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Potenza, via Rosica, tra spaccio e alcool

  • Postato il 1 agosto 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Potenza, via Rosica, tra spaccio e alcool

Il Quotidiano del Sud
Potenza, via Rosica, tra spaccio e alcool

Potenza, Via Rosica, tra spaccio  e alcool. Dopo le denunce dei residenti istituiti presidi fissi delle Forza dell’ordine. Una serata nell’enclave a ridosso di San Michele dove l’illegalità è di casa.


POTENZA –  Superare l’ultimo lampione di vicolo Bruno, scendere dal marciapiede  e svoltare a destra su via Rosica, oppure imboccare il vicoletto che da via Pretoria sbuca nella piazzetta dove c’è la chiesa di San Michele, non è semplicemente cambiare strada. È varcare un confine. Invisibile, eppure netto come una frontiera. Con tanto di “sentinelle” che, solo per il presidio fisso (predisposto da pochi giorni ndr.) della Polizia locale, dei Carabinieri o della Polizia, hanno mollato, in apparenza,  un po’ la presa su questa “enclave” che da tempo si è venuta a creare nel centro storico del capoluogo di regione.   Bastano pochi passi, sia di sera, sia di pomeriggio – la  controra come d’uso al sud –  per sentire di avere  gli occhi addosso.

Tra via Rosica e il largo di San Michele ogni volto nuovo è una potenziale minaccia – da anni a sentirsi minacciati sono i residenti che hanno anche presentato un esposto alla Procura della Repubblica oltre ad avere inviato lettere di denuncia in Prefettura, in Quiestura, al Comune e ai Carabinieri – un’anomalia in quello che è diventato un un “ecosistema” . Chi presidia nota subito come cammini, se stringi o meno la borsa, se prendi il telefonino per rispondere a una chiamata. Figurarsi se lo prendi perché magari vuoi scattare una foto perché ti ha colpito un piccolo balconcino in ferro battuto come ce ne sono tanti nella zona.  Sei un corpo estraneo. I residenti  per loro – una decina di extracomunitari che hanno socializzato solo con un gruppetto di potentini e con loro si intrattengo seduti ai tavolini di un locale che si trova nei paraggi – sono elementi del paesaggio, bersagli passivi già schedati; tu sei l’incognita da decifrare.

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Se ti fermi a osservare con attenzione  queste persone, sia che siano in gruppo sia che siano da soli,  cogli la grammatica dei dettagli. Cenni impercettibili. Una testa che si inclina di pochi millimetri, un colpo di tosse accennato, una sigaretta  che viene buttata a terra ancora accesa e quasi integra. E poi ci sono quelli che non si staccano dai loro pitbull e sembra che te li vogliano aizzare contro. “Vediamo di capire cosa vuole e cosa ci fa qui”. È il messaggio che si percepisce. Tradotto: è controllo del territorio. Intorno, nonostante le serate estive e la gente che si aggira su via Pretoria, in questo lembo di centro storico, che sembra un mondo altro,  anche le palazzine sembrano gusci vuoti, scheletri di pietra disabitati. Le finestre sono buie, le serrande serrate.  Non è solo l’effetto  notte: è la resa di una comunità. Chi è rimasto vive barricato in casa, dietro doppie mandate e tapparelle blindate.

Chi ha potuto, invece, se n’è andato davvero. Il quadro descritto dagli abitanti del centro storico è dettagliato e inquietante. La zona è diventata il punto di ritrovo fisso per una decina di cittadini extracomunitari, regolari sul territorio nazionale, e che abitano in una palazzina che affaccia su via Rosica. A chi appartengano quelle abitazioni non è dato sapere. I vecchi proprietari avrebbero venduto e di vendita e vendita non si sa di chi siano.  Solo le Forza dell’ordine potrebbero saperlo.  Forze dell’ordine – l’altro giorno il Questore, il Prefetto, il Vice comandante della Polizia locale e il Comandante dei carabinieri hanno effettuato un sopralluogo nella zona – che conoscerebbero alcuni personaggi che si aggirano nella zona dove “qualche” locale è anche stato chiuso per disposizioni del Questore.

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E sarebbe proprio uno di questi locali a essere diventato il ritrovo prediletto. Lo spaccio, denunciato dai residenti, sembrerebbe un “gesto” naturale. Mani che sembrerebbero sfiorarsi celerebbero lo scambio droga-soldi.  E se questo non bastasse ci si aggiunge anche la movida senza freni. Comitive di ragazzini minorenni assediano i vicoli consumando fiumi di birra e alcolici – al mattino,  dopo che gli operatori dell’ Acta hanno ripulito la zona, è facile comunque vedere bottiglie lasciate ovunque –  acquistati  magari grazie alla compiacenza di qualche maggiorenne o di qualche commerciante  che, magari credendoli diciottenni, vende e incassa.

La visita dei vertici della pubblica sicurezza tra  San Michele e i vicoli di via Rosica ha sicuramente segnato un punto di svolta. L’ispezione sul campo è il preludio  di una  stretta sui controlli interforze  e un segnale per rassicurare i residenti e tutti i cittadini.  La gravissima situazione di via Rosica è stata, nelle scorse settimane,    denunciata dai consiglieri comunali Nardella e Vigilante ma anche  dagli altri esponenti dell’opposizione. Ora però almeno ci sono i presidi fissi delle forze dell’ordine e, nonostante la paura serpeggi ancora tra i residenti, quelle divise sono diventate una presenza rassicurante in questa “enclave” nel centro storico.

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