  sfiorando Saline, Sant’Elia, Melito  Porto Salvo, Marina di San Lorenzo e Marina di Condofuri, attraversa la fiumara Amendolea a valle, verso il mare, e costeggia i calanchi bianchi di Palizzi. Attraversa la frazione Razzà, a Brancaleone, prosegue lungo la piana verso Bovalino, Ardore e Sant’Ilario, supera in galleria la vallata della Locride, continua sul litorale, sfiora Soverato, attraversa in galleria il promontorio di Copanello fino ad arrivare a Squillace. Rispetto al tracciato pedemontano, è più lungo: 144,4 km.

Prevede 33 svincoli, 135 viadotti (22% del tracciato), 81 gallerie (25% del tracciato). Viaggiando a quote più basse, dice Anas, consente una migliore integrazione con il paesaggio. Per questo tracciato sono state ipotizzate tre soluzioni infrastrutturali. La prima è quella che prevede di realizzarlo tutto a doppia corsia per senso di marcia. Il risparmio sui tempi di percorrenza è molto vicino alla soluzione pedemontana (53 minuti in meno), ma i costi e i tempi di cantiere sono inferiori: 9,8 miliardi e 20 anni per completarla. Tuttavia, come la soluzione precedente, non supera la prova della sostenibilità finanziaria per Anas. 

IL TRACCIATO COSTIERO MISTO

L’itinerario resta quello lungo la costa. Cambia la modalità di realizzazione, perché in questo caso il tracciato non verrebbe realizzato tutto a doppia corsia per senso di marcia, ma in parte manterrebbe la corsia singola, predisposta però a un futuro raddoppio. Il risultato è una soluzione meno costosa e più rapida da realizzare (8 miliardi di spesa stimata e 16 anni di lavori), ma si sacrifica parte del guadagno in termini di tempo di percorrenza (-43 minuti). Questa ipotesi ha però una valutazione positiva per la sostenibilità economica. 

IL TRACCIATO COSTIERO “GRADUALE”

 La quarta alternativa corre sempre sul litorale. Qui però il tracciato è in larga parte (67%) a corsia singola per senso di marcia, pur predisposto a un eventuale futuro raddoppio. I tratti a quattro corsie sono previsti solo tra Reggio Calabria e Sant’Elia e tra Soverato e lo svincolo di Squillace. Il risparmio sui tempi di viaggio è di soli 38 minuti a fronte dei 56 dell’ipotesi pedemontana. È la soluzione, però, più economica e “veloce” da realizzare: i costi stimati scendono a 6,9 miliardi e i tempi di realizzazione a 14 anni. Per Anas è l’ipotesi con il miglior rapporto costi/benefici. L’impatto sul traffico, dice poi l’analisi, non varierebbe comunque troppo tra le soluzioni a quattro e a due corsie, perché tutte – in virtù di una divisione di flussi tra nuova e vecchia 106 – garantiscono una riduzione tra il 56 e il 58%.

IL DIBATTITO PUBBLICO SULLA NUOVA SS106

Il tracciato definitivo sarà scelto ora in base agli esiti del confronto con il territorio. «Gli incontri – dice l’Ad di Anas Claudio Gemme – ci permetteranno di approfondire le soluzioni costruttive insieme agli enti locali, per ottimizzare la cantierabilità e la qualità complessiva di questa grande infrastruttura». I primi appuntamenti sono organizzati tra il 15 e il 17 settembre. Si parte da Catanzaro, il 15, alla Cittadella regionale, il giorno dopo si prosegue a Locri (Palazzo Nieddu del Rio) e l’indomani si va a Reggio (Palazzo Alvaro). Tutti gli incontri iniziano alle 11, il dossier e i materiali sono consultabili sul sito dibattitopubblico.stradeanas.it.

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