Presunti dossier della Regione sul Secolo XIX, PD annuncia un esposto alla Corte dei conti

  • Postato il 17 marzo 2026
  • 0 Copertina
  • Di Il Vostro Giornale
  • 4 Visualizzazioni
davide natale

Liguria. Il Partito Democratico presenterà un esposto alla Corte dei conti sul caso dei presunti dossier contro Il Secolo XIX redatti dallo staff della comunicazione del presidente ligure Marco Bucci. Lo ha annunciato oggi il consigliere Davide Natale, segretario regionale dem, durante il dibattito in aula seguito all’informativa del governatore.

“C’è un altro elemento, a mio parere non meno grave, che è quello delle risorse pubbliche – ha detto Natale -. Noi invieremo un esposto alla Corte dei conti, perché non è pensabile che le risorse di tutti i cittadini vengano utilizzate per fare una campagna elettorale. È l’ora di dirlo con forza: i soldi dei cittadini liguri devono essere spesi per le esigenze dei cittadini liguri e non per fare dei dossieraggi per colpire l’avversario politico. Noi di questo investiremo subito la Corte dei Conti, siamo sicuri che capirà qual è l’importanza della posta in gioco”.

La paternità dei fascicoli è stata rivendicata da Federico Casabella, portavoce del presidente Bucci, e da Diego Pistacchi che fa parte dello staff politico del presidente. Tutti ruoli che, a norma di legge, sono retribuiti con risorse pubbliche. Il futuro filone presso la magistratura contabile è destinato perciò ad aggiungersi all’inchiesta aperta dalla Procura in seguito alla querela per diffamazione sporta dal direttore del Decimonono Michele Brambilla contro Casabella (il quale ha annunciato un’analoga azione legale). Nel frattempo è ancora aperta l’istruttoria dell’Ordine dei giornalisti, che per primo ha valutato il caso sulla base di un esposto anonimo.

“Le regole della democrazia non possono essere piegate da chi detiene il potere e dispone di strutture e strumenti istituzionali per fini impropri. Questa vicenda rappresenta una vergogna“, continua Natale che parla esplicitamente di “dossieraggio” nonostante il rifiuto di Bucci -. C’è infine un ultimo punto, altrettanto grave: il danno arrecato all’immagine della nostra Regione. Con questo comportamento si espone l’intera comunità a una figuraccia a livello nazionale, per responsabilità di chi oggi la rappresenta. È un punto politico pesantissimo: un presidente che tenta di influenzare in modo improprio l’informazione arreca uno schiaffo ai cittadini che dovrebbe rappresentare”.

Orlando (PD): “Bucci inadeguato alla sua funzione istituzionale”

“Al di là della ricostruzione puntuale, degli scambi che ci sono stati col direttore del Secolo, il punto fondamentale è che Bucci ha fatto delle cose che non corrispondono alla sua funzione istituzionale. Bucci è stato eletto per far funzionare gli ospedali, non per consigliare quale foto pubblicare, quali spazi dare all’opposizione, quale versione dare dei fatti che avvengono in Liguria. E se lo fai utilizzando un potere che può anche esercitare una pressione su interessi legati all’attività degli editori, stai alterando le regole del gioco e soprattutto stai precludendo ai cittadini la possibilità di capire esattamente quali sono le dinamiche che portano a definire alcune decisioni”, ha dichiarato a margine dei lavori Andrea Orlando, consigliere regionale ed ex ministro, punto di riferimento dell’opposizione.

“Noi qui non siamo in tribunale, qui siamo in una sede politica – continua Orlando -. E in sede politica riscontriamo il fatto che è stato svolto un ruolo che non è quello che dovrebbe svolgere un presidente della Regione e che questo ruolo non è neanche stato contenuto in qualche modo dalla sua maggioranza. Poi, sugli illeciti, sulle violazioni deontologiche, ci sono gli organi che si pronunceranno e si esprimeranno, ma noi ne traiamo oggi una chiara ed evidente inadeguatezza nel ricoprire la funzione“.

Giordano (M5s): “Bucci continua a mentire”

“Le dichiarazioni di Bucci sono state irricevibili. Non siamo di fronte a una polemica politica o a un problema di comunicazione. Siamo di fronte a fatti che, per come sono stati riportati, pongono una questione seria sul rapporto tra istituzioni e informazione. Il punto non è ribadire il diritto di critica, mai messo in discussione. Il punto è un altro, cioè capire se, accanto alla critica, sia esistito un sistema di interlocuzioni, segnalazioni, report e attività che abbia travalicato quel confine. Su questo, oggi, non abbiamo avuto risposte chiare. Inoltre, non abbiamo capito se quei materiali esistano oppure no, chi li abbia prodotti, con quale funzione e se siano stati utilizzati per incidere sull’attività di un giornale. Ed è esattamente questo il cuore della questione. Bucci sembra non voler capire un punto fondamentale: aver interloquito con l’editore del Secolo XIX – che, in questa città, ha interessi trasversali – affinché potesse esercitare pressioni sul direttore per cambiarne la linea editoriale. E lo avrebbe fatto per difendere interessi politici estranei all’interesse pubblico, impegnando risorse pubbliche” ha dichiarato il capogruppo regionale del M5S Stefano Giordano nel suo intervento in aula a margine delle comunicazioni del presidente della Regione.

