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Quarta Repubblica, Sallusti a valanga su Ranucci: "Uno così non può uscire di casa!"

  • Postato il 8 settembre 2026
  • Personaggi
  • Di Libero Quotidiano
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Quarta Repubblica, Sallusti a valanga su Ranucci: "Uno così non può uscire di casa!"
Quarta Repubblica, Sallusti a valanga su Ranucci: "Uno così non può uscire di casa!"

A Quarta Repubblica, programma di approfondimento di Rete 4 condotto da Nicola Porro, si discute del caso Ranucci, destituito dalla conduzione della trasmissione d’inchiesta Report su Rai3 e rimpiazzato da Daniele Piervincenzi e Claudia Di Pasquale. Tra gli ospiti c’è, in collegamento, Alessandro Sallusti, giornalista e scrittore, direttore di Libero. Sallusti, incalzato dal conduttore, accusa Ranucci di aver tradito il suo stesso Paese, per aver accusato il governo di essere il mandante dell’attentato nei suoi confronti: “In Commissione antimafia, cioè in un luogo istituzionale d'inchiesta, Ranucci ha ipotizzato che il mandante fosse stato il governo, nella persona del sottosegretario Fazzolari. Allora uno che dice una roba del genere - e poi si scopre che è il suo amico Lavitola - non è che non può più condurre Report, non dovrebbe più uscire di casa, questo voglio dire…”.

Poi, Sallusti è sgomento quando si parla di Valter Lavitola che, nonostante si sia dimostrato un traditore nei confronti di quello che riteneva un suo caro amico, continua ad essere difeso dallo stesso Ranucci: “Siamo di fronte a un caso o di sindrome di Stoccolma, che è una sindrome abbastanza diffusa, cioè di innamorarsi dei propri carnefici, oppure semplicemente non può farlo. Perché l'avvocato gli ha detto di non farlo. Non lo so se gliel'ha detto l'avvocato, magari lui stesso sa di non poter attaccare Lavitola, perché noi non sappiamo Lavitola cosa sa di Ranucci e cosa sa degli anni trascorsi insieme”.

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Quando, infine, si accusa il governo di calcare la mano su Ranucci, Sallusti smentisce e pone l’attenzione sulla credibilità del conduttore: “Non è vero che il governo si sia occupato per tutta l'estate di Ranucci. Risulta agli atti, non smentito, che anche il presidente Meloni abbia detto 'ma chissenefrega di Ranucci, lasciatelo lì'. Il problema non è essere garantisti con Ranucci, io sono iper-garantista con lui. Sto dicendo che se domani arriva una troupe di Report e mi dice 'Sallusti ieri sera dov'era, perché ha mangiato lì...', io rispondo 'ragazzi andate a chiedere al vostro direttore cosa faceva con Lavitola', cioè non ha più i requisiti per mandare in giro la gente a fare inchieste”.

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Autore
Libero Quotidiano

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