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Potenza, truffa delle auto usate: un arresto

  • Postato il 7 agosto 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Potenza, truffa delle auto usate: un arresto

Il Quotidiano del Sud
Potenza, truffa delle auto usate: un arresto

Potenza, truffa delle auto usate: un arresto. Il rivenditore tratteneva veicoli e soldi prima di riciclarli sul mercato. Indagine dei Carabinieri dopo la denuncia di un cliente. Sequestrati oltre 62mila euro.


POTENZA – Un articolato sistema fraudolento nel mercato delle auto usate è stato smantellato a Potenza dai Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile, che hanno posto agli arresti domiciliari un imprenditore locale del settore automobilistico. Il provvedimento, emesso dall’Autorità giudiziaria su coordinamento della Procura della Repubblica di Potenza, è accompagnato da un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche per equivalente, per un valore totale di circa 62.850 euro. L’indagine è scattata nel 2024 a seguito di una denuncia presentata alla stazione locale dei Carabinieri.

Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire la presunta strategia criminale utilizzata dall’uomo per ingannare i clienti. Prima l’esca online: l’imprenditore pubblicava annunci sui canali social proponendo vetture a prezzi molto competitivi per attirare gli acquirenti poi scattava il finto guasto: una volta concluso l’acquisto e consegnato il mezzo, i clienti notavano subito gravi anomalie e difetti di funzionamento. E così il doppio danno: spinti dalla necessità di riparare il veicolo, i compratori riportavano l’auto dal rivenditore. A quel punto, l’imprenditore si riappropriava del mezzo con l’inganno, trattenendo sia l’auto sia i soldi già incassati.

TRUFFA DELLE AUTO USATE: REIMMATRICOLAZIONI, AUTORICICLAGGIO E SEQUESTRO PATRIMONIALE

Le indagini hanno svelato uno scenario ancora più complesso. Per far perdere le tracce dei veicoli sottratti, l’indagato avrebbe avviato, in alcuni casi, pratiche di reimmatricolazione o di fittizia esportazione all’estero. I mezzi venivano poi inseriti nuovamente sul mercato e rivenduti a nuovi ignari acquirenti. Questo passaggio ha spinto la Procura a contestare anche il reato di autoriciclaggio dei proventi illeciti. Gli accertamenti patrimoniali svolti dai militari hanno tracciato i flussi finanziari illeciti.

Il sequestro preventivo ha colpito non solo le disponibilità economiche e i beni dell’imprenditore, ma anche diversi veicoli ancora nella sua disponibilità e pronti per essere venduti, fino al raggiungimento della quota di 62.850 euro. Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. La Procura ha ricordato che la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata in sede processuale e che per l’uomo vale il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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