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Pistole e insulti, tutti i deliri dei centri sociali anti-Salvini

  • Postato il 19 aprile 2026
  • Politica
  • Di Libero Quotidiano
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  • 5 min di lettura
Pistole e insulti, tutti i deliri dei centri sociali anti-Salvini
Pistole e insulti, tutti i deliri dei centri sociali anti-Salvini

Volti coperti, caschi da cantiere, barricate mobili e bastoni. Fumogeni e bottiglie contro la polizia. Le scritte lasciate sui muri: “Salvini appeso” e “celerini lapidati”. I video su Instagram per incoraggiare i compagni alla lotta: «È assurdo che venga autorizzato un corteo xenofobo e razzista di personaggi che si dichiarano apertamente fascisti e nazisti», ci spiega un ragazzo con la kefiah alla cintura. Qui però c’è il giallo: ma chi diavolo è che si sarebbe dichiarato apertamente “fascista e nazista” tra gli invitati al corteo della Lega?

Una domanda da girare ai militanti del centro sociale Lambretta, che ieri sfilava contro la manifestazione del Carroccio a Milano. E che per la cronaca è proprio quell’associazione che il sindaco di Milano Giuseppe Sala ritiene corretto regolarizzare per l’eccellente lavoro svolto nel panorama della cultura e dell’aggregazione giovanile a Milano. Quegli stessi ragazzi ieri si sono “aggregati” in piazza con le mazze e hanno cercato di mandare all’ospedale qualche poliziotto.

Sfilavano sotto un vessillo con falce e martello. Nell’anno 2026. E con un bandierone con il volto di Ernesto “Che” Guevera con in mano una pistola. Carrellata di slogan: «Diciamo no al razzismo di stato». «Milano è migrante». «Siamo la generazione che immagina e pratica le alternative». Quali alternative? Mistero. Spiegavano alla vigilia sempre sul web: «Sarà un corteo plurale, pensato per essere attraversato da persone di ogni età, corpo e status legale». Un corteo aperto a persone di ogni corpo. Nel senso di quelle in sovrappeso? Presenti anche delegazioni di studenti, che ovviamente non mancano di fantasia, soprattutto quando cercano di spiegare quali sarebbero i programmi leghisti: «Parlano di remigrazione, e per farlo vogliono introdurre anche in Europa un modello ICE che faccia dei raid sui posti di lavoro o nelle case alla ricerca di persone senza documenti da deportare». Salvini quindi avrebbe proposto raid stile “Ice” sui posti di lavoro? E via delirando: «Noi student3 siamo meticc3 e queer, fa**** la vostra remigrazione, le scuole restano antirazziste, antifasciste e contro l’omobilesbotransfobia».

In mezzo a questi signori, è utile ricordarlo, sfilavano anche rappresentanti del Partito Democratico e un paio di esponenti di Forza Italia. Altrettanto utile è ricordare con precisione le parole del sindaco Sala, riguardo a questi soggetti: «Parliamo di spazi sociali che forniscono una produzione culturale alternativa, un’aggregazione a basso costo, svolgono una funzione molto contemporanea. I leghisti potranno ironizzare sulle mie parole ma questa è la realtà». Ironizzare? No, per la verità, non fa neanche ridere. Al massimo una risata la strappano i commenti che si leggono sul web sui video della grande mobilitazione anti-Carroccio. «Andate a lavorare, somari».

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Autore
Libero Quotidiano

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