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“Più camerati trovate meglio è”, la White Jihad dei ragazzini neonazisti. Il gip: “Apologia esplicita di terrorismo”

  • Postato il 22 aprile 2026
  • Giustizia
  • Di Il Fatto Quotidiano
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“Più camerati trovate meglio è”, la White Jihad dei ragazzini neonazisti. Il gip: “Apologia esplicita di terrorismo”

Sono giovani, molti minorenni, eppure i loro pensieri, le loro parole, i messaggi social sono intrisi di ciò che dovrebbe essere superato, perché già giudicato dalla storia. Eppure non è così. Il neonazismo, il ritorno delle sue simbologie e dei suoi termini oscuri, l’odio per gli ebrei, la propaganda anti Shoah diventano tema di una inquietante indagine della Digos di Milano che oggi ha portato all’arresto un 19enne di Pavia, Matteo Celibashi, indagato per istigazione all’odio razziale, e di 15 perquisizioni in tutta Italia.

Lui dal febbraio 2025, attraverso la chat Telegram Terza Posizione, ha iniziato a creare una rete di utenti, ragazzi con una famiglia e una vita al di sopra d’ogni sospetto, che dalle parole progettavano i fatti, tanto da scrivere: “Più camerati trovate meglio è, siamo qui per parlare ma dobbiamo cominciare a mostrare i fatti. Alcuni Italiani non si arrendono”. Non passa inosservato che il nome della chat ricorda il movimento neofascista eversivo creato sul finire degli anni Settanta da Roberto Fiore e Gabriele Adinolfi. Qualcosa, si dirà, di già sentito e letto. Solo odio razziale parlato, eppure in tutta questa inchiesta qualcosa aleggia come un allarme. Si tratta di terrorismo. Reato che non è contestato ma che torna in più passaggi delle 44 pagine di ordinanza di custodia cautelare del giudice Rossano Mongiardo.

Sì perché ben più del dire che “Giorgia Meloni e Eddy Schlein sono burattini degli ebrei”, a preoccupare sono i richiami alla cosiddetta White Jihad e cioè “l’ibridazione tra propaganda di estrema destra radicale e contenuti riconducibili a gruppi jihadisti”. E cioè richiamo, individuato in chat e nei video postati, della strage del Bataclan, l’apologia del terrorista Brenton Harrison Tarrant, il quale nel 2019 in Nuova Zelanda, prima di suicidarsi, portò a termine attentati islamofobi causando la morte di 51 persone. In chat così un utente, tale Matteo, minorenne del Veneto, scrive: “Ma real bro porca troia se avessimo la stessa libertà delle armi che c’è in America io mi risolvevo il problema da me, così mi univo a Brenton”. Sulla falsa riga, sempre in chiave antisemita, altri inneggiano ad Hamas: “Fino alla vittoria Gloria ad Hamas gloria agli eroi”.

Tra il materiale condiviso in chat, annota la Digos, anche “uno sticker raffigurante una svastica con un corano al centro, due soldati, uno verosimilmente a rappresentare l’estrema destra e l’altro a rappresentare gruppi jihadisti e al centro la scritta together” e un altro sticker “con due soldati armati e dal volto celato che portano in testa una bandana con il simbolo dell’Isis e alle loro spalle, a sinistra una bandiera di Daesh e a destra una bandiera con una svastica su uno sfondo verde”. Mentre l’anonimo 1488 chiede: “Qualcuno ha il video completo dei 21 martiri in Libia” e quindi, aggiunge la Digos, posta l’immagine di uno “sticker in cui vi è raffigurato il disegno di un soldato con il pugno alzato, con una parte del viso celata da una skull mask (il cui uso è ormai consolidato come connotato dell’estrema destra radicale) e che porta in testa una bandana con il simbolo dell’Isis”.

L’inquietante emergere dell’ibridazione tra estremismo di destra e posizioni jihadiste si unisce poi a una deriva satanista ed esoterica tipica della subcultura nazifascista, tanto che in alcuni video filo-jihad, trasmessi nella chat Terza Posizione, “si intravede il simbolo dell’Isis e al centro, all’interno di un cerchio la stella dai 9 angoli, simbolo riconducibile all’Ordine dei Nove Angoli, gruppo occulto satanico nato nel Regno Unito che ha abbracciato ideologie e attivismo neonazista”. E del resto lo stesso gip annota: “Il gruppo si configura come una comunità virtuale aperta ed accessibile a chiunque, ispirata ad ideologie neonaziste e neofasciste.

Tra i suoi scopi principali vi sono l’incitamento alla discriminazione ed alla violenza, motivata da ragioni razziali, etniche, nazionali e religiose, nonché l’apologia esplicita di terrorismo”. E ancora: “Tale ambiente si è dimostrato fertile per il consolidamento di percorsi di radicalizzazione e autoradicalizzazione, come attestato dalle numerose attività di indagine condotte dalle Forze dell’Ordine verso i frequentatori delle piattaforme, tra cui l’avvenuto arresto di un minore residente in Veneto, anch’egli membro attivo della chat Terza Posizione per addestramento con finalità di terrorismo”. Insomma una radicalizzazione che è andata anche oltre le semplici parole e che “a conferma dell’estrema e concreta pericolosità del gruppo in questione come reale incubatrice per lupi solitari radicalizzati”, ha messo sul tavolo alcune azioni concrete come quella portata a termine a Siracusa contro la sede del partito politico Sinistra Italiana del 2 marzo 2025”.

E se da un lato, sia Celibashi che i suoi utenti, sognano di ricreare le SS scrivendo che “i nostri nemici sono i sionisti, i giudei che vogliono portare a termine i piani criminali del mondialismo e della distruzione di popoli e culture”, dall’altro lato, agganciandosi pericolosamente alla realtà di oggi, inneggiano all’attività del gruppo criminale milanese Articolo 52, che prende spunto dall’articolo (52) della Costituzione sulla difesa della patria come “sacro dovere del cittadino”. Lo stesso gruppo che è oggi indagato in un altro fascicolo milanese per il pestaggio di un ragazzo straniero accusato di rapina. Degrado e stranieri è il loro mantra tanto da scrivere in chat: “Le ronde continueranno e si moltiplicheranno in tutte le zone degradate” finché “lo Stato, in primis la magistratura corrotta e nemica del popolo, continua a ignorare, volutamente, questa situazione”. Affinità elettive dunque tra la nuova Terza posizione e Articolo 52. Insomma, giovani e giovanissimi, e per questo difficilmente classificabili come nostalgici, convinti della bontà della loro terza posizione che alla banale seppur deprecabile “zingari ed ebrei puzzano come schifosi, non si sanno comportare nella società e sono criminali, i negri ti stuprano la figlia e ti ammazzano per niente”, affiancano una radicalizzazione concretamente più pericolosa tipica dei lupi solitari, inneggiando al terrorismo.

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Il Fatto Quotidiano

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