Potenza, Camillo Falvo nuovo procuratore capo

  • Postato il 19 febbraio 2026
  • Notizie
  • Di Quotidiano del Sud
  • 5 Visualizzazioni

Il Quotidiano del Sud
Potenza, Camillo Falvo nuovo procuratore capo

Il Csm sceglie il magistrato calabrese Camillo Falvo quale nuovo procuratore capo di Potenza. Ma l’attuale reggente Cardea potrebbe rivolgersi al Tar. I veleni lucani arrivano Palazzo Bachelet: «Anticipata la decisione»


POTENZA – È il calabrese Camillo Falvo il nuovo procuratore capo, nonché procuratore distrettuale antimafia di Potenza. Lo ha deciso ieri, 18 febbraio2026, il plenum del Consiglio superiore della Magistratura, poco dopo l’intervento, in apertura di seduta, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un intervento senza precedenti per invocare un maggiore rispetto dell’organo di autogoverno delle toghe in seguito alle accuse del Ministro della giustizia Carlo Nordio sull’esistenza di un sistema «paramafioso» al suo interno.

POTENZA, IL DUELLO TRA IL PROCURATORE FALVO E CARDEA A PALAZZO BACHELET

I consiglieri di Palazzo Bachelet si sono espressi a maggioranza per la nomina di Falvo, attuale procuratore di Vibo Valentia, che con 14 voti contro 11,  ha sopravanzato l’altro candidato proposto a dicembre dalla commissione competente per gli incarichi direttivi. Vale a dire l’attuale procuratore aggiunto di Potenza, Maurizio Cardea, che per quasi un anno e mezzo è stato anche il reggente dell’ufficio al quarto piano del Palazzo di giustizia del capoluogo lucano. Provvidenziali si sono rivelate anche le 4 astensioni registrate, perché in caso di parità Cardea avrebbe prevalso per maggiore anzianità di servizio.

Durante la discussione sulla scelta da compiere sono state passate in rassegna le esperienze dei due candidati. Decisiva, ad ogni modo, si è rivelata una recente sentenza del Tar Lazio che ha ribadito l’impossibilità di riconoscere la prevalenza del profilo di un candidato per la sola maggiore anzianità nel ruolo. Se non in caso di pareggio nel voto finale del plenum.

ANZIANITÀ E RICORSI: IL NODO GIURIDICO DELLA NOMINA

In caso contrario il 65enne Cardea, originario di Salerno e con 34 anni di anzianità nel ruolo di pm, avrebbe avuto gioco facile sul 57enne Falvo, originario della provincia di Catanzaro, e  con appena 17 anni di anzianità nel ruolo. Anche in ragione di un periodo di 8 anni in cui è stato in servizio come giudice nel capoluogo calabrese. In attesa della decisione del Consiglio di Stato, sul ricorso presentato dallo stesso Csm contro quella sentenza del Tar Lazio, alcuni consiglieri avevano provato a prendere tempo. La richiesta di far tornare la pratica nella commissione competente per gli incarichi direttivi, però, ha raccolto soltanto 4 voti a favore. In 19, invece, avevano chiesto di decidere subito e in 5 avevano preferito astenersi. 

TENSIONI E POLEMICHE SULLE ANTICIPAZIONI DELLA SCELTA

Considerato il carattere non definitivo della sentenza presa a modello per il deliberato del Csm non è da escludere un secondo round davanti ai giudici amministrativi della contesa tra i due aspiranti procuratori. Laddove il Consiglio di Stato dovesse annullare l’originaria decisione del Tar Lazio, infatti, è facile prevedere un effetto a cascata. Con ripercussioni su questa e tutte le altre nomine effettuate senza riconoscere la prevalenza automatica dei candidati con più di 18 anni di anzianità nel ruolo, su quelli con un bagaglio di esperienze minore. Ad avvelenare il clima generale, poi, ci sono state le anticipazioni sull’esito del voto di ieri al Csm comparse sul quotidiano digitale “Cronache lucane”.

Stando a quanto riferito durante la discussione, infatti, Cardea si sarebbe premurato di segnalare l’accaduto a Palazzo Bachelet. Lamentando l’esistenza di una decisione già scritta, in suo sfavore. A dicembre in commissione a  esprimersi per Cardea erano stati tre togati: Domenica Miele, della corrente Magistratura democratica, Marco Bisogni, della corrente centrista Unicost, Marco Carbone, del correntone di sinistra AreaDg. A favore di Falvo, invece, si erano espressi Felice Giuffrè, laico in quota Fratelli d’Italia, Enrico Aimi, laico in quota Forza Italia, ed Eligio Paolini, togato della corrente conservatrice Magistratura indipendente.

POTENZA: L’ESPERIENZA DEL PROCURATORE CAMILLO FALVO IN “TERRA DI TRINCEA” A VIBO

Nella  delibera di nomina approvata ieri dal plenum del Csm  viene sottolineata l’esperienza del nuovo procuratore potentino, a lungo stretto collaboratore e amico dell’attuale procuratore di Napoli Nicola Gratteri, in una sede «di trincea» come quella di Vibo Valentia, «caratterizzata da una scarsa attrattività e da un costante turnover di magistrati di prima nomina». Anche in ragione di «un contesto territoriale di eccezionale complessità, caratterizzato da un grado di penetrazione della criminalità organizzata tra i più elevati a livello nazionale». Tanto che la provincia si colloca al primo posto a livello nazionale per numero di interdittive antimafia in rapporto alla popolazione. Alla base della preferenza accordata al suo profilo, poi, viene posta l’esperienza direttiva maturata, come capo di un intero ufficio giudiziario. Mentre Cardea nella domanda per il posto da assegnare ha potuto indicare soltanto quella semi-direttiva da procuratore aggiunto.

Il Quotidiano del Sud.
Potenza, Camillo Falvo nuovo procuratore capo

Autore
Quotidiano del Sud

Potrebbero anche piacerti