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Porti, PD: “Pseudo-riforma, impostazione centralista e danno per il sistema locale”

  • Postato il 8 maggio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Porti, PD: “Pseudo-riforma, impostazione centralista e danno per il sistema locale”

Liguria. “Se il viceministro Rixi dice di sorridere davanti alle nostre proposte, noi piangiamo davanti alle sue. Non si tratta di propaganda, ma di una lettura puntuale di una pseudo-riforma che, nonostante alcuni aggiustamenti, continua a mantenere un’impostazione centralista, che penalizza i territori e riduce la capacità decisionale delle Autorità di sistema portuale e degli enti locali”.

Così dichiarano il segretario del PD Liguria Davide Natale e il responsabile economia segreteria PD Liguria Matteo Bianchi, commentando le dichiarazioni di Rixi sulla riforma dei porti che andrà in discussione in Parlamento.

“Si sta creando un carrozzone costoso e inutile, che nessuno nei territori ha chiesto e che rischia di drenare risorse e personale dalle Autorità portuali per alimentare una nuova struttura centrale. Una riforma costruita senza un vero confronto preventivo con il sistema portuale, con gli operatori e con gli enti coinvolti. Si è scelto di non discutere l’impostazione della norma, limitandosi a chiedere ora, una volta che il dado è tratto, contributi per migliorarla”.

“A nostro parere un esercizio impossibile. Impossibile intervenire su un impianto che resta profondamente sbagliato. Anche dopo la riduzione del capitale della società Porti d’Italia da 500 milioni a 10 milioni — una scelta drastica sulla quale nessuno ha ancora spiegato le ragioni di questo cambiamento di fatto sbugiardando la versione iniziale — resta intatta la volontà di centralizzare una parte rilevante delle entrate oggi gestite dalle Autorità di sistema portuale”.

“Risorse che fino a oggi rimanevano sui territori e venivano utilizzate per realizzare opere, interventi e infrastrutture previste nei piani triennali delle Autorità. Le tasse sulle merci imbarcate e sbarcate, così come le entrate derivanti dalle autorizzazioni per le operazioni portuali, oggi restano nei bilanci delle Autorità e servono a finanziare attività e investimenti locali. Con questa riforma, invece, quelle risorse verrebbero trasferite alla società Porti d’Italia”.

“È un’impostazione che svuota i territori di competenze e autonomia, nel completo silenzio da parte del presidente Bucci. Non si ascoltano gli stakeholder del cluster portuale, non si valorizzano le specificità dei singoli scali e si impone una riforma centralista di cui nessuno sentiva il bisogno. Una risposta sbagliata all’esigenza di un maggiore coordinamento tra i diversi porti. La nostra portualità ha bisogno di investimenti, programmazione e autonomia coordinata, non di un nuovo contenitore vuoto che sottrae risorse ai territori”, concludono Natale e Bianchi.

Autore
Il Vostro Giornale

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