Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Pioggia di soldi in Serie C, ma non chiamatelo più calcio: il vero business, oggi, è fuori dal campo. Ma è una scommessa pericolosa

  • Postato il 10 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
  • 0 Visualizzazioni
  • 6 min di lettura
In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

Pioggia di soldi in Serie C, ma non chiamatelo più calcio: il vero business, oggi, è fuori dal campo. Ma è una scommessa pericolosa

Un Pallone d’Oro in Serie C. E ‘Quel treno per Yuma’ che, sette anni dopo aver saltato la fermata di Napoli, potrebbe portare ‘El Bandido’ qualche chilometro più in là, in Irpinia. Ronaldinho al Ravenna, James Rodriguez (forse) all’Avellino. La provincia che diventa capitale del calcio e regala colpi che neppure nei sogni potevano essere immaginati. Fantacalcio applicato alla realtà. E gli effetti si sono visti subito in Romagna. Dinho ha portato il Carnevale di Rio a Ravenna con una festa di presentazione che ha fatto il giro del globo nel bel mezzo di un mercato in cui le big italiane – dal Napoli alla Juventus – hanno annaspato. Per le piccole società l’arrivo di una stella è molto di più di una questione sportiva: può diventare una preziosa occasione di business, capace di generare ricavi attraverso maglie, abbonamenti, sponsor, merchandising e visibilità. Dal brasiliano al colombiano, passando per Ribery alla Salernitana, Vardy alla Cremonese e Toni al Verona, sono diversi i casi di grandi campioni arrivati in provincia capaci di accendere l’entusiasmo dei tifosi e, allo stesso tempo, di aumentare l’attenzione attorno al club e al territorio, diventando così un investimento commerciale. Ma c’è sempre il rovescio della medaglia: nel calcio i numeri non bastano. La stella può portare migliaia di maglie vendute, nuovi sponsor e nell’era dei social milioni di visualizzazioni, ma deve poi confrontarsi con il campo, con i risultati e soprattutto con le aspettative di una tifoseria che si innamora del campione proprio perché spera di vederlo fare la differenza.

Ronaldinho al Ravenna, il business è già partito

Undici anni dopo l’ultima partita disputata con la Fluminense, Ronaldinho ha deciso nuovamente di mettere gli scarpini ai piedi per giocare a Ravenna nel Girone B di Serie C. Se non l’avessimo visto con i nostri occhi, se tutto il mondo non lo avesse visto su quel palco allestito in riva al mare a Marina di Ravenna, nessuno ci avrebbe creduto. Il Pallone d’Oro 2005 ha ceduto alla corte dell’amico imprenditore Ignazio Cipriani tanto da diventare anche azionista del club. L’obiettivo? Segnare ancora un gol, il 300esimo della sua straordinaria carriera. Intanto il Ravenna si gode i primi risultati dell’effetto Dinho. La maglia R10 viene venduta sullo store ufficiale della società romagnola a 129 euro e nelle prime 48 ore ne sono state acquistate circa 2.000. A prezzo pieno significa un valore commerciale vicino ai 258 mila euro.

Non è l’incasso netto, perché nel conto entrano costi, produzione e distribuzione, ma dà comunque la misura della domanda generata dall’operazione. Anche la campagna abbonamenti ha registrato un’accelerazione importante. Attorno alla presentazione di Ronaldinho erano state superate le 2.700 tessere, praticamente in linea con la capienza del Benelli, che sfiora i 5.000 posti. Inoltre una squadra che finisce sui giornali brasiliani, spagnoli o inglesi offre al territorio una vetrina che una normale stagione di Serie C non garantirebbe. E, infatti, in occasione della presentazione-show del sudamericano la città di Ravenna ha ospitato tifosi provenienti da tutta Italia e anche dall’estero.

