Porti di Savona-Vado, la rada dei record che non vuole farsi “fregare” da Genova
- Postato il 31 maggio 2026
- 0 Copertina
- Di Il Vostro Giornale
- 0 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
Savona-Vado Ligure. Capita, quasi per caso, di dare uno sguardo dall’alto alla rada di Vado. La combinazione del momento mette nello stesso sguardo una portacontainer, una petroliera e un traghetto giallo, mentre si sta allontanando una nave da crociera di Costa.
Tanta roba, dunque. È l’occasione per parlare della nostra economia del mare tra bilanci, dubbi, prospettive e l’eterna attenzione a non farsi “fregare” dai genovesi.
Parliamo intanto di giganti del mare, alcuni da record, come le portacontainer che attraccano alla piattaforma Maersk, 400 metri di lunghezza e capacità di carico di 22 mila Teu.
Altrettanto si può dire per le gigantesche petroliere che scaricano al campo boe della Sarpom, con deposito costiero a Quiliano. La Sarpom, che ha una raffineria a San Martino di Trecate alimentata col greggio in arrivo da Vado tramite oleodotto, è di proprietà della Socar, colosso dell’Azerbaigian che ha acquisito nel tempo marchi importanti come Ip e Api.
Queste petroliere sono diventate purtroppo famose dopo il fallito attentato del febbraio 2025 alla Seajewel, mai chiarito del tutto ma attribuito, secondo la versione più accreditata, ai servizi segreti dell’Ucraina, che la ritenevano una nave ombra russa utilizzata per aggirare l’embargo. Furono agganciati allo scafo, sotto la linea di galleggiamento, due ordigni che scoppiarono producendo danni ingenti, ma per fortuna senza squarciare lo scafo, perché altrimenti sarebbe stato un disastro ecologico senza precedenti, così vicino alla costa.
I traghetti della Corsica Ferries, tanto familiari, non sono da record nelle dimensioni, anche se proprio la settimana prossima entrerà in linea la Mega Serena, lunga 200 metri. Anch’essa comincia a essere un bel bestione.
Restando nel campo del trasporto passeggeri si presentano da sole le navi di Costa Crociere, un’eccellenza, oltre che un bel vedere, con approdi “di proprietà” a Savona. In questo caso c’è anche chi sostiene (chi scrive appartiene a questa corrente di pensiero) che il rapporto costi/benefici con la città potrebbe essere frutto di una, seppur amichevole, trattativa con Costa. Tra vecchi amici ci si può intendere.
C’è poi da considerare un settore forse troppo trascurato, quello dei megayacht. Si tratta di barche dai 30 ai 50 metri circa. Spiega Lele Bellando, contitolare del Club Nautico, in piazzetta d’Alaggio: “Non penso tanto agli armatori quanto all’equipaggio, presente tutto l’anno e con una capacità di spesa molto elevata, senza contare il lavoro dell’indotto, ad esempio per la manutenzione. Ciascuna di queste barche, insomma, è una piccola azienda, forse importante come quelle per cui si invocano giustamente ogni giorno le tutele sindacali”.
Ma come siamo messi in questo settore? Intanto bisogna giustamente tutelare i posti barca dei savonesi, come quelli di Assonautica, Lega Navale e associazioni di promozione nautica. Fatto questo, che è una priorità, occorre trovare posto, volendo, per i megayacht.
Con l’abbattimento totale delle Funivie si sarebbe aperto uno spazio considerevole, ma è intervenuta la Soprintendenza e l’ipotesi è tramontata. Sarebbe comunque ancora possibile trovare un certo numero di approdi grazie al nuovo waterfront di levante, a cui si sta lavorando proprio in questi giorni, con il molo sottoflutti nella zona della Margonara. Vedremo.
Torniamo, per concludere, da dove eravamo partiti, cioè quel colpo d’occhio dall’alto che gratifica l’ego di noi savonesi. Non siamo né a Barcellona né a Marsiglia, ma sopperiamo con la qualità e le condizioni di banchine e accosti per navi container, traghetti, campi boe, assieme a servizi specialistici e collegamenti stradali e ferroviari.
Molto dipenderà dal nuovo piano regolatore del porto, in preparazione proprio in questo periodo, contando sul fatto che il presidente Matteo Paroli, a differenza dei suoi predecessori, ha dimostrato nei fatti di tenere in giusta considerazione le esigenze di Savona-Vado, a cominciare col prevedere in bilancio risorse adeguate.