Cosenza, Claudia Gerini e l’arte di cambiare pelle: «Cerco l’emozione, sempre. Mi piace sorprendermi»

  • Postato il 19 febbraio 2026
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Cosenza, Claudia Gerini e l’arte di cambiare pelle: «Cerco l’emozione, sempre. Mi piace sorprendermi»

Protagonista della dodicesima edizione de “La primavera del cinema italiano – Premio Federico II”, Claudia Gerini si racconta ai nostri microfoni con la sincerità e l’energia che da sempre la contraddistinguono.


COSENZA – In Calabria arriva con un sorriso radioso e un nuovo look sorprendente. Ma soprattutto con la voglia di raccontarsi senza filtri. Alla dodicesima edizione del festival “La primavera del cinema italiano“, ideato da Giuseppe Citrigno, presidente Anec Calabria, e sostenuto dalla Calabria Film Commission nell’ambito del progetto “Bella come il cinema”, Claudia Gerini conquista il pubblico con la sua energia parlando dei ruoli che l’hanno segnata, delle sfide ancora da affrontare e di una carriera costruita oscillando con naturalezza tra commedia e dramma, sempre guidata dalla stessa fame di autenticità. L’attrice ha scelto il palco del Citrigno di Cosenza per anticipare in esclusiva un nuovo progetto cinematografico che potrebbe nascere e svilupparsi nella nostra Regione. «Ha tutte le caratteristiche per essere un progetto Made in Calabria», ha annunciato con entusiasmo affiancata dal presidente della Calabria Film Commission Anton Giulio Grande, interlocutore strategico capace di sostenere produzioni di qualità e valorizzare paesaggi, maestranze e identità locali, rendendo la regione sempre più competitiva nel panorama nazionale..

Premiata con il riconoscimento “Federico II”, Claudia Gerini riflette sul percorso già compiuto e sui progetti futuri, mostrando un legame profondo con la Calabria, terra che definisce ricca di cultura e bellezza, in cui ha recentemente interpretato una poetessa nel film dei Manetti Bros “U.S. Palmese”. Due film, due anime diverse, un’unica grande interprete: nel giro di pochi mesi, l’abbiamo vista nella commedia sentimentale “Prendiamoci una pausa” e nel dramma intenso “Fuori la verità”. La nostra intervista, realizzata prima dell’evento, scorre tra ricordi intensi, gratitudine e una determinazione che non conosce pause, catturando l’essenza di un’artista in continua trasformazione.

Claudia Gerini, nel giro di pochi mesi l’abbiamo vista prima nella commedia “Prendiamoci una pausa” e poi nel dramma “Fuori la verità”. Cosa l’ha conquistata di questi due lavori?

«”Fuori la verità” mi ha travolta. È la storia di una madre presa a schiaffi dalla verità, un personaggio che vive su un confine sottile tra commedia e dramma. Mi ha colpito proprio questa miscela di registri. È stato un film forte, anche come critica alla società di oggi. Ho amato lavorare con il regista e con Claudio Amendola, è stato un confronto intenso. Invece, “Prendiamoci una pausa” parla un po’ di tutti noi. Tornare sul set con Marco Giallini è stato bellissimo. Ho interpretato una donna dolce ma determinata. Una donna che sa cosa vuole. E quando il pubblico riempie le sale, per noi è la gioia più grande: grazie davvero a tutti».

Dopo tanti personaggi iconici, cosa cerca oggi in una sceneggiatura?

«Cerco l’emozione. Voglio personaggi che mi permettano di fare un affresco autentico a una donna da raccontare. Anche se sono negativi, devo amarli e capirli, altrimenti non potrei interpretarli. La verità è che non voglio mai ripetermi».

Claudia Gerini, c’è un ruolo che le ha cambiato la pelle, oltre che la carriera?

«Sicuramente i tre film con Carlo Verdone (“Viaggi di nozze” nel 1995, “Sono pazzo di Iris Blond” nel 1996, “Grande, grosso e Verdone” nel 2008) mi hanno dato uno sprint incredibile. Con “Viaggi di nozze” è arrivata la notorietà con Jessica. È stato un punto di svolta. E poi lavorare con Mel Gibson ne “La passione di Cristo” mi ha aperto le porte all’estero. Ogni esperienza ti trasforma».

Ha conquistato il pubblico di tutto il mondo. Dopo tanti riconoscimenti, anche a “La primavera del cinema italiano” ha ricevuto il premio Federico II, cosa porta con sé?

«Intanto spero che l’anima di Federico II, il conquistatore, mi accompagni per il resto della mia carriera. È un simbolo potente, soprattutto in una terra così ricca di storia e identità. Ogni premio, però, ha un significato ancora più profondo: vuol dire che in qualche modo hai scalfito il cuore di chi te lo assegna, che il tuo lavoro ha lasciato un segno. E questo è meraviglioso, ma è anche una responsabilità. Perché quando vieni premiata devi continuare a meritartelo, quel riconoscimento. Ti spinge a fare sempre meglio, a non accontentarti mai. Spero davvero di poter realizzare ancora tante cose belle, di continuare a emozionarmi ed emozionare. È questo, alla fine, il senso di tutto».

Il pubblico la ama anche per i personaggi sopra le righe dei Manetti Bros. Che rapporto avete?

«I Manetti Bros sono una forza della natura. Sono vitali, sorprendenti. Mi hanno fatto interpretare ruoli diversissimi: in “Ammore e malavita” ero Donna Maria, una napoletana esplosiva – e ho vinto il David di Donatello. Poi una poetessa di Palmi, poi persino una donna turca. Con loro non sai mai cosa ti aspetta, ed è questo il bello».

Se potesse parlare alla Claudia degli esordi, cosa le direbbe? E che consiglio dà ai giovani?

«Le direi di avere fiducia. Ai giovani dico sempre: studiate. Credete in voi stessi, rischiate, non abbiate paura di sbagliare. L’errore fa parte del cammino. Non si smette mai di cercare chi siamo, ma servono determinazione e preparazione».

Claudia Gerini, può anticiparci qualcosa sui prossimi progetti?

«Come vedete, ho cambiato colore per un nuovo personaggio. Inizierò a breve le riprese di “Se ami qualcuno dillo”, l’esordio alla regia di Marco Bonini. È una nuova avventura. Poi, ho in mente un progetto “Made in Calabria”. Continuo a oscillare tra dramma, commedia e – perché no – musical. Mi piace cantare, mi piace sorprendermi. Vedremo cosa cosa mi riserva al futuro. Finché ci sarà un’emozione da raccontare, io ci sarò».

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Cosenza, Claudia Gerini e l’arte di cambiare pelle: «Cerco l’emozione, sempre. Mi piace sorprendermi»

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