Pogacar è già sui rulli e ci scherza su: "Non era il settembre che avevo immaginato...". Van der Poel, rotta sul mondiale
- Postato il 16 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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Non sentirà la brezza di qualche vento che arriva da Nord, e tantomeno negli occhi avrà i colori comunque accecanti delle foglie ingiallite d’autunno riflesse sul sole, ma Tadej Pogacar di starsene buono sul divano proprio non ne voleva sapere. E a pochi giorni dalla partenza per il Canada, dove ricoprirà il ruolo di “capitano non corridore” della selezione slovena impegnata in quello che avrebbe dovuto essere il “suo” mondiale, il fuoriclasse della UAE ha mostrato una foto nella quale si fa apprezzare nuovamente sui rulli, pronto ad allenarsi in casa in attesa di poterlo tornare a fare tra qualche settimana anche sulle strade monegasche e dintorni.
- Il ritorno in sella (anche se solo a casa) di Pogacar
- Van der Poel, in Lussemburgo un test verso Montreal
Il ritorno in sella (anche se solo a casa) di Pogacar
Pogacar vuole accelerare, ma che nessuno s’illuda che possa farlo allo scopo di rientrare già nella stagione 2026. Che per lui è terminata con la terribile caduta dell’ottava tappa della Vuelta, tradito da un oggetto metallico presente a bordo strada. Tadej però, dopo un paio di settimane di convalescenza dovute all’operazione per ricomporre la frattura scomposta alla clavicola, è tornato almeno ad allenarsi attraverso la piattaforma MyWhoosh, con la quale fino alla fine di novembre collaborerà mettendo ogni settimana un nuovo allenamento in rete, così da poter condividere i segreti della sua preparazione con tanti appassionati.
“Non era proprio il mese di settembre che avevamo immaginato, ma intanto che bello tornare in sella”, ha commentato sui social lo sloveno, che a Montreal sarebbe stato l’uomo da battere, e che invece dovrà sforzarsi di restare a guardare compagni di nazionale, di squadra e colleghi di altre nazioni darsi battaglia per accaparrarsi quella maglia iridata che nelle ultime due stagioni è stata sempre sulle spalle di Tadej (salvo quando era vestito di giallo al Tour o di rosso nella prima settimana della Vuelta, e più in generale in tutte le brevi corse a tappe dove indossava la maglia di leader).
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Intanto la corsa verso il mondiale si fa sempre più affollata di pretendenti. Con Mathieu van der Poel che dopo aver deciso di virare su Montreal (inizialmente non era prevista la sua presenza) parteciperà al Giro di Lussemburgo per provare la gamba. “Penso sia la gara migliore per potermi testare e capire davvero a che punto sono”, ha spiegato l’olandese. Che potrebbe ricoprire il ruolo di underdog, pensando ai favoriti Evenepoel, Van Aert (ma bisogna capire chi dei due si sacrificherà per l’altro), Del Toro e Seixas, e con Pidcock, Carapaz, Mas, Skjelmose, McNulty e Pedersen come possibili carte alternative.
Senza dimenticare gli italiani, che pure non sanno più come si vince un mondiale da 18 anni (il digiuno più lungo di sempre: vero è che da Binda del 1932 a Coppi del 1953 passarono 21 anni, ma dal 1939 al 1945 la guerra fermò la corsa, quindi le edizioni consecutive senza successi furono 14). Ciccone e Pellizzari proveranno a giocare le loro carte, così come Bettiol, con Trentin confermato come regista. Ci sarà anche Lorenzo Mark Finn, alla prima assoluta in una corsa iridata con i grandi (dopo i due titoli mondiali vinti tra Juniores e Under 23 nelle passata edizioni), e poi Scaroni, Cattaneo e Piganzoli.