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Prima del latte: i mammiferi deponevano le uova

  • Postato il 20 aprile 2026
  • Di Focus.it
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Prima del latte: i mammiferi deponevano le uova
Un ritrovamento eccezionale e una tecnologia in grado di osservare i reperti in altissima definizione, senza danneggiarli, hanno permesso di confermare una teoria nell'aria da decenni: gli antenati dei mammiferi deponevano uova, e questa strategia permise loro di sopravvivere a un periodo estremamente difficile della storia del nostro Pianeta. In Sudafrica è stato infatti ritrovato un uovo fossile contenente un embrione di Lystrosaurus, un terapside erbivoro che sopravvisse all'estinzione di massa del Permiano-Triassico, circa 252 milioni di anni fa. È la prima volta che i paleontologi hanno tra le mani una prova diretta del fatto che l'oviparità (il tipo di riproduzione in cui la crescita dell'embrione termina fuori dall'organismi della madre, all'interno di uova) era anticamente la strategia riproduttiva privilegiata anche tra gli antenati diretti dei mammiferi, come - appunto - i terapsidi. La ricerca, coordinata dai paleontologi della University of the Witwatersrand, in Sudafrica, in collaborazione con gli scienziati dell'Esrf (European Synchrotron Radiation Facility), in Francia, è stata pubblicata su PLOS One.. La tecnologia rivaluta un vecchio reperto. Il fossile era stato trovato nel Bacino di Karoo, in Sudafrica, nel 2008, e già allora gli autori dello studio avevano avuto il sospetto che quella formazione nodulare in pietra potesse contenere un esemplare di Lystrosaurus rannicchiato su se stesso. All'epoca, però, non esisteva una tecnologia che potesse guardare all'interno del fossile senza distruggerlo. Il problema è stato risolto con la tomografia computerizzata ad alta risoluzione a scansione a sincrotrone, una radiazione molto intensa che come un "super microscopio" permette di guardare attraverso i reperti in altissima definizione, senza danneggiarli - che ha permesso di capire nel dettaglio le caratteristiche dell'uovo e dell'embrione che conteneva.. Guscio molle e mandibola immatura. Il guscio dell'uovo di Lystrosaurus doveva essere molle e flessibile, come sono oggi le uova di ornitorinco e di echidna, gli unici mammiferi ovipari, e non duro e mineralizzato come quelli degli uccelli, che fossilizzano facilmente. Queste caratteristiche aiutano a spiegare perché reperti di questo tipo siano stati, finora, eccezionalmente rari. Il Lystrosaurus all'interno aveva una sinfisi mandibolare incompleta. Cosa vuol dire? «La mandibola, la mascella inferiore, è composta da due metà che devono fondersi prima che l'animale possa nutrirsi» spiega Julien Benoit, paleontologo dell'Università di Witwatersrand a capo dello studio. «Il fatto che questa fusione non fosse ancora avvenuta dimostra che l'individuo sarebbe stato incapace di alimentarsi da solo». Inoltre, l'uovo di Lystrosaurus - del volume di 115 cm³ - era anche relativamente grande, rispetto alle dimensioni dell'animale (in media 90 cm di lunghezza).. Una perfetta strategia di sopravvivenza. Le uova più grandi di solito contengono più tuorlo e sono quindi in grado di fornire più nutrimento all'embrione per un periodo più prolungato. L'ipotesi è che i piccoli di Lystrosaurus uscissero dalle uova in uno stadio avanzato di maturazione e che sfruttassero tutti i nutrienti contenuti all'interno del guscio per sopravvivere anche in assenza della madre, che a differenza dei mammiferi moderni non allattava. L'abbondanza di nutrienti garantiva la sopravvivenza a condizioni di siccità e i giovani individui, ben presto autonomi, erano in grado di sfuggire ad eventuali predatori e di raggiungere rapidamente la maturità riproduttiva. Queste caratteristiche fecero la fortuna dei Lysosauri, che non solo sopravvissero all'Estinzione del Permiano-Triassico ma arrivarono a dominare gli ecosistemi all'indomani di quell'evento. Un tipo di adattamento che potrebbe aiutarci a comprendere come le specie rispondono a situazioni di elevato stress ambientale..
Autore
Focus.it

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