Il 21 e 22 marzo tornano le Giornate Fai di Primavera: alla scoperta dei tesori di Savona, Pietra Ligure e Mallare

  • Postato il 17 marzo 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Generico marzo 2026

Liguria. Sabato 21 e domenica 22 marzo tornano per la 34^ edizione le “Giornate FAI di Primavera”, il più grande evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico dell’Italia: il più efficace strumento con cui il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS dal 1975 esercita la sua missione di educazione della collettività alla conoscenza e alla tutela di quel patrimonio, perché sia per sempre e per tutti. Accogliendo l’invito del FAI, dal 1993 – anno della pionieristica prima edizione dell’evento – al 2025 quasi 13 milioni e mezzo di italiani hanno potuto scoprire e riscoprire oltre 17.000 luoghi speciali delle città e dei territori in cui vivono.

Le Giornate FAI di Primavera, così come quelle d’Autunno, sono dunque una preziosa occasione offerta agli italiani per conoscere e apprezzare le meraviglie del nostro Paese, ma anche un’importante iniziativa di sensibilizzazione e raccolta fondi della Fondazione, a sostegno della sua missione di utilità pubblica di cura e tutela del patrimonio culturale, nello spirito dell’articolo 9 della Costituzione e secondo il principio della sussidiarietà (art.118): ciò che viene raccolto dalle iscrizioni e dalle donazioni ricevute durante l’evento sostiene concretamente le sue attività istituzionali e permette al FAI di portare avanti gli interventi di restauro e i progetti di valorizzazione, alcuni dei quali molto onerosi, sui 75 Beni che cura, gestisce e conserva, di cui 60 regolarmente aperti al pubblico affinché tutti i cittadini possano goderne, per sempre. In occasione delle Giornate FAI di Primavera, saranno visitabili – a contributo libero – 780 luoghi in 400 città italiane, scelti con inesauribile curiosità e passione, e aperti grazie all’eccezionale cura organizzativa dei volontari del FAI, capaci di coinvolgere, ancor prima del pubblico che li visiterà, istituzioni, aziende e privati cittadini che li metteranno a disposizione, dando così il loro contributo a questa grande “festa collettiva”. Un patrimonio multiforme, spesso inatteso e sempre sorprendente, fatto di tesori di storia, arte e natura più o meno conosciuti e anche di storie, tradizioni e saperi unici che vengono tramandati e rinnovati dalle comunità che li custodiscono.

“Le Giornate del FAI di Primavera sono sempre di più un grande e potente megafono per raccontare cos’è il FAI e cosa fa ogni giorno; non uno spettacolare evento isolato ma il testimone di un impegno quotidiano e diffuso in tutto il Paese, di un ardimento, di una curiosità, di uno spirito di servizio e di una attenzione concreta ai temi della tutela che si affida al sostegno di un numero sempre maggiore di cittadini per continuare, di fianco e con le istituzioni dello Stato, a far bene al paese più bello del mondo: il nostro. Per questo, le iscrizioni al FAI e le donazioni che raccogliamo durante l’evento sono fondamentali per sostenere la complessa realtà quotidiana di una Fondazione che acquisisce, restaura e valorizza per sempre e per tutti Beni culturali e paesaggistici di ogni tipo, dimensione e varietà, in grado di raccontare 365 giorni l’anno – e non solo due – la loro storia, con la loro, quella dell’Italia” ha dichiarato Marco Magnifico, Presidente FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano.

“È fondamentale riscoprire le nostre bellezze per essere consapevoli di un patrimonio immenso che abbiamo il dovere di custodire, tutelare e valorizzare. L’aspetto più bello è che lo facciamo insieme con il FAI ma soprattutto con tanti giovani, 17 mila Apprendisti Ciceroni, che condurranno tanti italiani a scoprire e riscoprire le nostre bellezze nella bella stagione della primavera” ha commentato il ministro della cultura Alessandro Giuli.

