Pitti Uomo al via con 750 marchi, poi la Fashion Week di Milano: la moda cerca il rilancio dopo un 2025 da dimenticare

  • Postato il 12 gennaio 2026
  • Moda E Stile
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Nel piazzale della Fortezza da Basso, Firenze torna a misurare la temperatura del menswear: quella fatta di ordini, appuntamenti, buyer e “segnali” (prima ancora che di tendenze). Pitti Uomo 109 apre dal 13 al 16 gennaio 2026 con una parola-guida programmatica, “Motion”, e un obiettivo dichiarato: sostenere le aziende in un passaggio di fase complicato, tra instabilità geopolitica, mercati nervosi e nuove spinte protezionistiche.

Pitti Uomo 109: numeri, tema e nuova geografia dell’offerta

L’edizione 109 porta in Fortezza 750 marchi, con una quota estera pari al 47%, chiamati a presentare le collezioni Autunno/Inverno 2026-27. La fiera rafforza anche il progetto di incoming e comunicazione internazionale grazie al contributo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e di ICE, con l’obiettivo di “portare a Firenze la comunità dei buyer più influenti” e lavorare in modo mirato anche sui mercati emergenti. In questo contesto arriva un passaggio chiave della direzione Pitti: la fiera rivendica l’idea che la manifestazione nasca dall’osservazione “sul campo” (scene fashion, negozi, department store, esigenze della distribuzione) e che Firenze resti sinonimo di “opportunità concrete” proprio mentre il settore attraversa una trasformazione.

“Ancient/New Site”: l’installazione che mette in scena il tema

Ad accogliere i visitatori, nel piazzale centrale, c’è “Ancient/New Site” dell’architetto francese Marc Leschelier: 1.700 metri quadrati occupati da 18 monoliti (5 metri d’altezza, 3 di larghezza e 9 di profondità), realizzati con sistemi di ponteggio rivestiti in “concrete canvas”. È una scenografia urbana e insieme un dispositivo di orientamento: dichiarazione di metodo più che puro spettacolo.

I guest designer: Hed Mayner, Soshi Otsuki e lo special event Shinya Kozuka

La partita degli eventi è centrata sul Giappone e su un’idea di ricerca che passa dalle proporzioni e dal tailoring “ripensato”:

  • Hed Mayner, nato in Israele e basato a Parigi, è guest designer e sfila alla Palazzina Reale di Santa Maria Novella. Il suo lavoro viene descritto come concettuale e quasi architettonico; da due anni è anche direttore creativo di Reebok.
  • Soshi Otsuki, vincitore dell’LVMH Prize for Young Fashion Designers 2025, porta a Firenze una narrazione che guarda agli anni del “baburu keiki”, la bolla economica giapponese di metà anni ’80, quando a Tokyo l’eleganza maschile guardava (anche) all’Italia e ad Armani.
  • Shinya Kozuka (special event) è presentato come autore di un mix tra atmosfere di Tokyo e workwear, con una cifra personale costruita su stratificazioni e materiali.

Le sezioni e il debutto beauty: Hi Beauty

Pitti ribadisce la struttura in cinque aree: Fantastic Classic, Futuro Maschile, Dynamic Attitude, Superstyling e I Go Out. La novità più “di sistema” è Hi Beauty, spazio dedicato alla profumeria di ricerca: un segnale chiaro del modo in cui il menswear contemporaneo sta allargando il perimetro del lifestyle maschile al mondo del beauty, intercettando desideri che passano dalla fragranza e dalla cura personale.

Il contesto: un settore che rallenta e un export che si polarizza

Nella cornice di Pitti, il punto economico resta inevitabile. L’industria moda italiana viene da mesi in cui l’interscambio extra-UE mostra import in calo e export sostanzialmente fermo in alcune rilevazioni, con un quadro generale segnato da volatilità della domanda. È esattamente qui che Pitti prova a fare “politica industriale” con gli strumenti della fiera: rafforzare la domanda estera, allargare la qualità della community e creare appuntamenti che tengano accesa la relazione tra offerta e distribuzione.

Secondo i dati dell’Ufficio Studi Economici e Statistici di Confindustria Moda, nel 2024 il fatturato della moda uomo italiana si è attestato a circa 11,4 miliardi di euro, con una flessione del 3,6% rispetto all’anno precedente, e rappresenta circa il 19,1% dell’intero comparto tessile e abbigliamento nazionale. Tra i singoli segmenti, le cravatte risultano il comparto più penalizzato con un calo dell’8,2%, mentre l’unica performance positiva è quella della confezione in pelle, cresciuta del 5,6%.

