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In sintesi
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È incerto il numero dei cavalieri di Artù: tra 12 e 150, secondo le fonti, ma certamente erano pochi quelli che potevano sedere intorno alla Tavola Rotonda, luogo che simboleggiava l'uguaglianza di ciascuno di fronte agli altri.. Le virtù di Lancillotto
Sicuramente c'era Lancillotto, il più valoroso e celebre dei cavalieri, anche se non compare nelle prime versioni della storia. Fu Chrétien de Troyes nel XII secolo a introdurre la figura del cavaliere tragicamente innamorato di Ginevra, moglie di Artù.
Forse ispirato a un eroe del folclore gallese, Llwch Llenlleawg, la sua vicenda possiede elementi classici delle fiabe e probabilmente non ha riferimenti storici reali.. La corte di Artù
Anche Parsifal, il cavaliere dal cuore puro che riuscì a vedere il Graal ma non a prenderlo, sarebbe un'invenzione di Chrétien de Troyes. Galvano, nipote di Artù, potrebbe invece trarre ispirazione dalla figura autentica di san Galgano (1148-1181), cavaliere medievale che dopo una vita dissipata piantò la sua spada nella roccia (ancora visibile nella Rotonda di Montesiepi, in provincia di Siena, e datata intorno al XII secolo) e si fece monaco.. Tristano, infine, protagonista dell'amore clandestino con Isotta, prende forse ispirazione da Drustano o Drust, re dei Pitti (antichi scozzesi), che come lui avrebbe lottato per l'indipendenza di un popolo lontano e per la mano di una principessa straniera..
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