Pogacar adesso vuole la Vuelta: "Tra due settimane decido". Poi penserà alla tripletta Giro-Tour-Vuelta in un anno
- Postato il 28 luglio 2026
- Di Virgilio.it
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L’incoronazione è un concetto totalizzante quando di mezzo ci va Tadej Pogacar. Che a detta di tutti è davvero il più grande fuoriclasse che la storia del ciclismo abbia mai raccontato. Talmente grande che per lui ormai si sprecano aggettivi, inseguendo pure nuovi orizzonti che potrebbero spalancagli le porte dell’immortalità agonistica, e non solo. Tanto che adesso l’asticella potrebbe continuare ad alzarsi, tra chi lo vede ad alto livello per altri 3-4 anni e chi si aspetta di vederlo infrangere ogni tipo di record possibile che esiste sul suolo terrestre.
- Per Armstrong è il GOAT, Hinault lo vede al top
- Tentazione Vuelta: e se Pogi decidesse di andare?
- Il grande sogno: la tripletta dei GT nell'anno solare
- Merckx sicuro: "Tadej è l'unico che può farcela"
Per Armstrong è il GOAT, Hinault lo vede al top
Il quinto Tour messo in bacheca, col settimo podio conquistato in altrettante partecipazioni, ha permesso a Pogacar di agganciare nell’albo d’oro mostri sacri come Anquetil, Merckx, Hinault e Indurain. Tra un anno lo sloveno ripasserà da queste parti per provare a staccare tutti, poi magari darà pure l’assalto al record “virtuale” (perché cancellato dai libri di storia) dei 7 Tour vinti da Lance Armstrong, che pure l’ha definito senza mezzi termini “il GOAT del ciclismo di ogni epoca. Se adesso corressi con lui mi straccerebbe, quindi tanto di cappello a Tadej. Che pure sa che il vero record di Tour vinti è quello che appartiene a me, e so che vorrà batterlo…”.
Pogacar, a detta di Bernard Hinault, ha ancora almeno 3-4 anni davanti a sé per colonizzare corse e competizioni. “Per quello che ha dimostrato in questi anni, per come è maturato e per l’età che ha, sicuramente mi aspetto di vederlo al top almeno fino al 2030. Per questo non mi sorprenderebbe vederlo ancora tante altre volte sul gradino più alto del podio sugli Champs-Elysées”, ha detto l’ultimo francese in grado di portare la maglia gialla fino a Parigi.
Tentazione Vuelta: e se Pogi decidesse di andare?
C’è una sola maglia ormai rimasta vacante nella collezione personale di Pogacar. È quella rossa che simboleggia il primato alla Vuelta, mai indossata dal campione del mondo nel corso dell’unica partecipazione al GT spagnolo, datata 2019. Allora Tadej era una giovane promessa di cui si parlava in termini decisamente ottimistici, ma nessuno in quelle tre settimane iberiche avrebbe mai potuto osare immaginare quel che sarebbe potuto diventare a partire dall’anno seguente, quando al Tour ribaltò nella cronoscalata finale nientemeno che il connazionale Primoz Roglic (che peraltro vinse la Vuelta nel 2019).
Da giorni è tornato immancabile il tormentone di ogni estate: Pogi andrà o no alla Vuelta? “Per ora vi direi di no, ma tra due settimane vi saprò dire di più”, ha risposto lo sloveno a precisa domanda. La Vuelta è chiaramente un obiettivo destinato a finire sotto le grinfie di Pogacar, anche perché gli consentirebbe di diventare il nono corridore della storia a vincere tutti e tre i GT (Vingegaard ha completato la “triplice corona” vincendo il Giro due mesi fa). È qualcosa che succederà, bisogna solo vedere quando.
Il grande sogno: la tripletta dei GT nell’anno solare
Farlo quest’anno potrebbe essere un’opzione, anche se quella veramente “strisciante” riguarda piuttosto un altro grande obiettivo, forse il più ambizioso di tutti: vincere Giro, Tour e Vuelta nello stesso anno, impresa mai riuscita a nessun corridore (e tantomeno tentata da alcuno sulla faccia della terra).
Fino a una trentina d’anni fa la Vuelta si correva ad aprile e di fatto andava a collimare col Giro, rendendo impossibile una doppia partecipazione. Da quando è stata spostata a fine estate, la possibilità di tentare l’azzardo s’è fatta concreta, sebbene soltanto alla portata di un fuoriclasse assoluto come Pogacar. Che quest’anno compirà 28 anni il 21 settembre, e che pertanto potrebbe provare a dare l’assalto alla tripletta nell’arco di una, massimo due stagioni.
Merckx sicuro: “Tadej è l’unico che può farcela”
Partecipare alla Vuelta quest’anno potrebbe essere un rischio, pensando che il mondiale di Montreal ancora una volta gli strizzerà l’occhio (ed è quello, assieme al sesto Lombardia consecutivo, il grande obiettivo di fine stagione).
Impostare il 2027 puntando a vincere tutti e tre i GT potrebbe essere un’idea ambiziosa e affascinante, tale a quel punto da tralasciare altri appuntamenti sparsi nel calendario UCI. “Tadej può farcela”, ha sentenziato Eddy Merckx. “Ogni anno che passa migliora, ma chiaramente per vincere tutti e tre i grandi giri dovrebbe avere una squadra fortissima al suo fianco, e anche un po’ di fortuna, perché gli incidenti possono capitare a tutti”.