Ponte della Darsena di Savona chiuso da un mese, i commercianti: “Così siamo isolati e i nostri incassi si sono dimezzati”
- Postato il 29 settembre 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. “Dovevano essere dieci giorni di chiusura, siamo arrivati a un mese. Non abbiamo nessuna informazione e non sappiamo come organizzarci. Intanto i nostri incassi si sono dimezzati“. Il grido d’allarme arriva dai commercianti del Civ Darsena di Savona per la chiusura da un mese (oggi 28 giorni) del ponte mobile della Darsena.
La chiusura del ponte era prevista ma sarebbe dovuta durare solo dieci giorni (dal 1 all’11 settembre) per “consentire lo svolgimento di una serie di interventi di manutenzione ordinaria, programmati con cadenza annuale”. La chiusura è stata prorogata – ha riferito ieri Autorità Portuale in una nota – perchè è stata riscontrata “un’anomalia in una componente essenziale del sistema di movimentazione”.
“Con la nota – evidenziano i commercianti – non ci viene fornita nessuna informazione aggiuntiva rispetto a quelle che avevamo già. Non sappiamo cos’è successo e quanto rimarrà chiuso, continuiamo a non sapere come organizzarci. Sono parole già lette. Chiediamo di lasciarlo aperto per i pedoni“.
Una decina di giorni fa il Civ, tramite l’avvocato, ha scritto una lettera sia al Comune che ad Autorità Portuale per chiedere riscontro ufficiale sul problema e i tempi di risoluzione riservandosi eventualmente di valutare una richiesta danni dovuta ai mancati incassi.
Il blocco prolungato è arrivato nei periodi di maggiore afflusso: “Ci hanno messo in ginocchio – continuano dal Civ Darsena – settembre è un mese di lavoro e non è mai stato caldo come quest’anno. I primi 10 giorni vedevamo gli operai lavorare, poi più nulla e nessuno ci ha fatto sapere niente per quattro settimane. Noi gli obblighi li osserviamo, tra due giorni scadono la tassa del suolo pubblico e la Tari e noi paghiamo. Il Comune ci aiuti“.
La situazione crea disagi anche alle persone disabili o agli anziani: “Per aprire un locale ci sono tante restrizioni per rispettare l’assenza di barriere architettoniche, ma questa è la più grande barriera che ci possa essere – sottolineano – il giro dall’altra parte è molto più lungo, penso a chi ha mobilità ridotta ma anche agli anziani”.
“Savona e la Darsena hanno potenzialità, ma come si fa ad avere velleità turistiche se poi si gestiscono i problemi in questo modo?“, concludono amareggiati.