Grazie all’impegno e all’entusiasmo di 7.500 volontari delle Delegazioni e dei Gruppi FAI attivi in tutte le regioni, guidati dall’instancabile desiderio di proporre sempre nuovi luoghi, e a 17.000 Apprendisti Ciceroni, giovani studenti della scuola secondaria appositamente formati dai loro docenti per raccontare le bellezze che li circondano, apriranno le loro porte centinaia di luoghi speciali, da nord a sud della Penisola, spesso poco conosciuti o poco valorizzati, e molti dei quali solitamente inaccessibili: dalle ville ai castelli, dalle chiese ai luoghi dell’educazione e della ricerca, dai laboratori artigiani alle aree naturalistiche, passando per sedi istituzionali, teatri, collezioni d’arte e siti produttivi e persino un’idrovora e uno stadio di calcio, perché in Italia il patrimonio di arte, natura e cultura è ovunque. Ad ogni visita sarà possibile sostenere la missione della Fondazione con una donazione e, tra le tante aperture proposte, alcune saranno dedicate agli iscritti al FAI e a chi si iscriverà durante l’evento.

Le Giornate FAI in Liguria

Anche quest’anno, per la trentaquattresima edizione delle Giornate FAI di Primavera, le sei Delegazioni FAI e i sei Gruppi FAI Giovani della Liguria hanno posto attenzione alle diverse realtà del patrimonio della nostra regione impegnandosi a individuare luoghi da tutelare e valorizzare e di cui favorire una sempre più diffusa e condivisa conoscenza (vedi l’allegato con il dettaglio delle aperture).

Grazie alla capillare presenza sul territorio, i volontari hanno così individuato i luoghi in cui, il 21 e 22 marzo, accoglieranno il pubblico per offrire a tutti un’occasione per la loro scoperta o per una nuova visione dei luoghi più noti: possono essere interi borghi dell’entroterra e della riviera, come Pigna (IM) e Pietra Ligure, dove il ricco patrimonio storico-artistico si accompagna all’impegno delle comunità locali a mantener vive le tradizioni culturali del territorio, o singoli edifici e ambienti di grande fascino storico e artistico, normalmente accessibili, ma poco conosciuti e frequentati, come il Santuario di Santa Maria dell’Eremita a Màllare, il Santuario di Nostra Signora della Misericordia di Savona, il Monastero di Valle Christi a Rapallo (GE), raro esempio di continuità tra storia religiosa, agraria e paesaggistica e il suo utilizzo contemporaneo. Riesce a offrire in un unico luogo la visione di un’intera città il simbolo di Genova, la Lanterna, monumento tra i più iconici d’Italia tanto noto “da fuori” quanto poco “da dentro”. Infine, un’attenzione alle nuove presenze nel paesaggio è suggerita dalla visita all’insediamento della Stazione Elicotteri della Marina Militare Luni a Sarzana (SP), normalmente inaccessibile, dove esperienza umana e innovazione tecnologica si intrecciano.

Per la presidente FAI Liguria, Farida Simonetti: “Ancora una volta le Giornate di Primavera sono l’appuntamento in cui i volontari del FAI, accogliendo il pubblico in luoghi di particolare bellezza e interesse, creano un momento di festa condivisa in cui raccontare l’attività e gli obiettivi del FAI per la tutela del patrimonio. Tali obiettivi sono concretamente perseguiti nei 75 Beni che il FAI cura, gestisce e conserva, di cui 60 regolarmente aperti al pubblico, come Villa Rezzola a Lerici o Podere Lovara a Levanto, due dei ben sette Beni FAI in Liguria. Per poter continuare in questo impegno, le due giornate sono anche un fondamentale momento di raccolta fondi, un’occasione per tutti di dare un contributo con cui farsi carico, prendersi cura, di arte, natura, tradizioni”.

