Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Portogallo-Spagna: Merino infrange i sogni di Ronaldo al 91', Yamal un'ombra ma la Roja va ai quarti

  • Postato il 6 luglio 2026
  • Di Virgilio.it
  • 0 Visualizzazioni
  • 3 min di lettura
Portogallo-Spagna: Merino infrange i sogni di Ronaldo al 91', Yamal un'ombra ma la Roja va ai quarti

La sfida all’immortalità avrebbe forse meritato uno spettacolo migliore perchè, diciamolo, Portogallo-Spagna è stata bruttina: Cristiano Ronaldo nel ruolo del campione uscente all’ultima recita e Yamal – l’astro più nato che nascente che quando Cristiano esordì in Nazionale, nel 2003, non era nemmeno venuto al mondo- erano le stelle più attese del derby iberico, l’ottavo più ricco di fascino, storia e campioni di questi Mondiali. Che questa Dinasty sia stata trasmessa proprio a Dallas è solo un calembour, non c’erano nè i Carrington nè J.R. e più che una soap è stata una partita a scacchi ma senza spettacolo. E’ finita con il gol in pieno recupero di Merino su assist di Ferran Torres e l’1-0 che spedisce la Roja ai quarti, dove affronterà la vincente di Usa-Belgio. L’addio ai grandi palcoscenici di Ronaldo è stato malinconico, triste, solitario y final ma il giovane Lamine è sembrato più un Balotelli postmoderno che Ronaldinho.

La gara del Portogallo

Cosa ha fatto il Portogallo per vincere e allungare il sogno del fenomeno ex Juve e Real? Tutto quello che era nelle possibilità di una squadra tecnicamente forse inferiore ma più coraggiosa, con possesso palla prolungato e fiammate improvvise che producono nel primo tempo 2-3 palle gol e anche una traversa di Nuno Mendes (con deviazione di Pedro Porro). Dopo un’oretta la nazionale di Martinez è però quasi scoppiata e ha abbassato il baricentro, sperando in qualche giocata improvvisata. C’è anche Leao ma si vede solo con un’accelerata sulla sinistra interrotta prima del cross. Si è arreso solo quando i supplementari erano a un passo.

Cosa ha fatto la Spagna per passare il turno? Meno di quello che ci si aspettava: ha sofferto psicologicamente i cugini, ha lasciato troppo spesso l’iniziativa agli avversari, è sembrata a tratti tatticamente invecchiata di 20 anni e insolitamente imprecisa sotto porta. Il risveglio solo dopo 15′ della ripresa, la svolta solo dopo i cambi di De La Fuente. E con il gol allo scadere.

La partita di Ronaldo

La last dance di Cr7 non ha lasciato segni indelebili. Il primo squillo al 10′, stop, finta e destro potente ma poco angolato: corner, il secondo al 37′ con una mezza rovesciata bloccata da Unai Simon dopo un insidioso colpo di testa di Joao Felix, poi uno scatto verso la porta prima del riposo con il provvidenziale anticipo del portiere spagnolo. E’ reattivo Cr7, lo scatto bruciante non c’è più, l’intelligenza tattica c’è ancora. Lo cercano i compagni, lo cerca e lo trova Joao Felix al 59′ e lui, seppur defilato, ci arriva in acrobazia ma non può avere forza nel tiro. Poi scompare.

La partita di Yamal

Un tempo passato più a scivolare sull’erba che a inventare magie per Lamine: una conclusione deviata da un ispirato Diogo Costa e un tiro sballato di sinistro, per giunta in fuorigioco, le sole tracce nel primo tempo con tanti palloni persi. Stessa storia a inizio ripresa: non entra un dribbling, non riesce una giocata. Un incubo per lui Nuno Mendes, che lo ha anticipato sistematicamente nell’ora scarsa in cui è rimasto in campo prima di alzare bandiera bianca per un problema muscolare. Con l’ingresso di Semedo, destinato a francobollarlo, Lamine recupera verve e qualche colpo, compresa una punizione deviata in angolo dal portiere senza troppi affanni. Di tutte le stelle più attese ai Mondiali – da Messi a Mbappè, da Kane a Haaland – è sicuramente quello che finora ha deluso di più. Un cartellone bipartisan sugli spalti mostrava le foto dei due fuoriclasse, Ronaldo the legend vs Yamal the future. Indovinato. Perchè il presente, almeno oggi, non è di nessuno dei due.

Autore
Virgilio.it

Potrebbero anche piacerti