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Proteste caro carburante, i consumatori solidali: «Giusto alzare la testa»

  • Postato il 23 ottobre 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Proteste caro carburante, i consumatori solidali: «Giusto alzare la testa»

Il Quotidiano del Sud
Proteste caro carburante, i consumatori solidali: «Giusto alzare la testa»

Proteste caro carburante, i consumatori solidali: «Giusto alzare la testa». Caccia ai prodotti da forno e all’ortofrutta nei supermercati tra rincari e la speranza di un rapido ritorno alla normalità.


COSENZA – Sugli scaffali dei supermercati si legge il segno di una Calabria che ha deciso di alzare la testa e mobilitarsi per chiedere una svolta. Tra ripiani semivuoti e carrelli della spesa ora pieni, ora costretti a fare i conti con qualche rinuncia, i segni delle proteste che hanno scosso il Meridione sono ancora ben visibili. Ancora qualche urlo a scuotere le strade nell’area urbana di Cosenza, ma a tenere la comunità sull’attenti è lo stravolgimento della quotidianità: fare la spesa diventa una corsa, un tentativo di arruffare quel che si può per non restare senza niente in casa.

Preoccupazione, tristezza, ma anche positività e fierezza, sono diversi i sentimenti nutriti dai cittadini. «Un po’ di preoccupazione c’è, soprattutto perché non sappiamo fin quando i disagi andranno avanti. Qualche prodotto inizia a mancare e c’è bisogno di arrangiarsi con quello che si trova. Credo, tuttavia, che sia importante far sentire la propria voce: se siamo arrivati fino a questo punto è perché non ce le facciamo più», commenta un signore intento a rovistare tra gli scaffali del supermercato. La difficoltà di reperire alcuni prodotti non rappresenta, dunque, un motivo per discostarsi dalle ragioni della mobilitazione.

PROTESTE CARO CARBURANTE: LA VOCE DEI CITTADINI CONSUMATORI TRA SOLIDARIETÀ E PREOCCUPAZIONE PER IL CAROVITA

«Certo, qualche disagio si avverte: io ho fatto fatica a trovare soprattutto frutta, verdura e prodotti da forno, ma chi ha protestato ha fatto benissimo. Spero che questa situazione serva a far arrivare un messaggio forte ai piani alti», racconta Carmelo, fiducioso nella forza degli ultimi scioperi. Il sentimento che prevale è quello della solidarietà che non si lascia scalfire di fronte ai piccoli cambiamenti della quotidianità, una filosofia per la quale “il fine giustifica i mezzi”. «Mi mette un po’ di tristezza vedere gli scaffali vuoti, perché mi ricorda il periodo del Covid. È strano entrare in un grande supermercato e non trovare quello che si cerca, ma credo che possiamo stringere i denti ancora per un po’», è la riflessione della signora Luciana.

C’è chi, d’altro canto, coglie l’occasione per una riflessione più profonda: «Il mio unico timore è che dopo questa grande mobilitazione del Sud le cose non cambino: il carovita ci sta distruggendo: è ora che chi è al potere prenda provvedimenti per non lasciarci indietro», il commento di una giovane ragazza. Sulla questione rincari, il pensiero che emerge non si discosta dal clima solidale sopraccitato: «Sono mesi che i prezzi aumentano, di sicuro i fermi di questi giorni hanno contribuito, ma la colpa non è di chi si è speso per far valere le nostre ragioni», dice una signora, testimoniando piena vicinanza alle ragioni degli scioperi. Sull’aumento dei prezzi esprime maggiore preoccupazione, soffermandosi sulla sua condizione familiare: «Quando devi fare la spesa per una famiglia numerosa noti subito anche il centesimo. Speriamo che la situazione ritorni normale al più presto».

IL PUNTO DI VISTA DEI SUPERMERCATI E IL LENTO RITORNO ALLA NORMALITÀ

Oltre il parere della comunità, che appare piuttosto serena, il delicato momento viene analizzato così da una dipendente di una nota catena: «Non appena è partito lo sciopero abbiamo riscontrato difficoltà nel reperire le merci. Già da oggi le cose sembrano andare meglio con l’arrivo di diversi carichi che hanno riempito un po’ gli scaffali e ci auguriamo di poter presto ritornare all’offerta di prima», spiega. E riguardo ai presunti rincari: «Abbiamo mantenuto i prezzi così com’erano, gli aumenti non sono una nostra colpa», conclude. Il ritorno alla normalità è un processo che, dunque, non appare così distante. Il vento di un possibile miglioramento tiene ancora alto al momento l’umore di cittadini, comprensivi e disposti a sacrificarsi in una battaglia collettiva.

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