L’assessore alla cultura di Regione Liguria Simona Ferro dice che “manca davvero pochissimo alla 34^ edizione delle Giornate FAI di Primavera, un appuntamento che ormai è un riferimento assoluto in ambito di tutela e promozione del patrimonio paesaggistico e culturale italiano. Trovo che sia fondamentale che i cittadini percepiscano l’importanza di vivere i monumenti, le opere d’arte e le perle del nostro territorio, frequentando ogni luogo in maniera consapevole e rispettosa. Le Giornate FAI di Primavera fanno proprio questo, avviando un processo di cittadinanza attiva che viene sviluppato attraverso una continua e capillare collaborazione con le istituzioni, le associazioni e gli enti pubblici e privati. Un percorso che porta ad accrescere la nostra identità di liguri, italiani ed europei attraverso la cura e la conoscenza della storia e dell’arte”.

L’impegno costante, che si concretizza nelle continue proposte delle Delegazioni durante l’anno, e la complessa preparazione di quanto necessario per l’organizzazione delle aperture per il pubblico durante le Giornate FAI sono motivo di collaborazioni e lavoro condiviso con le più diverse istituzioni e, soprattutto con le Amministrazioni Comunali. Queste ultime apprezzano nel civile servizio dei volontari FAI il fondamentale supporto al comune impegno ad avvicinare cittadini, associazioni e scuole alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio territoriale. Come riconoscimento di tale impegno per il raggiungimento di obiettivi condivisi sono sempre più numerosi i Comuni Sostenitori FAI. Ben otto in Liguria nel corso del 2025 hanno deliberato di entrare tra i Comuni Sostenitori: Ospedaletti (IM), Castelvecchio di Rocca Barbena, Cairo Montenotte, Quiliano, Savona, Camogli (GE), Lavagna (GE), Lerici (SP).

Qui l’elenco completo dei luoghi aperti in Liguria e modalità di partecipazione all’evento. Si raccomanda di controllare sul sito i giorni e gli orari di apertura prima della visita e se è necessaria la prenotazione. Verificare sul sito anche eventuali variazioni di programma in caso di condizioni meteo avverse.

Le aperture straordinarie in provincia di Savona

Tutte le aperture di quest’anno sono dedicate alla memoria della professoressa Flavia Folco, storica dell’arte e figura cardine della delegazione, che ha dedicato la vita alla tutela e alla narrazione della bellezza del territorio.

SAVONA – SANTUARIO DI NOSTRA SIGNORA DELLA MISERICORDIA

Secondo la tradizione, la Vergine apparve il 18 marzo 1536 al contadino Antonio Botta nella valle di San Bernardo, nei pressi di Savona. Questo prodigioso incontro ispirò subito la costruzione di un luogo di culto, voluto dal Consiglio Grande di Savona e avviato già nell’estate dello stesso anno. Nel tempo il complesso si ampliò, accogliendo anche ospizi per pellegrini, cappellani e strutture di accoglienza sociale.

Il complesso si sviluppa attorno alla basilica, caratterizzata da una pianta con navata centrale e due navate laterali fiancheggiate da cappelle votive. La facciata fu realizzata nel primo Seicento da Taddeo Carlone di Rovio in forme tardo-manieriste, con l’impiego di marmi colorati e statue che ne arricchiscono il fronte principale. Il campanile, aggiunto nella metà del Settecento, riprende i materiali e gli stilemi marmorei della facciata. Intorno alla basilica si articolano gli edifici storici del santuario: il museo, il palazzo dei cappellani, la fontana barocca del 1708 e le cappelle votive che segnano la via del pellegrinaggio.

Insieme ai volontari della Delegazione e del Gruppo FAI Giovani di Savona, si andrà alla scoperta di una basilica unica nel suo genere, tanto da essere di proprietà di un ente pubblico: le Opere Sociali di Nostra Signora di Misericordia. Attraverso secoli di storia, arte e devozione questo luogo è diventato un punto di riferimento imprescindibile per i savonesi e non solo. A pochi giorni dalla festa del Santuario, sarà possibile approfondire gli aspetti artistici della basilica, insieme al significato storico e ai riti del 18 marzo, e ammirare la cripta e il passaggio aperto solo in occasione della celebrazione. Un viaggio unico tra racconti, curiosità, suggestioni, simboli che ne svelano il profondo valore per credenti e non, radicato in secoli di storia.

