Pozzuoli celebra i 730 anni da Civitas: gli eventi al Rione Terra
- Postato il 6 maggio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Pozzuoli celebra i 730 anni da Civitas: gli eventi al Rione Terra
Pozzuoli celebra i 730 anni da Civitas con due giornate di eventi nel Rione Terra. L’8 e il 9 maggio il cuore storico della città ospiterà incontri, visite guidate e attività culturali che coinvolgono scuole, cittadini e visitatori. Il programma, promosso dal Comune, intreccia divulgazione storica e valorizzazione del patrimonio archeologico in uno dei luoghi simbolo dell’identità puteolana.
POZZUOLI (NAPOLI) – Nel cuore del Golfo di Napoli, dove la pietra incontra il respiro del mare e custodisce memorie imperiali, Pozzuoli si prepara a celebrare i 730 anni da Civitas. Il riconoscimento del 1296 sancì il ruolo strategico della città nei traffici del Mediterraneo e nella costruzione della sua identità urbana. La ricorrenza riporta l’attenzione sul Rione Terra, dove l’8 e il 9 maggio si svolgeranno iniziative che intrecciano memoria storica, attività educative e valorizzazione del patrimonio archeologico e urbano.
Pozzuoli celebra i 730 anni da Civitas con numerosi eventi nel Rione Terra
Pozzuoli è stata porto romano, crocevia commerciale, terra di vulcani e rinascite continue. Puteoli, il suo nome antico, era già nel mondo classico una porta d’ingresso privilegiata per Roma, un punto in cui le merci, le lingue e le culture si mescolavano in un equilibrio fragile e potente. Oggi, a distanza di secoli, la città torna a interrogare la propria identità attraverso la memoria di quella Civitas medievale che ne sancì il riconoscimento urbano. Non un semplice anniversario, dunque, ma un ritorno alle radici profonde di una comunità che ha sempre vissuto sul confine tra distruzione e rinascita.
Le scuole al centro delle iniziative al Rione Terra
L’8 maggio, a partire dalle 9.30, nell’ex sala consiliare di Palazzo Migliaresi, l’Amministrazione comunale incontrerà gli studenti insieme a storici, linguisti ed esperti di tradizioni locali. Non è una lezione frontale, ma un dialogo. L’obiettivo è chiaro: far comprendere ai più giovani che le pietre del Rione Terra non sono solo rovine, ma pagine ancora aperte. Fuori, il Rione si muove. Visite guidate, teatro itinerante e musica tradizionale trasformano le strade in una narrazione continua. Il Duomo entra nel percorso come segno di continuità tra storia, fede e identità urbana. Una mostra fotografica restituisce i volti mutevoli della città.
Il sottosuolo che parla: la Puteoli nascosta
Il giorno successivo, 9 maggio, il racconto si sposta letteralmente sotto la superficie. Dalle 10 alle 13, il pubblico potrà accedere gratuitamente al Percorso Archeologico Sotterraneo del Rione Terra: tre ingressi scanditi alle 10, 11 e 12, su prenotazione. È la città invisibile che riemerge: strade romane, stratificazioni, vuoti e presenze che raccontano una Pozzuoli sotterranea e sorprendente. Un’esperienza che richiede silenzio e attenzione, come se la città stessa chiedesse di essere ascoltata prima ancora che osservata.
Pozzuoli celebra i 730 anni da Civitas: il plauso delle istituzioni
«Celebrare i 730 anni di Pozzuoli come Civitas significa rafforzare il legame tra la nostra comunità e le sue radici più profonde» ha dichiarato il sindaco Luigi Manzoni, sottolineando il valore educativo e identitario dell’iniziativa. «Queste giornate rappresentano un’occasione preziosa per coinvolgere i giovani e i cittadini in un percorso di conoscenza e valorizzazione della nostra storia».
Sulla stessa linea l’assessora Mariasole La Rana, che guarda già oltre la ricorrenza: «Questo momento commemorativo è destinato a diventare un appuntamento da rinnovare ogni anno, perché rappresenta un’occasione preziosa per l’intera comunità puteolana».
Pozzuoli: una città in costante trasformazione
In controluce, tra le pietre del Rione Terra e le profondità della città sotterranea, emerge l’immagine più forte: Pozzuoli non celebra soltanto ciò che è stata. Riafferma ciò che vuole continuare a essere. Una civitas, appunto. Non un’etichetta del passato, ma una presenza ancora viva. Probabilmente il senso più profondo di questo anniversario consiste proprio nel guardare al passato non come a un archivio immobile, ma come a una materia in costante trasformazione che cambia forma a seconda dello sguardo che la interroga e del presente che la attraversa.
Le pietre antiche continuano a produrre significati, a suggerire direzioni, a sollecitare responsabilità. È qui che la “Civitas” cessa di essere una formula latina consegnata ai libri di storia e torna a essere una categoria contemporanea: appartenenza, consapevolezza, partecipazione. Non un’eredità da custodire in silenzio, ma un progetto collettivo da rinnovare costantemente. In questa continuità dinamica, il passato non resta alle spalle: diventa materia plasmabile con cui il futuro viene ricostruito, giorno dopo giorno.
Il Quotidiano del Sud.
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