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Il celebre eroe greco Odisseo possedeva originariamente il nome Odysseus, termine che nella lingua ellenica antica probabilmente significava 'l'odiato'. Fu il letterato pugliese Livio Andronico, vissuto nel III secolo a.C., a latinizzare questo nome in Ulysses, creando la versione romana che avrebbe conquistato la tradizione occidentale. Questo cambio denominativo rappresenta un affascinante esempio di come i Romani trasformarono la cultura greca adattandola alla propria lingua e alle proprie esigenze narrative.
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Il protagonista di Odissea di Christopher Nolan, nelle sale dal 16 luglio con il volto di Matt Damon, in origine non si chiamava Ulisse ma Odysseus (italianizzato: Odisseo), cioè, forse, "l'Odiato" in greco antico. Secondo altre interpretazioni il nome significherebbe "Colui che odia": in entrambi i casi, un biglietto da visita poco rassicurante per l'eroe più amato della letteratura occidentale.. Chi ha dato a Ulisse il suo nome?
A ribattezzarlo Ulysses fu Livio Andronico, uno scrittore pugliese che 23 secoli fa tradusse in latino l'Odissea (Odusia), di fatto inaugurando la letteratura di Roma. Curiosamente, però, benché abbia inventato il nome con cui oggi tutti lo conosciamo, Andronico è il meno celebre fra i molti autori che hanno raccontato l'eroe di Itaca.. Nell'elenco, il più noto tra i Greci (dopo Omero) è Apollodoro di Atene; tra i latini Virgilio; tra i medioevali Dante, che nell'Inferno gli dedicò 94 versi collocandolo tra i "consiglieri fraudolenti" per l'uso distorto dell'ingegno; tra i moderni l'irlandese James Joyce, che nel 1922 ne fece l'archetipo dell'uomo comune nel romanzo Ulisse. E il sentimento che lo definisce ha ispirato perfino una parola: nostalgia, da nostos, "ritorno", e algos, "dolore", al centro del romanzo L'ignoranza di Milan Kundera, in cui Ulisse è l'archetipo del nostalgico.. Realtà storica o simbolo dell'ingegno?
Ma il personaggio è esistito davvero o è solo un mito, simbolo letterario dei molti navigatori greci in carne e ossa che all'alba dei tempi esplorarono il Mediterraneo? Una cosa è certa: fra le decine di autori antichi che ne hanno parlato ci sono campioni di poesia, di narrativa e di teatro, ma neppure uno storico. E questa, forse, è già una risposta.
Di sicuro, per i Greci, Odisseo era soprattutto l'incarnazione della metis, l'astuzia, quello che oggi chiameremmo il problem solving ellenico: la capacità di cavarsela con l'ingegno dove la forza non basta. Un talento che lo rese un personaggio-simbolo per la letteratura moderna, ma anche una figura ambigua, che pecca di superbia e aspira alla conoscenza oltre i limiti.. Da viaggio tormentato a metafora universale
Quanto al ritorno più famoso della letteratura, fu così tortuoso da diventare proverbiale: ancora oggi la parola "odissea", con la "o" minuscola, è sinonimo di viaggio tormentato.
Un'eredità linguistica che nessun altro eroe può vantare, e che il colossal di Nolan, semplicemente intitolato Odissea, si porta stampata sulla locandina..
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