Piazza Santuario 6 – sabato, 10.00-15.30, visite ogni ora dalle 10.00, durata della visita circa 60 minuti, domenica, 11.30-15.30, visite ogni ora dalle 11.30, durata della visita circa 60 minuti, non sono ammessi cani
Per maggiori informazioni: savona@delegazionefai.fondoambiente.it

SAVONA – COLLEZIONE DI TESSUTI DEL SANTUARIO DI NOSTRA SIGNORA DI MISERICORDIA
(visita riservata agli iscritti FAI con possibilità di iscriversi in loco)

La Collezione di Tessuti del Santuario di N.S. di Misericordia affonda le sue radici nel XVI secolo. Già nel 1538 tre cittadini savonesi redassero il primo inventario degli oggetti preziosi della chiesa, segnando l’inizio di una tradizione di cura e conservazione che si è protratta nei secoli. Questi inventari documentano un patrimonio di velluti, sete e tessuti impreziositi da filati d’oro e d’argento, donati da personaggi illustri e dalla comunità, testimonianza di devozione e prestigio storico sociale.

L’archivio rappresenta oggi un corpus di straordinario valore tessile, unico in Liguria per ampiezza cronologica (dal XVI al XIX secolo) e per varietà delle provenienze, che riflette le molteplici rotte della devozione e delle relazioni aristocratiche e cittadine. I paramenti liturgici, ricamati con seta e filati d’oro e d’argento, raccontano l’evoluzione dell’arte tessile europea e l’ingegno artigianale delle botteghe specializzate. Particolarmente significativa è la sezione di tessuti settecenteschi, dove si possono osservare tipologie decorative straordinarie, simbolo dell’incontro tra moda, arte e tecnica, con motivi che vanno dalle eleganti composizioni floreali alle invenzioni fantastiche denominate “bizarre”.

Generico marzo 2026

Gli Iscritti FAI sono invitati a partecipare a questa visita esclusiva all’archivio di tessuti, dove scopriranno non solo opere d’arte straordinarie, ma anche storie di devozione, intrecci culturali e testimonianze di una comunità che ha saputo conservare un patrimonio di eccezionale valore. Un’esperienza imperdibile che svela i segreti di una collezione straordinaria raramente accessibile al pubblico e di uno spazio nato non per l’esposizione ma per la conservazione e il restauro di questi beni.

sabato, orari visite 10.00;11.00;12.00;14:00;15.00, durata della visita circa 1 ora, gruppi da 20 persone, accesso alla visita in base all’ordine di arrivo; domenica, orari visite 10.00;11.00;12.00;14:00;15.00, durata della visita circa 1 ora, gruppi da 20 persone, accesso alla visita in base all’ordine di arrivo. Solo iscritti FAI; non sono ammessi cani

SAVONA – CAPPELLA DELLA CROCETTA
(visita riservata agli iscritti FAI con possibilità di iscriversi in loco)

La Cappella della Crocetta sorge sul poggio accanto alla Basilica di Santuario ed è stata costruita tra il 1679 e il 1680 per volontà del nobile genovese Pier Paolo Franchi, nel luogo dove nel 1616 fu posta una croce in memoria della terza Apparizione mariana avvenuta al frate Agostino da Genova. L’interno della Cappella sorprende per la straordinaria decorazione pittorica: un affresco curvo a 360° raffigura la piazza e l’arrivo della processione votiva, configurandosi come un raro e prezioso documento storico-artistico perché raffigura la piazza così come appariva nel Seicento. La scena, popolata da figure minute e animate, si ispira alle stampe di Jacques Callot. Completano l’apparato gli affreschi dei miracoli della Madonna, i putti musicanti e gli angeli sospesi tra le nuvole, in un insieme armonioso che esprime pienamente il gusto barocco e la maestria di Bartolomeo Guidobono.

