Quando il ritardo si fa cronico. Il 2025 nero delle Frecce calabresi
- Postato il 9 gennaio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Quando il ritardo si fa cronico. Il 2025 nero delle Frecce calabresi

Un report di Europa Radicale certifica il disastro ferroviario del 2025: due treni su tre in ritardo, oltre 90 milioni di euro potenziali rimborsi e record negativi per le Frecce tra Calabria e Nord. Il ritardo, ormai, è la norma
IL 2025 è stato probabilmente l’anno nero dei treni. Più spesso in ritardo che puntuali. L’impressione empirica, che ricaviamo dalle tante lamentele degli utenti e dalle denunce sui social, viene ora confermata da un report di Europa Radicale che ha monitorato, nel corso dell’anno da poco trascorso, 90mila 425 treni ad Alta Velocità, pari a una media di circa 250 treni al giorno.
CALABRIA, FRECCE E RITARDO, IL DATO È PLASTICO
L’analisi mostra che 59mila treni, pari al 66% del totale (quasi sette treni su dieci), hanno registrato un ritardo. Minuti, a volte ore che, cumulati, fanno un totale di 676 giorni, ovvero un anno e dieci mesi di tempo perso. A questi si aggiungono, sul fronte delle perdite, i danni economici per la stessa Trenitalia: Europa Radicale stima che l’azienda avrebbe potuto riconoscere ai viaggiatori oltre 90 milioni di euro in rimborsi per ritardi e cancellazioni. In media il ritardo per treno è di oltre 10 minuti.
IL REPORT DI EUROPA RADICALE
L’unico mese in cui va un po’ meglio è agosto, con ritardi inferiori al 50%: in tutti gli altri mesi siamo al di sopra di questa soglia. «Questo implica – si legge nel report – una cosa scomoda ma chiara: il ritardo è la norma, non l’eccezione». E il dato di agosto non è per nulla confortante. «Nel periodo estivo si è registrata una forte rimodulazione degli orari dovuta ai lavori sulla linea Av, con un allungamento dei tempi di percorrenza che ha aumentato artificialmente i margini di rispetto dell’orario» si spiega. Insomma, l’offerta ad agosto è stata adattata alle criticità del sistema.
FRECCE CALABRESI, IL DATO POCO LUSINGHIERO
Anche le Frecce “calabresi” hanno contribuito a queste poco lusinghiere performance. Nella top ten delle frecce che hanno accumulato più ritardo, tre partono o arrivano in Calabria. Si tratta del Frecciarossa 9588 Reggio-Torino, al secondo posto con 29 minuti di ritardo: è arrivato puntuale solo il 4% delle corse, ovvero solo 13 volte in un anno. Il 28% delle corse, invece, ha accumulato almeno 30 minuti di ritardo, una corsa su sette è arrivata almeno a un’ora di ritardo. Il record lo ha fatto il 13 novembre con 305 minuti di ritardo. Peggio ha fatto solo il Lecce-Milano: il ritardo medio, anche qui, è sempre di 29 minuti, però il 36% delle corse ha accumulato almeno mezz’ora di ritardo sulla tabella di marcia.
LE FRECCE IN “RITARDO”
Tra le Frecce “calabresi” più ritardatarie c’è anche – al quarto posto – il 9658, sempre un Reggio Calabria-Torino. Il ritardo medio è di 28 minuti, con appena l’8% di corse (29 in un anno) arrivate puntuali nel 2025. Il 29% delle corse è arrivato a destinazione con almeno 30 minuti di ritardo, una corsa ogni otto ha sfondato la soglia dei 60 minuti. Il record il 16 di agosto con ben 303 minuti di ritardo. Infine, si piazza settimo per ritardi accumulati il Bolzano-Sibari, con un ritardo medio di 23 minuti. Puntuale solo 21 volte in un anno (6%), ha raggiunto il tetto dei 30 minuti di ritardo con almeno il 23% delle corse, mentre quasi una corsa su 10 ha raggiunto almeno l’ora di ritardo.
IL GENNAIO NERO PER I RITARDI
Record l’1 dicembre con 214 minuti in più sul tempo di percorrenza. Gennaio 2025 è stato un mese nero: il Reggio-Milano (9658) è arrivato puntuale un solo giorno, marciando in media con 32 minuti (record il 14 gennaio con 253 minuti). Il Bolzano-Sibari (sempre 32 minuti di ritardo di media) ha fatto leggermente meglio, arrivando puntuale tre giorni in quel mese. Il Reggio-Milano a marzo ha vissuto un altro mese da dimenticar: ritardo medio di 29 minuti, puntuale solo tre giorni in un mese.
I RECORD DI MAGGIO
A maggio il Venezia-Reggio ha raggiunto il poco invidiabile record di non arrivare mai puntuale in tutto il mese (ritardo 36 minuti), raggiunto a giugno dal Torino-Reggio. Mai puntuale anche lui, con un ritardo medio di 52 minuti. Le cose non sono andate meglio nei mesi a seguire. Il Reggio-Torino a luglio e settembre ha strappato di nuovo la medaglia del treno mai puntuale in un mese, con una media ritardo di 44 minuti (luglio) e 58 (settembre). Stessa performance a novembre (ritardo medio 43 minuti). A dicembre il Reggio-Milano è stato puntuale invece un solo giorno, con ritardo medio di 31 minuti.
COSA PROVOCA I RITARDI
Cosa provoca i ritardi? Criticità strutturali sommate ai tanti lavori in corso degli ultimi mesi. Ma soprattutto alcuni nodi e corridoi si sono dimostrati particolarmente fragili. Qui si concentrano, spiega il report, i casi più estremi di ritardo. «Numerosi episodi si collocano lungo il corridoio tirrenico meridionale (Salerno-Reggio Calabria)» si legge. Il segmento più critico risulta il Paola-Salerno: 521 minuti di ritardo il 13 novembre e 267 il 17 agosto.
«I ritardi di diverse ore non si distribuiscono casualmente sulla rete – si spiega – ma si concentrano nelle stesse aree già individuate come fragili. I treni che attraversano l’asse Reggio-Milano/Torino risultano più esposti non perché il treno abbia un’unica causa, ma perché lungo il loro percorso si sommano più criticità strutturali».
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