I primi sette mesi del 2025 mostrano un andamento dicotomico tra import ed export: le vendite all’estero del menswear italiano sono diminuite del -3,2% (5,3 miliardi di euro), mentre le importazioni sono aumentate mediamente del +5,5% (3,8 miliardi di euro). La dinamica geografica è variegata: l’area comunitaria cresce del +2,4%, mentre le esportazioni verso paesi extra-UE calano del -7,8%, pur restando quest’area il principale mercato di sbocco con il 52,2% delle esportazioni totali. Tra i Paesi partner, la Francia si conferma il primo mercato con un incremento del +1,0% (714 milioni di euro), seguita dagli Stati Uniti con +6,5% (561 milioni) e dalla Germania (527 milioni). La Cina, dopo anni di espansione, segna ancora un calo significativo dell’-18,4%, mentre spiccano le crescite di mercati come Polonia +30,1% ed Emirati Arabi Uniti +5,9%. Questi numeri fotografano un settore che, sebbene in difficoltà, mantiene nodi strategici solidi e aree di opportunità da presidiare.

Da Firenze a Milano: la Fashion Week Uomo dal 16 al 19 gennaio

Il calendario conta 76 appuntamenti complessivi: 18 sfilate fisiche, 7 sfilate digitali, 36 presentazioni, 3 presentazioni su appuntamento e 12 eventi speciali, a testimonianza di una settimana che intreccia passerella, ricerca e relazione con il pubblico. Tra le novità più attese, debutta per la prima volta nel calendario ufficiale delle sfilate Ralph Lauren, affiancato dagli esordi milanesi di Domenico Orefice e Victor Hart. Tornano invece in passerella Zegna e DSquared2, con quest’ultimo che accompagnerà la sfilata co-ed con un party serale. Sul fronte delle presentazioni fanno il loro ingresso ufficiale Bottega Bernard, Dunhill, K-Way, Plās Collective, Moarno, Sagaboi e Stone Island, mentre Ferragamo rientra in calendario con una presentazione, senza sfilata.

L’edizione celebra anche anniversari significativi: Blauer festeggia i 25 anni, Pronounce i 10 e Marcello Pipitone–Bonola i 5, sottolineando la continuità tra generazioni e linguaggi del menswear. Tra gli eventi, EA7 Emporio Armani dedica un appuntamento in store ai Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, mentre K-Way, insieme a Vogue e GQ, presenta “Montagna Milano: The Alpine Club in Town”, tre giorni di panel, workshop ed esperienze après-ski aperte al pubblico.

Spazio anche alla sperimentazione: Li-Ning presenta con una sfilata la collezione uomo e donna Autunno/Inverno 2026-27, mentre Stone Island sceglie il formato installativo per PROTOTYPE RESEARCH_SERIES 09, affidando a Ken-Tonio Yamamoto un progetto che racconta capi nati da processi di ricerca non industrializzati. Un calendario che conferma Milano come piattaforma di visione, dove il menswear dialoga con sport, cultura e innovazione.

Il calendario delle sfilate moda uomo autunno/inverno 2026-2027

Venerdì 16 gennaio
ore 15 Zegna

ore 17 Ralph Lauren Via San Barnaba 27

ore 20 DSquared2 Via Rubattino 26

Sabato 17 gennaio
ore 11 Setchu Via Privata Rezia 2

ore 12.30 Dolce&Gabbana Viale Piave 24

ore 14.30 Pronounce Via Bovisasca 87

ore 17 Paul Smith Viale Lombardia 95

Domenica 18 gennaio
ore 10 Simon Cracker Via Bovisasca 87

ore 11 Qasimi Via Tortona 27

ore 12 Victor Hart

ore 14 Prada Via Lorenzini 14

ore 15 Saul Nash Via Pietrasanta 14

ore 19 Domenico Orefice Via Bovisasca 87

Lunedì 19 gennaio
ore 9.30 David Catalán Via Bovisasca 87

ore 10.15 Miguel Vieira Via Bovisasca 87

ore 11.30 Giorgio Armani Via Borgonuovo 21

ore 12.30 Giorgio Armani Via Borgonuovo 21

ore 19 PDF Via Larga 14

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