Un’occasione speciale riservata agli Iscritti FAI che vogliono immergersi nella natura e sono abituati ai percorsi più impervi: la Cappella della Crocetta, gioiello barocco immerso nel verde accanto alla Basilica, domina la valle di Santuario ed è raggiungibile attraverso un sentiero breve ma ripido, ideale per gli amanti del trekking. Un luogo ricco di storia, colori e sorprendenti illusioni prospettiche, solitamente non accessibile, che si svela attraverso racconti, affreschi e dettagli di straordinario fascino. Un invito a scoprire da vicino un capolavoro poco conosciuto, con un’esperienza davvero unica.

Sabato e Domenica 10.00-16.00. Accesso riservato agli iscritti FAI. Sentiero ripido, privo di protezione a valle. Fondo sconnesso e sdrucciolevole, percorso non adatto a persone con problemi di deambulazione. Consigliate scarpe con suola antiscivolo. In caso di condizione meteo avverse l’organizzazione si riserva di sospendere le visita alla Cappella della Crocetta per motivi di sicurezza.

MALLARE – SANTUARIO DI SANTA MARIA DELL’EREMITA

Il Santuario di Santa Maria dell’Eremita, noto anche come Santa Maria della Rotonda, è un luogo di culto nel comune di Mallare e sorge lungo la strada che conduce al colle di San Giacomo, in direzione di Orco Feglino e Finale Ligure. Secondo le fonti storiche la parte più antica della “Rotonda” risalirebbe all’epoca romana e sarebbe stata riutilizzata come tempio nel VI secolo, testimoniando una continuità di culto millenaria.

Nel XIV secolo, quando divenne la prima chiesa parrocchiale di Mallare, dedicata a Santa Maria e San Nicola, l’edificio fu ricostruito con una volta in stile gotico. La tradizione popolare lega l’origine del santuario a un’apparizione mariana avvenuta durante la dominazione di Enrico I Del Carretto: la Madonna sarebbe apparsa a una pastorella sordomuta, che riacquistò miracolosamente voce e udito, indicando la volontà di edificare il santuario in quel luogo, noto come Rocca della Madonna. Nel 1215 l’edificio è inoltre ricordato dalle fonti storiche come sede della riappacificazione tra i comuni di Alba e Albenga, che qui firmarono un trattato di riconciliazione e di pace. All’interno del santuario sono conservate importanti opere d’arte, tra cui due tele donate nel 1876, un crocifisso di Anton Maria Maragliano, donato dalla confraternita locale, il gruppo scultoreo con Maria Bambina, Sant’Anna e San Gioacchino di Antonio Roasio.

Il Santuario di Santa Maria dell’Eremita apre le sue porte per una visita accompagnata dai volontari dell’Associazione per la promozione e la valorizzazione e il restauro dei beni architettonici, storici e naturali di Mallare, che ha ottenuto il finanziamento del bene nell’ambito della campagna I Luoghi del Cuore. Un percorso di visita guidato che consente di approfondire la storia, il valore artistico e l’importanza culturale di questo luogo, esempio significativo di tutela e valorizzazione del patrimonio artistico grazie all’impegno della comunità che lo abita e al sostegno del FAI.

