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Potenza, case popolari, caos graduatorie

  • Postato il 20 ottobre 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Potenza, case popolari, caos graduatorie

Il Quotidiano del Sud
Potenza, case popolari, caos graduatorie

Case popolari a Potenza, Cgil e Sunia denunciano anomalie sul calcolo dei redditi. Oggi, martedì 20 ottobre, scade il termine per i ricorsi. Il rischio è una pioggia di contenziosi legali


POTENZA – Scoppia il caso sulle case popolari a Potenza. La graduatoria provvisoria per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, legata al bando comunale dello scorso 12 febbraio, è finita al centro di una dura contestazione sindacale a pochissime ore dalla scadenza dei termini per i ricorsi. La Camera del Lavoro Cgil e il Sunia di Potenza hanno infatti lanciato «un allarme circa presunte e diffuse irregolarità nei conteggi dei requisiti economici», convocando una conferenza stampa d’urgenza che si terrà questa mattina (martedì 20 ottobre 2026 ndr) alle 9.30, nella sede di via Bertazzoni.
Al centro della polemica ci sarebbero «i criteri di calcolo applicati dagli uffici comunali durante la fase istruttoria».

CASE POPOLARI, L’ALLARME DI SUNIA E CGIL

Secondo quanto dalla Camera del lavoro e dal Sunia, che in questi giorni hanno offerto assistenza a decine di cittadini pronti a fare ricorso, «sarebbero emerse pesanti anomalie nella determinazione del reddito dei nuclei familiari». Errori formali e sostanziali che «avrebbero penalizzato ingiustamente numerose famiglie, modificandone la posizione in graduatoria o determinandone l’esclusione. Il problema principale è la tempistica: il termine ultimo per presentare l’opposizione formale scade proprio oggi lasciando i cittadini con pochissimo margine di manovra. Per questa ragione, Cgil e Sunia hanno chiesto un intervento immediato in autotutela da parte dell’amministrazione comunale, affinché non siano i singoli nuclei familiari a pagare il prezzo di sviste burocratiche.

IL BANDO DI CONCORSO

Il bando di concorso, indetto ufficialmente dal Comune di Potenza il 12 febbraio scorso, era stato strutturato per ridisegnare l’accesso al sistema dell’edilizia residenziale pubblica cittadina dopo anni di attesa.
Il provvedimento stabilisce una serie di paletti d’accesso stringenti e delinea la mappa delle future assegnazioni.
I requisiti e le regole principali del bando sono: la cittadinanza italiana, di un paese Ue, o il possesso di regolare carta di soggiorno per i cittadini extra-Ue.
Residenza anagrafica o attività lavorativa principale svolta stabilmente nel territorio del Comune di Potenza.
Limite di reddito massimo: il valore del reddito annuo complessivo del nucleo familiare non deve superare la soglia tassativa di 16.966,80 euro.

I REQUISITI

Validità temporale: tutti i requisiti di ammissione dovevano essere posseduti alla data del 12 febbraio scorso e devono permanere fino al momento dell’effettiva consegna delle chiavi.
Il bando non quantifica un numero fisso e blindato di appartamenti, ma si applica a una triplice tipologia di immobili che si renderanno disponibili nel periodo di validità della graduatoria: tutti gli alloggi di edilizia sovvenzionata di nuova costruzione sul territorio comunale, gli alloggi interamente recuperati o ristrutturati a seguito di sgomberi e, infine, i cosiddetti alloggi di risulta, ovvero quelli che si libereranno progressivamente a causa di decessi, trasferimenti o decadenze dei vecchi assegnatari.

LA RISERVA BUCALETTO

Una quota centrale e specifica del piano di edilizia è rappresentata dalla cosiddetta Riserva Bucaletto.
Il bando recepisce infatti le modifiche alla normativa regionale per garantire una corsia preferenziale legata al piano di riqualificazione urbana e sociale dello storico rione della città. Questa riserva è destinata specificamente all’assorbimento e al trasferimento dei nuclei familiari che ancora oggi risiedono nelle strutture prefabbricate del quartiere, ponendosi l’obiettivo di superare definitivamente l’emergenza abitativa post-sisma.

CASE POPOLARI, LE RICHIESTE AL COMUNE

La palla passa ora al Comune. La richiesta dei sindacati è chiara: «una verifica immediata e trasparente delle cartelle istruttorie prima che la graduatoria diventi definitiva, congelando una situazione che rischia di sfociare in una pioggia di contenziosi legali».

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