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Portofino, si sperimenta il controllo dei turisti con l’uso dei droni: “Esportabile in altre città”

  • Postato il 26 giugno 2026
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  • Di Genova24
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Portofino, si sperimenta il controllo dei turisti con l’uso dei droni: “Esportabile in altre città”

Portofino. Sarà l’azienda toscana MBF, a monitorare il flusso dei turisti a Portofino con l’impiego di droni, collegati a  uno software di analisi in tempo reale a disposizione della polizia locale.  Il progetto, nato grazie all’idea dell’imprenditore pratese Simone Monti, ha come obiettivo quello di sorvegliare l’afflusso dei visitatori durante i periodi più affollati.

L’accordo siglato con il sindaco del borgo genovese Matteo Viacava, è  il proseguimento di un piano che  la ditta toscana  sta attuando in altre città. Il sistema, che prevede un drone con raggio operativo di 8 chilometri sull’area del Tigulio, permetterà di puntare l’occhio della telecamera sulle zone più frequentate e a trasmettere i dati a una cabina di regia in dotazione alla Polizia locale.

“Introdurre questo nuovo sistema di sorveglianza attraverso dei droni, è per noi motivo di orgoglio, soprattutto se siamo scelti da un comune quale Portofino, una delle perle turistiche della nostra nazione – ha commentato lo stesso Simone Monti – Abbiamo ricevuto richieste da molte città italiane alle quali presenteremo entro la fine del 2026 le attività di videosorveglianza con i droni.  Ci sono piccoli paesi, dove l’impiego di agenti locali, inferiore nettamente al numero di turisti, non basta per avere un controllo completo del territorio. Ecco – continua Monti- con i droni che mettiamo a disposizione siamo da supporto a Polizia Locale e forze dell’ordine:  avranno un ausilio per contrastare l’inquinamento ambientale e il crescente fenomeno dell’abbandono dei rifiuti, oltre ad avere un occhio sulle attività legate alla microcriminalità“.

Un “test” destinato a sollevare polemiche e riflessioni, soprattutto sulla gestione e il trattamento dei dati raccolti: benché vengano destinati all’uso della polizia locale, ad operare il drone resta una azienda privata, mentre l’elaborazione dei dati sensibile è affidata all’intelligenza digitale, sviluppata anche in questo caso da privati. E poi discussione sul tipo e modello di sicurezza a cui si vuol far riferimento: se potrà sorvegliare ed eventualmente documentare illeciti, diventandone anche un deterrente, restando nel campo della criminalità, ad oggi il drone è uno strumento incapace di controllare, per esempio, l’avvenuto rilascio degli scontrini da parte dei commercianti, o la regolare compilazione della dichiarazione dei redditi, per contrastare l’evasione fiscale, che con i i suoi circa 100 miliardi di contributi non pagati all’anno, resta la vera piaga sociale del nostro paese.

Autore
Genova24

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