Quando un arresto diventa un'occasione per vendere. Da Maduro a Messina Denaro
- Postato il 5 gennaio 2026
- Di Il Foglio
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L'arresto del presidente venezuelano Nicolás Maduro diventa un fenomeno di marketing involontario. I capi d'abbigliamento indossati durante il fermo, una felpa Origin e una tuta Nike Tech, generano un'impennata esponenziale di ricerche e vendite online. Il brand Origin sfrutta l'occasione con una campagna promozionale, mentre Nike osserva passivamente l'ondata di visibilità. Un caso studio affascinante su come la cronaca nera possa trasformarsi in opportunità commerciale, indipendentemente dal contesto politico.
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Quando un arresto diventa un'occasione per vendere. Da Maduro a Messina Denaro
Comodi, anche sotto arresto. È lo slogan che potrebbe essere utilizzato da Nike e Origin dopo l’arresto del presidente venezuelano Nicolás Maduro avvenuto due giorni fa. Nelle due immagini simbolo dell’arresto, il presidente venezuelano indossava una felpa azzurra Origin e una tuta griga Nike Tech, facendo schizzare alle stelle la vendita e la ricerca di questi prodotti.
Il brand Origin ha cavalcato l’onda con un post su X: “Benvenuti in America. Purtroppo, la nostra maglietta Rtx ‘Patriot Blue’ non sarà disponibile prima della primavera. Ma è disponibile per il preordine!”, mentre Nike si è limitata a guardare in silenzio l’impennata del 400 per cento di ricerche su Google e le decine di milioni di visualizzazioni .
Insomma l’importante è il marketing, non importano le circostanze nè i testimonial, importa vendere. E infatti tuta e felpa sono andate a ruba. Non solo, nella foto Maduro indossava una tuta oversize, cioè di una taglia più larga rispetto alla sua, creando un effetto di maggiore comfort, e infatti sono le taglie più larghe a essere state vendute maggiormente. La domanda su chi possa aver emulato il presidente venezuelano per rinnovare il proprio armadio è legittima, chissà.
Detto ciò, i motivi che hanno portato l’uomo più discusso del momento a vestire con felpe e tute mentre era insieme alla Guardia Nazionale Aerea Stewart americana a Newburgh perché accusato di narcotraffico, terrorismo e possesso di armi contro gli Stati Uniti, sono al momento sconosciuti. Ciò che vale la pena sottolineare è che questo curioso fenomeno in ambito pubblicitario si chiama “Moment Marketing”: cioè quando un brand sfrutta un evento d'attualità per inserirsi nella conversazione globale. I commenti sui social ne fanno un fenomeno solo americano, ma anche in Italia Nike ha registrato un più 200 per cento di ricerche su Google e, soprattutto, non è stato l’unico caso nel nostro paese.
Nel momento dell'arresto, il 16 gennaio 2023, Matteo Messina Denaro indossava un montone di lusso, occhiali Ray-Ban scuri e un orologio Franck Muller da 35.000 euro. Un look diventato virale tanto che alcuni commercianti proponevano il “Matteo Messina Denaro Style”, vendendo pezzi d’abbigliamento simili a quelli del boss, anche se a prezzi ben più ridotti, registrando sold out immediati. Un altro tra i casi più clamorosi riguarda poi Joaquìn “El Chapo” Guzmàn. Nel 2016 la celebre rivista Rolling Stone pubblicò la celebre foto del narcotrafficante che stringeva la mano a Sean Penn mentre indossava una camicia azzura con trame barocche del marchio Los Angeles Barabas. Il risultato? Il sito del brand andò in crash per l’eccesso di traffico e l’azienda, sfruttando il moment marketing, ribattezzò i modelli come “El Chapo Shirts” usando lo slogan “la camicia più ricercata al mondo”. Ma di questi casi ne è piena la storia e quello dell’arresto del presidente venezuelano è solo l’ultimo di una lunga serie. Com’è che si dice? Non esiste cattiva pubblicità ma solo pubblicità.
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