Via Santuario dell’Eremita
sabato e domenica visite alle 10.00, 11.00, 14.00, 15.00, 16.00, durata della visita circa 45 min
Per maggiori informazioni: savona@delegazionefai.fondoambiente.it

PIETRA LIGURE – NEL CUORE DI PIETRA

Le origini di Pietra Ligure sono antiche e documentate già in epoca romana, mentre lo sviluppo del borgo medievale è attestato dall’XI secolo. Nel corso del Medioevo il centro storico assume un ruolo strategico e commerciale, entrando sotto il controllo dei marchesi Del Carretto e successivamente della Repubblica di Genova. L’impianto storico si è conservato nel tempo, adattandosi alle trasformazioni sociali ed economiche. Tra XVI e XVIII secolo il borgo conosce una fase di crescita e rinnovamento urbano, con l’edificazione di chiese, oratori e palazzi. Di particolare rilievo sono i complessi religiosi, come la Basilica di San Nicolò e gli oratori confraternali, che testimoniano l’importanza della vita religiosa e comunitaria.

Insieme ai Volontari FAI approfondirete la storia del borgo attraverso i suoi dettagli architettonici e più particolari. Una passeggiata all’aria aperta, pensata per camminare tra le vie del centro e scoprire storie nascoste. In “Nel cuore di Pietra” i pietresi del passato e la loro città saranno i protagonisti indiscussi, capaci di trasportarvi indietro nel tempo.

Via Aurelia, 3; punto di ritrovo in Piazza S. Nicolò di Bari; luogo solitamente aperto, accessibile gratuitamente; visite sabato e domenica 10:00 – 12:30 / 14:30 – 18:00 (ultimo ingresso 17:30)

Iniziative speciali riservate agli iscritti FAI

Alla scoperta di Pietra Ligure: un viaggio tra arte, fede e tradizioni
Pietra Ligure non è solo una rinomata località balneare, ma anche un borgo ricco di storia, tra caruggi e piazze suggestive. La Delegazione propone un itinerario guidato dallo storico locale Gianni Cenere, articolato in due appuntamenti. Gli iscritti potranno partecipare a entrambe le giornate oppure scegliere una sola visita.

• Parte I – sabato 21 marzo 2026, ore 10.30 – Durata: circa 1 ora e 30 minuti
Il cuore barocco e la tradizione della campana
La visita inizierà in Piazza San Nicolò, dove la riproduzione di antichi dipinti permetterà di osservare l’evoluzione del borgo nel tempo. Protagonista della mattinata sarà la Basilica di San Nicolò, definita nel 1847 dallo storico Goffredo Casalis una delle chiese più belle della Riviera di Ponente.
All’interno si potranno ammirare opere di grande pregio, tra cui il crocifisso ligneo di Anton Maria Maragliano, il ciborio in marmo di Candoglia del XIV secolo e una pala dipinta nel 1498 da Giovanni Barbagelata. La visita proseguirà nell’Oratorio dell’Immacolata e si concluderà con la salita alla celebre Campana del Miracolo, legata alla tradizione di San Nicolò di Bari.

• Parte II – domenica 22 marzo 2026, ore 15.30 – Durata: circa 1 ora e 30 minuti
Tra mare e tradizioni
Il secondo appuntamento sarà dedicato alla scoperta del borgo e del suo rapporto con il mare. Da Piazza San Nicolò il percorso attraverserà i caruggi fino a Piazza del Comune e all’Oratorio della Santissima Annunziata, che conserva opere d’arte e i tradizionali crocifissi processionali delle confraternite liguri.
La passeggiata proseguirà sul lungomare tra monumenti e memorie cittadine, tra cui quello dedicato a Giuseppe Verdi e l’àncora attribuita all’ammiraglio Horatio Nelson, per concludersi con la vista del Castello di Pietra Ligure e della “Piazza Vecchia”, dove ogni Natale si rinnova l’antico rito del Confuoco.
La prenotazione per le visite è obbligatoria e da effettuarsi scrivendo alla mail albenga@faigiovani.fondoambiente.it e lasciando nome, cognome, recapito telefonico, indirizzo mail

