Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Pogacar vuole cancellare Pantani e il record del 1997: sull’Alpe d’Huez l’ultimo pezzo d’Italia, è la tappa giusta (virus permettendo)

  • Postato il 24 luglio 2026
  • Di Virgilio.it
  • 0 Visualizzazioni
  • 3 min di lettura
In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

Pogacar vuole cancellare Pantani e il record del 1997: sull’Alpe d’Huez l’ultimo pezzo d’Italia, è la tappa giusta (virus permettendo)

L’ultimo pezzo di Italia è lì in cima all’Alpe d’Huez, un pezzo che porta il nome di Marco Pantani e della sua clamorosa impresa siglata il 19 luglio del 1997. Oggi però Tadej Pogacar ha l’occasione per prendersi anche quel primato, è la tappa giusta per farlo, tutti gli indizi puntano in quella direzione.

Il record di Pantani nel 1997

Un ultimo pezzo di Italia. Il ciclismo è sempre stato uno sport che ha visto il tricolore sventolare alto. Sono tanti gli eroi azzurri che hanno fatto la storia, ma quello che forse è rimasto nel cuore più di tutti è Marco Pantani. La sua è una storia tragica ma fatta anche di imprese eroiche. E nel 1997 scrive una pagina che è davvero difficile dimenticare. Qualche mese prima si è messa di mezzo la solita sfortuna, nella tappa che porta al Valico di Chiunzi un gatto attraversa la strada proprio mentre sta passando il Pirata, caduta e addio sogni rosa. E’ il 24 maggio.

L’infortunio è pesante ma Marco torna in gara al Tour de France, la condizione è decisamente lontana da quella dei giorni migliori. Ma il 19 luglio lo spirito dello scalatore si risveglia in una tappa epica, Marco spiana l’Alpe d’Huez e fa registrare il record che rimane ancora imbattuto in 36 minuti e 55 secondi. Ma sul crono come in tutte le grandi storie c’è anche un giallo: c’è chi attribuisce il primato al Pirata per la scalata nel 1995 (36″40), il motivo è semplice. I riferimenti di oggi non sono come quelli di un tempo e il punto di inizio della salita è stato un riferimento a volte variabile.

Il rapporto del Pirata con l’Alpe d’Huez

Per molti si tratta della salita più brutale che si affronta nei grandi giri, Marco Pantani aveva un’affinità unica con l’Alpe d’Huez (come quella con il Mortirolo). Sono solo 24 le corse vinte in carriera ma due proprio su questa mitica ascesa. Nel 1997 in molti non lo inseriscono neanche tra i potenziali pretendenti e l’inizio della salita è complicata per Marco che scivola un po’ indietro ma con il passare dei metri, trova ritmo e sicurezza. E mette tutti alla corda. La maglia a pois Virenque molla il colpo, poi tocca al dominatore di quel Tour, Jan Ullrich, arrendersi. Il Pirata si fa strada tra due ali di folla, c’è anche chi lo tocca e magari lo rallenta. Mani basse sul manubrio, sempre sui pedali: un’immagine che resta indelebile per milioni di appassionati.

Pogacar: tra virus e la voglia di record

E’ la tappa giusta. Il record di Marco Pantani potrebbe cadere proprio oggi sotto i colpi del fenomeno sloveno Tadej Pogacar. Nel corso degli anni la tecnologia è cambiata moltissimo, a quasi 20 anni di distanza le bici hanno avuto un’evoluzione clamorosa che consente ai corridori di andare molto più forte che in passato. Ma tra le ragioni che potrebbero potare al nuovo record c’è anche il disegno della tappa odierna. Solo 127 chilometri da percorrere, due Gp della montagna a inizio percorso, uno di seconda categoria a circa 30 dall’arrivo. Tutti gli sforzi possono essere concentrati sull’Alpe d’Huez (che tornerà protagonista anche domani in una tappa brutale). Lo sloveno può dare l’assalto al record di Pantani sembra che il virus che sta girando nella UAE non sia arrivato anche a lui nonostante le misure di sicurezze messa a punto negli ultimi giorni. Tadej è pronto a riscrivere la storia, ma il ricordo di Pantani resta sempre indelebile.

Autore
Virgilio.it

Potrebbero anche piacerti