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Potenza, sulla vicenda Miccolis: «Niente soldi dalla Regione»

  • Postato il 13 giugno 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Potenza, sulla vicenda Miccolis: «Niente soldi dalla Regione»

Il Quotidiano del Sud
Potenza, sulla vicenda Miccolis: «Niente soldi dalla Regione»

Potenza, sulla vicenda Miccolis: «Niente soldi dalla Regione». L’assessore regionale Pepe chiude le porte a Telesca. Il prossimo 18 giugno incontro con i sindacati. A rischio 150 posti.


POTENZA – «La richiesta, avanzata alla Regione, dal Comune di Potenza non ha ragione di esistere». Non usa giri di parole l’assessore regionale ai Trasporti, Pasquale Pepe che di fatto ha chiuso la partita rispetto ai fondi per potere procedere alla firma del contratto con la Miccolis. «Il problema per quanto riguarda la Regione – ha proseguito – non ha nessun fondamento». Insomma il sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca, come già scritto dal “Quotidiano”, ora si trova messo all’angolo e dovrà assumersi la responsabilità politica se tra 18 giorni – il 30 giugno è il termine ultimo – non procederà, come da via libera dato anche dalla Regione, alla firma del contratto con la Miccolis.

Mancata firma che, non solo vedrà la perdita del lavoro di 130 autisti ma anche di altre unità,  fino a raggiungere 150 posti di lavoro persi. Non solo. Dal prossimo primo luglio il trasporto pubblico urbano, in pratica, “cesserà di esistere” visto che con soli 35 mezzi di proprietà comunale anche l’affidamento in house ad Acta – unica soluzione praticabile – tutto sarà tranne un servizio. Senza contare tutte le unità – e tutte le famiglie –  che rimarranno senza lavoro e senza reddito. A questo si deve aggiungere la richiesta di risarcimento danni che l’azienda sicuramente richiederà e a pagare sarà il Comune visto che la Regione, dal suo canto, ha già da tempo comunicato all’azienda che tutti gli atti in capo a via Verrastro sono stati adempiuti.

POTENZA VICENDA MICCOLIS: LE RISORSE GIÀ STANZIATE E LO SCIOPERO DEI LAVORATORI

A questo si deve aggiungere il nulla osta alla firma comunicato al Comune. Comune che, ricordiamo, già si è vista aumentare la quota che la Regione passa all’amministrazione del capoluogo di regione. Cifra che si aggira sui 5 milioni e 200 mila euro – prima  era di 3 milioni e 500.000 – per il servizio di trasporto pubblico urbano. Insomma l’assessore Pepe è stato molto  chiaro: il Comune non avrà un centesimo in più rispetto ai milioni che già prende tenuto anche conto «che l-azienda a oggi ha garantito un servizio che non ha presentato criticità». 

Ieri, intanto, si è tenuto il nuovo sciopero di 24 ore – sono state fatte salve sole le fasce di garanzia – indetto dai sindacati. Sindacati che, nel frattempo, sono stati convocati dal sindaco Telesca per il prossimo 18 giugno. Cosa dirà loro il primo cittadino difficile saperlo ma c’è chi, come il segretario della Fit Cisl, Sebastiano Colucci, nutre «poche speranze salvo che non si verifiche un miracolo» ma la scadenza «del 30 giugno – ha aggiunto – è alle porte e 150 lavoratori   in capo alla ditta Miccolis sono sempre più a rischio».

POTENZA, VICENDA MICCOLIS: LE ALTERNATIVE DI BILANCIO E I COSTI DELLA CONCESSIONE NOVENNALE

Il Comune ha sollecitato  nuovamente la Regione per ottenere nuove risorse avvertendo che senza fondi sarà inevitabile un taglio del servizio, da garantire comunque ma con modalità ridotte e meno personale. Una sorta di aut aut che non ha scalfito il vicepresidente della Regione, Pasquale Pepe a cui interessa solo «che venga data serenità e stabilità ai lavoratori». In realtà una soluzione, che non sia l’affiodamento in house ad Acta, ci sarebeb: procedere con una variazione di bilancio e reperire così 650.00 euro che mancano all’appello per chiudere il contratto con Miccolis.

Ma bisognerà vedere. A fronte dei fondi regionali l’amministrazione comunale di suo deve sborsare poco meno di due milioni di euro per arrivare ai circa 7 milioni che bisogna dare alla Miccolis per l’aggiudicazione, attraverso la Stazione unica appaltante, della gara – 72 milioni di euro per il lotto specifico del capoluogo di regione – per i 9 anni di durata totale previsti dalla concessione definitiva per il trasporto pubblico cittadino. 

LE INTERLOCUZIONI DEL SINDACO TELESCA CON IL GOVERNATORE BARDI

Contatto dal “Quotidiano” il sindaco Telesca ha dichiarato di avere chiesto «nuovamente i fondi alla Regione” e di avere «parlato    anche con il Governatore Bardi per fargli comprendere la situazione e anche la possibilità di procedere step  by step, nel senso che se a oggi non ci sono i  5 milioni» (questa la cifra totale che vuole il Comune a prescindere da quanto  dovuto a Miccolis ndr.)  da darmi subito almeno   cominciamo a vedere, anche in base alle  esigenze regionali, di avere quello che  serve per poter far fronte a questo contratto che avranno poi una ricaduta, qualora  non dovessero essere rispettati, avranno una ricaduta non soltanto sui servizi, ma anche  sui livelli occupazionali», ovvero i licenziementi da cui si salverebbero solo 35 unità che passerebbero in capo ad Acta. 

POTENZA, VICENDA MICCOLIS: L’IPOTESI DI MODIFICA DEL CONTRATTO E L’ULTIMA SPIAGGIA DI ACTA

«Sto aspettando una risposta dalla Regione – ha aggiunto il primo cittadino –  nel frattempo il 18 incontrerò i sindacati per parlare con loro, ma stiamo anche cercando di comprendere e vedere quale possa essere  una via di uscita» anche se «è normale che l’ipotesi di portare nell’Acta il trasporto pubblico  locale è l’ultima spiaggia»». Telesca ha anche aggiunto che si sta cercando di « vedere come poter modificare il contratto  perché non avendo i  soldi, non avendo un aiuto da parte della Regione,  non sapendo dove prenderli e non potendo impegnare il Comune  in una contrattazione che  non posso rispettare economicamente devo vedere se è possibile  modificare il contratto, quindi stiamo cercando di vedere qual è la via di uscita per dare  da un lato il servizio  ma anche di  salvaguardare i posti di lavoro». 

Una vertenza, quella del trasporto pubblico urbano, che  continua ad agitare gli animi. «Non intendiamo penalizzare i cittadini e gli utenti del servizio ma l’assenza di risposte rende la situazione complessa» ripetono i sindacati, in attesa, da settimane, di capire se e quando il Comune di Potenza firmerà il contratto di assegnazione del servizio in scadenza il prossimo 30 giugno. Una scelta non scontata, considerate le difficoltà finanziarie evidenziate dal sindaco Telesca che ha chiesto aiuto alla Regione per evitare di dover ridurre all’osso il servizio (che considerato essenziale non può, per legge, essere completamente tagliato).

Il Comune ha fissato per il prossimo 18 giugno una riunione, ma i rappresentanti dei lavoratori non nutrono troppe speranze sulla soluzione della vicenda. «Non possiamo consentire tutto questo, per una volontà politica», ha proseguito Sebastiano Colucci, che ricorda come ci siano “famiglie che dipendono da questo lavoro e che non possono consentirsi di perderlo».

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