PIETRA LIGURE – BASILICA DI SAN NICOLÒ DI BARI

Sorge nel cuore del centro storico di Pietra Ligure. Il contesto urbano è caratterizzato da piazze, edifici storici e la vicinanza al mare, che accentua il ruolo visuale e comunitario della basilica nel tessuto cittadino. La piazza antistante è un ampio salotto sociale tra palazzi e verde urbano. La Basilica è stata edificata per voto della comunità pietrese dopo la liberazione dalla peste del 1525, attribuita alla protezione di San Nicola di Bari. I lavori iniziarono nel 1752 su progetto di Giovanni Battista Montaldo e proseguirono sino alla consacrazione definitiva nel 1891. La struttura attuale conserva testimonianze della devozione popolare e della lunga partecipazione collettiva alla sua realizzazione. La combinazione di elementi architettonici, stucchi e pitture rende la basilica testimonianza significativa dell’arte sacra ligure del XVIII-XIX secolo.

La visita durante le Giornate FAI permette di esplorare uno dei complessi religiosi più emblematici della Riviera ligure, normalmente accessibile come luogo di culto ma spesso trascurato nei tour turistici. La storia legata al voto per la peste, la grande volta e la raccolta artistica interna offrono stimoli culturali e spirituali in un borgo ricco di tradizioni.

Piazza San Nicolò di Bari, sabato 10:00 – 12:30 / 14:30 – 17:30 (ultimo ingresso 17:00) , domenica 14:30 – 17:30 (ultimo ingresso 17:00); la domenica mattina sono disponibili le visite solo in esterno
Luogo solitamente aperto, accessibile gratuitamente

PIETRA LIGURE – LA CHIESA VECCHIA

La Chiesa Vecchia, conosciuta anche come l’Oratorio dell’Immacolata Concezione, si trova nel centro storico poco distante dalla Basilica di San Nicolò. Inserita nel tessuto di strade e piazzette medievali, contribuisce alla trama religiosa e civile del centro abitato ligure, oggi luogo di memoria storica e devozionale.
Antica parrocchiale dedicata a San Nicolò, edificata nel 885 e riedificata nel 1384 in stile romanico, perse il ruolo di parrocchia con l’apertura della nuova Basilica. Nel 1796 fu affidata alla Confraternita dei Disciplinanti e divenne nota come Oratorio della Concezione o dei Bianchi (oggi dei Neri). Chiusa al culto durante la dominazione francese, fu riaperta nel 1814 e restauro nel 2006 la ha restituita alla funzione sacra. Vi si celebrano alcune feste liturgiche e custodisce opere e reliquie antiche.

La visita alla Chiesa Vecchia durante le Giornate FAI offre l’opportunità di osservare con occhi diversi un luogo noto della devozione locale. La possibilità di ammirare arte sacra, reperti storici e tradizioni popolari consente di approfondire la storia religiosa del borgo e di confrontarsi con testimonianze materiali di secoli di vita comunitaria.

Piazza La Pietra; luogo solitamente aperto, accessibile gratuitamente; visite sabato e domenica 10:00 – 12:30 / 14:30 – 17:30 (ultimo ingresso 17:00) la domenica mattina sono disponibili le visite solo in esterno

PIETRA LIGURE – ORATORIO DELLA SS.ANNUNZIATA

L’Oratorio della Santissima Annunziata si trova nel centro storico di Pietra Ligure in un nucleo urbano dove si intreccia la vita religiosa con la trama delle strade antiche del paese. Ha origini legate alla Compagnia dei Battuti o Disciplinanti, attestata fin dal XIII secolo, e fu ampliato con una chiesa consacrata nel 1519, inserita all’interno di un complesso conventuale poi profondamente modificato. Nel XVI secolo vi dimorò Michele Ghisleri, futuro Papa Pio V. L’edificio ha subito crolli e ricostruzioni nei secoli successivi e conserva la memoria di devozioni e confraternite locali. L’oratorio conserva strutture rinascimentali e successivi adattamenti, con riferimenti alla pietra locale e semplice rigore compositivo della facies ligure. La connessione con figure storiche di rilievo, come il futuro Pio V, ne incrementa l’importanza culturale.

