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Pogacar stavolta ha sfidato se stesso: "Pazzesca l'atmosfera sull'Alpe d'Huez". Rubio si schianta contro l'ammiraglia UAE

  • Postato il 24 luglio 2026
  • Di Virgilio.it
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In sintesi

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Pogacar stavolta ha sfidato se stesso: "Pazzesca l'atmosfera sull'Alpe d'Huez". Rubio si schianta contro l'ammiraglia UAE

Non pensiate che Tadej Pogacar abbia voluto esagerare: non ne ha bisogno, ha già tutto quello che un ciclista potrebbe desiderare. Ma una vittoria sull’Alpe d’Huez è qualcosa che consacra chiunque nella leggenda: mancava nella collezione del fuoriclasse di Komenda, e quale migliore occasione per colmare la lacuna. Avrebbe potuto aspettare domani, visto che si transiterà sempre sulla salita più iconica delle Alpi francesi, ma del domani non v’è certezza ed è sempre meglio raccogliere l’uovo oggi piuttosto che una gallina domani. E poi c’era anche un record da abbattere, quello appartenuto per 31 anni a Marco Pantani. Altri tempi, altro ciclismo, altre biciclette: un minuto e 23 secondi in meno di scalata. Irreale è dir poco.

Tadej e una giornata “speciale”: “Non avevo scelta…”

Quel record Pogacar l’ha frantumato con una naturalezza strabiliante. È la ragione per la quale dopo appena un chilometri dei 13 di ascesa ha deciso di liberarsi della compagnia degli altri uomini di classifica. S’è capito immediatamente che quello che stava accelerando non era un corridore interessato a guadagnare secondi sugli avversari, quanto piuttosto un ciclista pronto a sfidare sé stesso e una leggenda come Pantani.

“Vincere qui è molto bello, in tutta la salita ho avvertito un’atmosfera pazzesca, davvero pazzesca. Devo ringraziare il mio team perché ha fatto una corsa perfetta e oggi ho voluto vincere anche per i miei compagni. Siamo andati a tutta sin dalla prima salita, sapevamo che la fuga era composta da gente di valore e non potevamo fare altrimenti.

Quando Grosschartner col suo forcing ha cominciato a far saltare diversi corridori ho capito che era il momento di andare: avevo gambe buone, pochi avrebbero potuto seguirmi. C’ho provato e a quel punto non avevo più alternativa, se non quella di andare dritto fino al traguardo, provando a riprendere i fuggitivi. Adam Yates mi ha dato un bel boost morale a metà salita, sono felice che si sia ripreso dopo la cronometro. Alla fine Martinez, Kuss e Carapaz hanno giocato un po’ troppo tra di loro e questo mi ha aiutato”.

Un altro capolavoro, “ma domani si lavora per Del Toro”

Pogacar ha aggiunto il suo nome nell’albo d’oro della salita per eccellenza del Tour de France. Qualcosa che rende immortali a prescindere: pensate a un Giuseppe Guerini, vincitore nel 1999 con tanto di “brivido” finale (era in fuga e un tifoso lo fece cadere a poche centinaia di metri dall’arrivo, solo per provare a scattargli una foto), o a un Roberto Conti, vincitore nel 1994, gente di cui ancora oggi si ricordano le imprese sulla montagna tanto cara a Fausto Coppi, che qui vinse il primo arrivo in quota nel 1952.

Domani peraltro si replicherà, ma Pogacar ha in serbo di non fare nuovamente il cannibale: Domani si lavora per Del Toro, assicurandoci che prenda la maglia bianca e un bel posto sul podio. La mia giornata per vincere era quella di oggi, domani sarà una tappa più lunga e sfiancante”.

Evenepoel sempre solido, Seixas rischia il fuorigiri

La rimonta di Pogacar, capace di mangiare oltre 3’ a Carapaz e Martinez in poco più di 10 chilometri, è la cartolina che ribadisce la superiorità netta dello sloveno. Chissà come avrebbe risposto Vingegaard se fosse stato ancora della partita, ma almeno si può dire che la lotta per il podio s’è mantenuta accesa, con Evenepoel che s’è difeso alla grande ed è sempre più solido in seconda posizione (staccato 7’11”) e Del Toro che ha guadagnato appena 3 secondi su Seixas, nonostante il francese abbia ammesso di aver fatto una fatica bestiale per reggere le ruote dei migliori. “Una delle peggiori giornate che ho avuto in bici, perché nel finale le gambe proprio non giravano. Ho limitato i danni, spero solo di poter recuperare le energie per domani”.

Chiaro che se Del Toro avrà in appoggio anche Pogacar (e lo avrà, perché Tadej non è il tipo da rimangiarsi la parola) è complicato pensare di andarlo ad attaccare. “Domani mi aspetto ancora battaglia, proprio come c’è stata oggi”, le parole del messicano. Che da gregario vede un podio clamoroso stagliarsi sullo sfondo: potenza di una UAE che non conosce rivali.

Rubio sbatte contro una vettura “frenata” dai tifosi

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Invero però un’ammiraglia della formazione mediorientale è stata sfortunata e involontaria protagonista della pagina più nera di giornata: costretta a inchiodare per evitare di investire alcuni tifosi, evidentemente un po’ imprudenti (le immagini TV hanno spesso mostrato la fatica fatta da corridori e mezzi al seguito per farsi largo tra la tantissima gente accorsa per la due giorni sull’Alpe d’Huez), ha finito per diventare una trappola per Einer Rubio, corridore della Movistar, che ha impattato violentemente con il portellone posteriore della vettura ed è caduto a terra tramortito.

Inevitabile il ritiro dalla corsa per il colombiano, che era tra gli uomini che hanno animato la fuga di giornata. Un incidente che getta ombre sulla gestione dell’ordine pubblico e di cui qualcuno dovrà rispondere civilmente e (forse) anche penalmente.

Autore
Virgilio.it

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