Pizzo, incendio nella notte distrugge il lido “Acqua Azzurra”
- Postato il 18 settembre 2026
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- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Pizzo, incendio nella notte distrugge il lido “Acqua Azzurra”
Un incendio ha ridotto in cenere il lido “Acqua Azzurra”, situato all’interno dell’area della spiaggia Savelli, a Pizzo, lasciando all’alba uno scenario di desolazione. Un secondo rogo lambisce l’istituto Nautico
PIZZO – Un risveglio amaro ha colpito la comunità di Pizzo, scossa dall’incendio che ha distrutto il lido Acqua Azzurra. In piena notte, precisamente tra le 3:00 e le 4:00 del mattino, un devastante incendio ha avvolto e pesantemente danneggiato lo stabilimento balneare, situato all’interno dell’area della spiaggia Savelli.
Le prime luci dell’alba hanno rivelato agli occhi dei cittadini uno scenario desolante: della struttura in legno rimane ormai soltanto uno scheletro di travi annerite dal fuoco e ancora fumanti. Mentre i danni hanno visibilmente sfiorato anche gli alberi e le palme circostanti che incorniciavano il locale. Al momento le cause del disastro rimangono ignote e si attende l’esito dei rilievi. Con la speranza diffusa che non si tratti di un atto doloso, il quale va a colpire con brutalità una realtà economica del territorio.
Numerosi messaggi di profonda vicinanza e solidarietà indirizzati ai titolari e gestori della struttura, descritti da chi li conosce come grandi lavoratori dediti con anima e corpo all’attività.
NOTTE DI FUOCO A PIZZO: UN SECONDO INCENDIO L’AMBISCE L’ISTITUTO TECNICO NAUTICO
A questo grave episodio se ne aggiunge un altro, distinto ma altrettanto allarmante, che ha interessato la fascia costiera poco più avanti, estendendosi fino all’Istituto Tecnico Nautico. Un secondo rogo ha infatti colpito la zona dove, nei giorni scorsi, era stata effettuata una “pulizia” con l’abbattimento di una vasta area di canneti. L’appiccamento del fuoco alle canne tagliate e lasciate sul posto appare a molti come un epilogo tristemente prevedibile.
Questa sequenza di eventi impone una seria e ineludibile riflessione sull’efficacia del monitoraggio del territorio. Ci si chiede come sia possibile che, in un’area sensibile appena sottoposta a bonifica, non sia stato predisposto un adeguato piano di vigilanza per prevenire simili azioni. Dove sono i controllori che dovrebbero presidiare queste zone a rischio? È accettabile che, dopo un intervento del genere, l’area venga abbandonata a se stessa senza alcuna misura deterrente?
Il disastro ambientale ed economico si innesta in un quadro di crescente e profondo malcontento relativo all’uso degli spazi comuni. Da tempo i cittadini denunciano come la zona sia diventata terra di conquista, segnata da trasformazioni repentine e non regolamentate. Terreni precedentemente liberi e accessibili a tutti vengono sbarrati con filo spinato, privi di qualsiasi cartello identificativo o concessione esposta, configurando agli occhi della popolazione un’autentica appropriazione indebita più che un semplice degrado.
LA CITTADINANZA PRETENDE PROVVEDIMENTI
Di fronte a questa preoccupante escalation, emerge una forte richiesta di intervento rivolta all’amministrazione comunale. La cittadinanza pretende che sia fatta chiarezza una volta per tutte attraverso una mappatura precisa, capace di distinguere in modo inequivocabile le proprietà private, gli spazi demaniali. I terreni in regolare concessione e le aree occupate in modo illegittimo. Il silenzio degli amministratori e degli organi di controllo, che sembrano assistere passivamente a questa promiscuità e alle alterazioni del paesaggio, è ormai percepito come una forma di complicità. La richiesta della comunità è perentoria: serve ripristinare immediatamente il rispetto delle regole e la legalità. Ciò per riappropriarsi di spazi che non vogliono essere rassegnati alla prepotenza.
Il Quotidiano del Sud.
Pizzo, incendio nella notte distrugge il lido “Acqua Azzurra”