James Rodriguez porta ad Avellino 50 milioni di follower

Ad Avellino la trattativa è a buon punto, ma non è stata ancora definita. Sette anni fa James Rodriguez era stato a un passo dal Napoli di Ancelotti, che lo aveva (quasi) annunciato con un tweet contenente la locandina di ‘Quel treno per Yuma’. Che ora potrebbe fare capolino in un Partenio che non vede l’ora di accogliere il 35enne trequartista ex Real Madrid e Bayern Monaco. Sul tavolo un contratto di un anno da 1,5 milioni di euro, con bonus che potrebbero portare la cifra a 2 milioni e un’opzione legata all’eventuale promozione in Serie A. Ebbene, il motivo per cui l’Avellino di Nesta è disposto a ragionare su cifre di questo livello non è soltanto tecnico. James conta oltre 50 milioni di follower su Instagram e il suo appeal è rimasto immutato nonostante le ultime stagioni lontane dai principali campionati europei (ma ha pur sempre partecipato all’ultimo Mondiale).

La società irpina ha mandato al suo staff anche alcuni video per mostrare l’atmosfera del Partenio e il rapporto della tifoseria con la squadra. Un modo per convincere il giocatore, ma anche la fotografia di ciò che l’Avellino pensa di poter sfruttare sul piano commerciale. Il club ha già costruito una parte della propria identità sul legame con il territorio. Basti pensare che le nuove maglie sono state pensate con riferimenti all’Irpinia. L’arrivo di James potrebbe dare ulteriore spinta a questo progetto: più attenzione nazionale e internazionale, maggiore esposizione per gli sponsor e un mercato del merchandising completamente diverso, da top club.

Vardy alla Cremonese, il precedente che dimostra quanto vale una star

Il precedente più recente è quello di Jamie Vardy alla Cremonese. Nell’estate 2025 l’arrivo dell’attaccante inglese aveva prodotto un’impennata immediata nelle vendite delle maglie: le prime disponibilità erano andate esaurite in poche ore, così come le successive tranche messe online. Anche gli abbonamenti avevano beneficiato dell’effetto-Vardy.

Prima della presentazione dell’ex Leicester erano già state superate le 8.000 tessere e la campagna si era chiusa a quota 8.022, record per il club. La stagione si è poi conclusa con la retrocessione e Vardy ha segnato 7 gol, ma l’operazione ha comunque garantito alla Cremonese una visibilità internazionale superiore a quella abituale. Il caso Vardy è emblematico: il ritorno commerciale di una stella può essere immediato, mentre quello sportivo è tutto da dimostrare.

Da Ribery a Toni, quando il campione diventa un motore commerciale

Un altro esempio è Franck Ribery alla Salernitana nel 2021. All’epoca arrivarono tra le 15 e le 20 mila richieste per la maglia numero 7 del francese. Le richieste non corrispondono necessariamente alle vendite, ma restituiscono bene la dimensione dell’interesse generato dall’arrivo di un campione in una realtà di provincia.

Ancora più indicativo è il caso di Luca Toni al Verona. Nel luglio 2013 gli abbonamenti passarono da 7.613 tessere del 6 luglio a 11.109 il 12 luglio, fino a 14.603 a fine mese. Anche il nuovo store dell’Hellas registrò oltre 100 mila visitatori nei primi tre mesi, con il 40% proveniente dall’estero. Tra le maglie più richieste c’era proprio quella dell’attaccante campione del mondo 2006.

Ma senza risultati il business può diventare un boomerang

La scommessa, però, può diventare pericolosa. Perché nel calcio non basta vendere maglie, riempire gli stadi o conquistare milioni di follower. La passione dei tifosi non è una voce di bilancio e non può essere alimentata all’infinito soltanto dal nome di un campione. Chi compra una maglia di Ronaldinho, chi aspetta James Rodriguez al Partenio o chi corre allo stadio per vedere una leggenda vuole emozioni, vittorie, partite da ricordare.

Se i risultati non arrivassero, se la stella giocasse poco o mai, se l’età o gli infortuni ne limitassero il rendimento, lo stesso entusiasmo che oggi produce maglie, abbonamenti e attenzione mediatica potrebbe trasformarsi in delusione. E la delusione, nel calcio, viaggia molto più velocemente di una campagna marketing. Ronaldinho può portare il mondo a Ravenna e James può trascinare l’Avellino dentro una dimensione mediatica mai conosciuta prima. Ma alla fine saranno sempre il campo e i risultati a decidere quanto durerà l’incantesimo.

Autore
Virgilio.it

Potrebbero anche piacerti