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Ponti cittadini, dal Comune “cerotto” da 1 milione per giunti e appoggi. Ferrante: “Per interventi emergenziali”

  • Postato il 6 giugno 2026
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  • Di Genova24
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Ponti cittadini, dal Comune “cerotto” da 1 milione per giunti e appoggi. Ferrante: “Per interventi emergenziali”

Genova. Il 30 giugno si concluderanno le ispezioni del Comune di Genova sui 673 viadotti e impalcati della viabilità cittadina – una cifra più alta di quella di qualsiasi altra grande città – ma già si stima che il 30% di quei ponti abbia problematiche strutturali tali da imporre un monitoraggio e, probabilmente, interventi di manutenzione.

In questo quadro, negli ultimi mesi, l’amministrazione ha emesso e continua a emettere diverse ordinanze di chiusura o limitazione di alcuni impalcati proprio per il rischio di cedimenti: recentemente in via Fea, al Biscione, per cui è stato necessario modificare il percorso della linea Amt ma altre due ordinanze scatteranno la prossima settimana in Valpolcevera e a Ponente.

È in questo contesto che, su proposta dell’assessore a Lavori pubblici e manutenzioni Massimo Ferrante, la giunta comunale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per interventi di sostituzione urgente di appoggi e giunti impalcati stradali su alcune infrastrutture viarie del territorio cittadino. Si tratta di un accordo quadro da poco meno di un milione di euro che consente di sveltire le procedure di assegnazione dei lavori da parte della direzione Opere pubbliche per eseguire gli interventi in tempi stretti.

“Si tratta di un’operazione destinata a tamponare situazioni emergenziali – spiega Ferrante – e che riguarda infrastrutture strategiche cittadine come corso Europa, il nodo di San Benigno, la sopraelevata Aldo Moro, intervenire in maniera puntuale per sostituire magari un giunto o sistemare un supporto in modo da non essere obbligati a pubblicare ordinanze di limitazioni o chiusure soprattutto sulle strade principali”.

Il provvedimento rientra nel programma di manutenzione straordinaria delle opere infrastrutturali promosso dall’amministrazione comunale con l’obiettivo di incrementare gli standard di sicurezza, preservare l’efficienza strutturale dei manufatti e assicurare la piena funzionalità della rete viaria urbana.

Le lavorazioni saranno pianificate in modo da limitare il più possibile l’impatto sulla circolazione e verranno eseguite secondo criteri di priorità definiti sulla base delle verifiche tecniche effettuate dagli uffici competenti.

“Non ci nascondiamo dietro a un dito – continua l’assessore Ferrante – quando ultimeremo le ispezioni dei 673 impalcati, cosa che riusciamo a fare grazie a 4 milioni concessi dall’autorità portuale per le infrastrutture di collegamento al porto, e per cui aspettiamo ancora 5 milioni dalla Regione Liguria, poi dovremo trovare le risorse per il monitoraggio di oltre 200 ponti, secondo le prime stime, nonché i soldi per rimetterli in sicurezza”. Al momento a bilancio sono stanziati 10 milioni per la seconda fase.

In un recente passato lo stesso assessore, citando le stime degli uffici comunali, aveva parlato di 1,8 miliardi necessari per mettere in sicurezza ponti, viadotti e impalcati della città di Genova secondo le normative stabilite da Ansfisa.

“Dobbiamo tenere conto di tutto quello che sta intorno a un impalcato – aveva già spiegato Ferrante -. Se ad esempio lavoriamo su una pila, probabilmente bisogna sbancare il terreno e lì sotto ci saranno sottoservizi, rii, dislivelli da bypassare. Tenendo conto di tutte le possibili interferenze e delle opere accessorie, abbiamo fatto questa proiezione in cinque anni che ci porta abbondantemente sopra il miliardo di euro. I calcoli che avevamo fatto erano per difetto. Insomma, il lavoro è immenso e sarà difficile spiegarlo ai cittadini e forse si sta sottovalutando questo problema”.

Genova è un unicum a livello nazionale – conclude Ferrante – il ministero aspetta il 30 giugno le risultanze delle ispezioni, il problema è che ci sono le linee guida ma non le risorse economiche. Se fossimo un Comune con qualche decina di ponti, ci potremmo arrangiare. Ma con 673 strutture un intervento complessivo è fuori dalle possibilità di un’amministrazione”.

Autore
Genova24

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