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Quarta Repubblica, l'ex consigliera del Csm: "Ecco come le toghe decidono le carriere"

  • Postato il 21 aprile 2026
  • Personaggi
  • Di Libero Quotidiano
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  • 4 min di lettura
Quarta Repubblica, l'ex consigliera del Csm: "Ecco come le toghe decidono le carriere"
Quarta Repubblica, l'ex consigliera del Csm: "Ecco come le toghe decidono le carriere"

Si parla di toghe a Quarta Repubblica. Ospite della puntata in onda lunedì 20 aprile su Rete 4, Rosanna Natoli ex consigliera del Consiglio superiore della magistratura, costretta alle dimissioni. Il motivo? Un incontro con un magistrato che ha subito una sanzione disciplinare decisa insieme ad alcuni colleghi del Csm. In particolare, dalla sezione "disciplinare", composta da due laici e quattro toghe appartenenti invece alle correnti. "Noi abbiamo emesso la sanzione il 25 luglio del 2023 - spiega Natoli in studio -, io incontro il magistrato 5 mesi dopo. Mi sono dimessa nel 2025, dopo che nel 2024 sono stata sospesa dal Csm".

Poi la testimonianza verte su come funziona all'interno del Csm: "La maggior parte dei casi è così, il Csm è un organo politico, non è un organo di alta amministrazione, si fa politica giudiziaria, questa è la verità". La riprova? "Ognuno sponsorizzava il magistrato che faceva parte della propria corrente. Unicost addirittura aveva fatto un blocco con Area e Magistratura democratica. Loro cercavano di portare il risultato per il proprio magistrato". 

 

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Tempo addietro, sempre Natoli aveva manifestato la necessità di riformare significativamente la giustizia, "compreso il Csm, che deve essere veramente l’Organo che garantisca tutti i magistrati. Penso - ammetteva a Il Dubbio - che vada dato il giusto riconoscimento alla magistratura onoraria, senza la quale la giustizia si bloccherebbe; penso che la giustizia disciplinare vada riformata, ma non basta la previsione di un apposito organismo - si legge sui giornali di un'Alta Corte -, perché bisogna riformare, a mio avviso, il sistema delle impugnazioni delle sentenze disciplinari. Le poche sentenze annullate, da me redatte, lo sono state per mancanza di motivazione sull’eccessiva gravosità della pena, ovvero per mancanza di motivazione sul non riconoscimento della formula assolutoria di cui all’articolo 3 bis Dlgs 109/2006, e ciò dimostra che il giudice di legittimità, di fatto, entra nel merito delle scelte della Sezione disciplinare sul trattamento sanzionatorio, per cui un ulteriore grado di merito non sarebbe un errore".

 

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Autore
Libero Quotidiano

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