“C’è poi un secondo elemento da considerare: nelle dichiarazioni Bucci ha ricondotto tutto a una normale dialettica tra politica e informazione. Ma non è questo il punto. Perché una cosa è il confronto pubblico. Altra cosa è un rapporto continuativo, riservato e strutturato, accompagnato da materiali prodotti da strutture pubbliche. E anche su questo, ancora una volta, non c’è stata chiarezza. C’è infine un terzo aspetto, che non è stato affrontato. Le segnalazioni che stanno emergendo – da lavoratrici e lavoratori del settore pubblico – parlano di richiami, pressioni e, in alcuni casi, trasferimenti a seguito dell’espressione di critiche. Su questo non abbiamo sentito una sola parola. E invece è un punto decisivo, perché se il tema diventa il trattamento del dissenso, allora la questione cambia completamente natura”.

“Oggi, non abbiamo fatto un processo. Abbiamo semmai chiesto chiarezza. Ed è per questo che continuiamo a ritenere indispensabili gli strumenti che abbiamo proposto: la discussione in Aula, l’ordine del giorno che abbiamo depositato come M5S – sottoscritto da tutti i gruppi consiliari e poi approvato all’unanimità – e la convocazione della Commissione con l’audizione degli organismi dei giornalisti. Perché una vicenda di questo tipo non può essere archiviata con una dichiarazione. Ribadiamo dunque che non basta dire che è tutto regolare, serve dimostrarlo. Non basta rivendicare il proprio operato, serve chiarire i fatti. Perché qui è in gioco la credibilità delle istituzioni. E su questo, oggi, le risposte non sono state all’altezza”, conclude Giordano.

Candia (AVS): “Troppe falsità su Genova e la Liguria, Bucci non è credibile”

“Come si può credere alle parole di Bucci, dopo tutte la ‘balle’ che ha raccontato in questi anni? La carriera del presidente è costellata da annunci irrealizzati e promesse infondate. Ormai ha perso la credibilità in Consiglio regionale e davanti ai liguri, come hanno dimostrato i genovesi, che hanno preferito il centrosinistra sia alle elezioni regionali sia alle Comunali”. Selena Candia, capogruppo regionale di AVS, critica aspramente l’intervento del presidente Marco Bucci nella seduta odierna.

“Se fosse confermata l’accusa di avere utilizzato lo staff regionale per schedare i giornalisti e le testate scomode, chiederemo al presidente regionale di risarcire i liguri per il danno erariale. Il personale della Regione deve essere utilizzato per attività pubbliche e istituzionali, non per perseguire finalità personali e di dubbia moralità. Per i dipendenti della Regione, è tassativamente vietato interferire nelle campagne elettorali di altri enti pubblici. Noi e Bucci abbiamo posizioni diametralmente opposte. Noi vogliamo risolvere i problemi dei liguri, migliorare la loro qualità della vita, assistere al meglio gli anziani e dare ai giovani opportunità per rimanere nel nostro territorio. Il presidente invece continua a distorcere la realtà. È l’unico modo rimastogli per dire che ha governato bene Genova e che sta governando bene la Liguria”, attacca Selena Candia.

“L’elenco di frottole è lunghissimo ed è quasi impossibile ricordare tutti gli annunci smentiti dalla realtà, ma a noi piace ricordarne alcuni. Solo Bucci vede una crescita della popolazione giovanile in Liguria, smentendo i dati ufficiali che fotografano una drammatica fuga fuori regione. Solo Bucci ritiene risolto il problema delle liste d’attesa, quando per alcune prestazioni non si ottiene neppure un appuntamento. Pensiamo alla nuova diga foranea che doveva essere finita quest’anno invece ora si parla di 2029, al buco della sanità prima negato e poi sminuito, alla promessa di ospedale agli Erzelli di cui la Regione non ha neppure comprato il terreno, ai 40 mila posti di lavoro per Genova che avrebbero portato la città a 700 mila abitanti entro il 2022, alla Casa dei cantautori che era prevista nel 2023. Nella realtà, nulla di questo è successo. Ma nel fantastico mondo di Bucci, sì”, dichiara la capogruppo di AVS.

E conclude: “Il centrodestra difende Bucci perché ha paura del giudizio degli elettori e teme un voto anticipato. A livello ligure, la maggioranza recita lo stesso copione della premier Meloni, che scappa dai giornalisti, evita il contraddittorio e se ne vanta pure con Trump”.

Autore
Il Vostro Giornale

Potrebbero anche piacerti