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Pogacar fischiato per eccesso di superiorità: "Qui buu mi hanno caricato...". E scoppia la polemica sugli alberghi

  • Postato il 15 luglio 2026
  • Di Virgilio.it
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In sintesi

Durante una tappa del Giro nella regione del Massiccio Centrale, Tadej Pogacar ha affrontato una reazione negativa dal pubblico, con fischi provenienti dagli spettatori lungo il percorso. Il corridore sloveno ha rivelato che questi momenti di ostilità lo hanno motivato ulteriormente a performare al massimo. Parallelamente, è emersa una controversia riguardante le condizioni alloggiative della carovana ciclistica, con critiche ironiche apparse sui social media relativamente alle strutture disponibili nella zona.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Pogacar fischiato per eccesso di superiorità: "Qui buu mi hanno caricato...". E scoppia la polemica sugli alberghi

È un paradosso del mondo dello sport, non il primo e nemmeno l’ultimo: un dominatore seriale diventa improvvisamente “indigesto” anche a chi, solo un attimo prima, era tutto intento a idolatrarlo e incitarlo come si conviene con ogni corridore. Ma Tadej Pogacar suo malgrado ha oltrepassato il limite: talmente forte e dominante che a tifosi e appassionati è andato a stufo, tanto che dagli applausi e le urla di incitamento s’è passato direttamente ai fischi. E su quei fischi, sentiti nitidamente in corsa, il fuoriclasse sloveno ha detto di aver costruito l’ennesima impresa, anche se ormai nel suo caso si dovrebbe parlare di pura normalità.

Pogacar più forte dei fischi: “Onorata la maglia gialla”

L’aveva studiata nei minimi dettagli, come ha affermato dopo la tappa. “Oggi in Francia è un giorno speciale, perché ricorre l’anniversario della presa della Bastiglia, e da tempo aveva segnato questa frazione sul calendario”, c’ha tenuto a dire Pogacar. “Qui a Le Lorian nel 2023 Vingegaard mi aveva staccato, dunque sentivo di avere un conto in sospeso. Nell’ultimo chilometro ero a tutta, ho fatto una fatica bestiale, anche perché avevo davvero le gambe distrutte. Non sapevo se avrei resistito nelle ultime rampe, ma è andata bene e me la godo tutta.

Il mio grazie va alla squadra, ma anche a tutti i tifosi che mi hanno sostenuto a bordo strada, dove ho potuto respirare un’atmosfera fantastica. E a dire il vero ce ne sono stati tanti che mi hanno pure fischiato e fatto tanti “buuu”: beh, sappiano che mi hanno dato ancora più forza per andare da solo al traguardo. Volevo onorare la maglia gialla in una giornata che per i francesi non è come le altre, per questo ho esultato indicandola dopo l’arrivo”.

Lecita è la domanda: come si può criticare un corridore dopo un’altra impresa di simile portata? Al netto della straordinaria superiorità dimostrata, pensare che si possa fischiare un fuoriclasse generazionale come Pogacar solo perché intento a fare il suo lavoro è qualcosa che si fatica a comprendere. E chi ha fischiato dovrebbe porsi più di una domanda sul perché ha sfidato il caldo di questa torrida estate per scadere tanto in basso.

Lipowitz non aspetta Evenepoel: la faida continua

Per il resto, la prima frazione della seconda settimana, oltre a ribadire l’egemonia incontrastata di Pogacar, ha detto che in casa Red Bull l’aria è piuttosto frizzantina, con Lipowitz che ha deciso di non aspettare Evenepoel, andato in crisi nel tratto vallonato prima di rientrare con grande caparbietà in discesa.

“Quando mi hanno detto che Remco si era staccato ho smesso di tirare e sono rimasto a ruota di Vingegeaard, sperando che Evenepoel potesse rientrare, come poi è effettivamente successo. Bisogna lottare per il secondo posto, quella è l’unica cosa che conta: bene che Remco non abbia perso terreno, io posso solo dire di stare bene e di essere convinto di poter fare ancora meglio”.

Da segnalare anche l’ottimo terzo posto di Seixas, che per essere al primo Tour in carriera si sta disimpegnando decisamente bene. Mentre Del Toro stavolta ha pagato il lavoro fatto per Pogacar, perdendo 91 secondi e scendendo al settimo posto.

Alberghi inadeguati: i corridori dormono… in terrazza

Al Tour invero di problemi ce ne sono tanti, a partire da quelli logistici. Perché adesso è scoppiato un nuovo caso: molte delle strutture ricettive che l’organizzazione ha destinato a squadre e corridori sono finite sul banco degli imputati per la loro inadeguatezza, con tanto di recensioni ironiche (ma neanche troppo) che hanno finito per riaccendere polemiche mai sopite.

Perché Magnus Cort Nielsen (Uno-X Mobility) già due anni fa aveva “denunciato” l’inadeguatezza di una struttura nei pressi di Le Lorian, al punto da essersi visto costretto a dormire in terrazza, perché farlo all’interno di stanze sporche, con muffa, insetti e ragnatele (e senza aria condizionata) non era la cosa più consigliata del mondo.

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I fratelli Johannessen hanno fatto lo stesso, e anche gli Alpecin (la squadra di van der Poel) ha dovuto fare i conti con un appartamento di bassissimo livello, recensito con tutti i particolari sui propri profili social. Vero è che in alcune zone al Tour è impossibile accontentare tutti i team, tanto che a giro le squadre vengono ospitate in hotel da due, tre o quattro stelle. Ma alcune strutture non sono realmente degne di una corsa come il Tour.

Autore
Virgilio.it

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