Visitare l’Oratorio della Santissima Annunziata durante le Giornate FAI significa esplorare un ambiente religioso carico di storia locale. La scoperta della sua evoluzione, dei legami con confraternite e personaggi storici e delle opere d’arte offre uno sguardo approfondito sulla piccola e grande storia di Pietra Ligure.

Piazza San Pio V, luogo solitamente aperto, accessibile gratuitamente; visite sabato 10:00 – 12:30 / 14:30 – 17:30 (ultimo ingresso 17:00) , domenica 10:00 – 12:00 / 14:30 – 17:30 (ultimo ingresso 17:00)

PIETRA LIGURE – CASTELLO DI PIETRA
(visita riservata agli iscritti FAI con possibilità di iscriversi in loco)

Il Castello di Pietra Ligure sorge in posizione dominante sul centro storico del borgo, su un rilievo roccioso che controlla visivamente la costa e il territorio circostante. Inserito nel contesto urbano, il castello rappresenta un elemento paesaggistico di grande rilievo, strettamente legato alla morfologia del luogo e alla funzione difensiva del sito. La sua posizione strategica consente un rapporto diretto tra architettura militare, tessuto urbano e paesaggio costiero ligure.

Ha origini medievali ed è documentato a partire dall’XI secolo come fortificazione legata al controllo del territorio e delle vie costiere. Nel corso dei secoli fu oggetto di ampliamenti e trasformazioni, soprattutto sotto il dominio dei marchesi Del Carretto e successivamente della Repubblica di Genova, che ne rafforzò le strutture difensive. Con il progressivo mutamento delle esigenze militari, la funzione del castello venne meno e l’edificio subì parziali demolizioni e riusi. Oggi restano testimonianze significative della sua struttura originaria.

La visita durante le Giornate FAI rappresenta un’occasione speciale per accedere a un luogo normalmente non aperto al pubblico. Il percorso permette di riscoprire un punto panoramico privilegiato sul centro storico e di comprendere il ruolo difensivo del castello all’interno del borgo medievale. L’eccezionalità della visita risiede nella possibilità di leggere le tracce storiche ancora visibili, inserendole in una narrazione che unisce storia, paesaggio e identità urbana.

Visite sabato e domenica 10:00 – 12:30 / 14:30 – 18:00 (ultimo ingresso 17:30)

TEATRO GUIDO MORETTI – PROIEZIONE DOCUFILM “FUORI ONDA”
Piazza Castello

Attraverso interviste agli ex lavoratori, filmati d’epoca e un prezioso archivio fotografico recuperato grazie alla collaborazione dei cittadini, il film racconta oltre cento anni di storia dei cantieri: la costruzione di navi straordinarie, le vicende industriali, le lotte operaie e il profondo legame tra la fabbrica e la comunità locale.

La narrazione è accompagnata da alcune parti di fiction: uno speaker radiofonico, interpretato da Maurizio Di Maggio, racconta le vicende del cantiere mentre una misteriosa figura, interpretata da Andrea Bruschi, attraversa gli spazi oggi abbandonati, raccogliendo frammenti di memoria.

“Fuori Onda” diventa così il racconto di un luogo e della sua comunità, una storia locale che riflette le trasformazioni dell’Italia contemporanea, accompagnata dalle musiche di Remo Anzovino.

In occasione delle Giornate FAI di Primavera, il Teatro Guido Moretti ospiterà la proiezione del docufilm “Fuori Onda”, dedicato alla storia dei Cantieri Navali di Pietra Ligure, luogo simbolo della memoria industriale e sociale della città. La proiezione sarà introdotta dal Sindaco Luigi De Vincenzi. In sala saranno presenti anche gli autori Massimo Ciricillo e Max Tomasinelli, disponibili al termine per un momento di dialogo con il pubblico.

Sabato alle ore 17,30 durata circa 1 ora

Autore
Il Vostro Giornale

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